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"Il film insolito prodotto da Carlo Verone non arriva a decidere se essere satirico o pieno di buoni sentimenti civili; presenta un'immagine alterata, edulcorata, della sottocultura giovanile romana e dei Centri Sociali. Il bravo writer e Stand". (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 22 settembre 2000) "Al loro debutto nel lungometraggio, dopo qualche corto e una brillante carriera nei video musicali, i Manetti Brothers propongono una rivoluzione nel comico all'italiana, con un linguaggio nervoso e un paesaggio desolato da periferia urbana e centro sociale. Gia lanciato da alcuni mesi su Internet (alla maniera di 'Blair Witch Project', per intendersi), 'Zora la vampira' e la scommessa produttiva di Carlo Verdone che ha investito quattro-cinque miliardi nell'operazione". ('Carnet', settembre 2000) "Sguardo rivolto alla gloriosa serie B di Mario Bava e orecchio attento alle nuove sonorita hip hop. Tra i protagonisti, rapper emergenti come Chef Ragoo (...) Dedicato ai ragazzi curiosi di un'Italia diversa, quella della scena musicale d'avanguardia, dei centri sociali e del cinema di genere che mescola alto e basso senza pregiudizi. Un 'Horror sociale' secondo gli autori, che affidano a Verdone il ruolo del poliziotto duro". (Piera Detassis, 'Panorama', 24 agosto 2000) "Fumetti e hip hop. Vampiri e ragga. Cinema di serie 'B' e regaae. La ditta a conduzione familiare dei Manetti Bros., con un eclettismo sincopato e talentuoso, impasta materiali, suoni e atmosfere della cultura popolare e modula una commedia al sangue tra musical metropolitano e horro da centro sociale. [...] Dracula e i suoi nuovi amici danno l'assalto frontale alla modernita plastificata, al Festivalbar, ai palinsesti televisivi, ai videoclip platinati, al senso comune, al cinema anemico, all'intrattenimento senza idee. Il produttore Carlo Verdone nella parte del commissario Lombardi e bravissimo" (En. Mag. [Enrico Magrelli], "Film TV", 41, 8 ottobre 2000).
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