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Zohan - Tutte Le Donne Vengono Al Pettine Recensione

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Scheda Film
Autore
anonymous
Data della recensione
2008-10-02 10:00:00
Provider
Cinematografo
Recensione
Servirebbe uno come Zohan per mettere la museruola, una volta per tutte, ai cervelloni del marketing che mettono i sottotitoli italiani. Il Borat israeliano è arrivato, si porterà dietro un po' di polemiche - la sua comicità politica demenziale darà fastidio - e surclasserà il cugino kazako. A patto, però, che lo vediate in lingua originale, con un sontuoso ed esilarante Adam Sandler a replicare l’accento dell’inglese parlato a Tel Aviv e con Turturro alle prese con un irresistibile anglo palestinese. Già, perché Zohan, sessuomane ma soprattutto agente del Mossad invincibile, dovrebbe fare un salto anche in sala doppiaggio e prima di stenderli con le sue mosse, mix tra Matrix, Nadia Comaneci e Jackie Chan, chiedergli perché dovrebbe parlare con la erre moscia (passi) e soprattutto con una patata in bocca. Ma pazienza, la premiata ditta Judd Apatow-Adam Sandler (anche cosceneggiatori per il regista, o meglio l’esecutore, Dennis Dugan), scavando nelle proprie origini - Allen insegna - si scatena e partendo dalla spiaggia di Bat Yam e dalle sue bellezze arriva a New York cercando di seppellire il Medio Oriente e i suoi fanatismi sotto quintali di gag che definire selvagge è un eufemismo.
Zohan Dvir è il migliore, ha doti straordinarie, nascoste e non, è un’arma letale, che sia al servizio dell’amore e dell’odio. Il problema è che ha un sogno troppo ingombrante, diventare un parrucchiere. Altro che uzi, lui vuole phon, tinte, forbici. L’unica è fuggire da questa guerra che non sopporta, in cui non crede, di cui è l’eroe goliardico. Vuole la pace, ma non quella dei sensi, e divertirsi. E serenità e forse amore li trova in un Caramel a stelle e strisce e nella splendida Emanuelle Chriqui. Palestinese. Tra cammei geniali (Fonzie terrorizzato, John McEnroe tifoso stripper), risate crasse (si sa, Judd e Adam non vanno mai per il sottile) e un gran ritmo si incappa anche in un finale molto politico, per cui gli opposti estremismi sono forse figli di un’unica strumentalizzazione. Occhio alla colonna sonora da urlo, o come direbbe Zohan: disco disco!

Copyright © Cinematografo 2008.

Scheda Film
Zohan
Autore
anonymous
Data della recensione
2008-10-07 08:00:56
Provider
Spaziofilm.it
Recensione

Non si scherza con il grande Zohan

Zohan è un invincibile super-soldato dell'esercito israeliano, perennemente in lotta contro l'avversario palestinese. Ma Zohan non ama la guerra, e ha un sogno: ai coltelli preferirebbe un paio di forbici, alle pistole un bel phon… insomma, vorrebbe diventare un grande hairdresser, un parrucchiere e stilista per capelli. Fintosi morto in uno scontro con Phantom, il suo arcinemico, il Nostro si trasferisce a New York, dove paradossalmente trova lavoro in una piccola bottega a gestione islamica; in principio ha l'unico compito di spazzare il pavimento, ma l'occasione di mostrare il suo 'metodo” non si farà attendere…

Trecentosessanta gradi di satira

Nemmeno il tempo di accorgersene, e siamo già in quel periodo dell'anno: quello in cui giunge anche da noi l'abituale commedia estiva – poiché in estate è fissata l'uscita americana – con Adam Sandler e il suo altalenante appeal comico, ancora al servizio del regista Dennis Dugan dopo Un tipo imprevedibile, Big Daddy e Vi dichiaro marito e marito.

Il duo, cui si aggiunge anche Judd Apatow, co-sceneggiatore insieme allo stesso Sandler e Robert Smigel, allarga qui l'orizzonte della propria satira fino a toccare argomenti assai delicati, e stavolta non si salva proprio nessuno, dall'estremismo islamico al bellicismo israeliano, dai rigurgiti paranazisti antisemiti agli eccessi del capitalismo americano (ma gli States restano la terra delle opportunità). Così, travolti dalla storiella pacifista con messaggino di fratellanza universale, in cui a vincere sono gli onesti e gli emarginati, va a finire che ci si diverte pure, a patto di turarsi il naso di fronte alla scarsa 'eleganza” di certe trovate: di nuovo l'umorismo fallocentrico, ma almeno in questo caso si ride. Merito del buon ritmo e della comicità spesso surreale, aiutata nella sua follia nonsense da simpatici effetti digitali che favoriscono le idee più bizzarre, e soprattutto di attori lanciati a briglie sciolte al massimo della loro goliardia (John Turturro e ovviamente Adam Sandler, protagonista assoluto in ottima forma).

Attenzione agli svariati cammei di amici e colleghi, fra cui Kevin James, Chris Rock e Mariah Carey.

Copyright © Spaziofilm.it 2008.



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