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"Strano destino quello del duo artefice di 'Swingers' (1996), notevole commedia su un gruppo di attori depressi a Hollywood. Il regista Doug Liman è passato a giocattoloni d'azione ('The Bourne Identity', 'Mr. & Mrs. Smith') mentre Jon Favreau, sceneggiatore e attore di quel film, è diventato un bravissimo regista per bambini. Suo era il delizioso 'Elf' e suo è l'adorabile 'Zathura - Un'avventura spaziale' (...) Il cinema di Favreau piace perché è antico e colto. Gli effetti al computer ci sono ma sembra di no, le scenografie hanno un corpo (la casa in legno che funge da astronave è un meraviglioso festival di scricchiolii) e la sceneggiatura ha due trovate ottime: uno dei due fratelli si incontra più vecchio nello spazio (come in '2001' di Kubrick) e, poco dopo, si rischierà un divertente caso d'incesto (come nei primi 'Guerre stellari'). Portate i vostri figli litigiosi a vedere 'Zathura' e ve la godrete anche voi." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 7 aprile 2006) "Anche senza dirlo, è chiaro che questo film giocattolo viene dai creatori di 'Jumanji', è praticamente la stessa storia: là la casa diventava giungla, qui nave spaziale con pioggia di meteoriti in bagno. Odissea nello spazio per due ragazzini litigiosi più di Tom e Jerry, soli in salotto dopo l' uscita del nervoso papà Tim Robbins. Che fa il maggiordomo di questo fantasy a domicilio in cui i teen ager, e un astro-turista per caso, finiscono nei perigli cosmici senza forza di gravità tra mostri, robot e lucertoloni. Colpa di un vecchio gioco dell' oca spaziale: alla fine, dopo una paura bestia, tutto in ordine. E' un futuro antico quello di Favreau ('Elf'), paure dell' ignoto simpaticamente datate e giocate in un clima di famiglia che rende accattivante lo show completo di desiderio di stella cadente. Non tutti sono Spielberg, l' importante è crederci." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 8 aprile 2006)
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