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"La modestia assoluta di questo film scritto e diretto da Randall Wallace, con il copione di 'Braveheart', di 'La maschera di ferro' e di 'Pearl Harbor', è in testa alle classifiche dei peggiori sceneggiatori contemporanei e permette di rivalutare anche film non riusciti come 'Windtalkers' dell'ottimo John Woo. Per girare oggi un war-movie credibile, denso e fluido, dopo Coppola, Kubrick, Malick e Spielberg, o si sceglie la strada, più o meno condivisibile, di Ridley Scott di 'Black Hawk Down' oppure si rischia un teatrino bolso, retorico, piagnucoloso e fasullo, pieno di didascalie per far capire allo spettatore dove il racconto si sposta, dal momento che il racconto non è in grado di farlo". (Enrico Magrelli, 'Film Tv', 22 agosto 2002)
"Il regista e sceneggiatore Randall Wallace aveva scritto in precedenza il copione di 'Pearl Harbour' e si vede nell'attenzione e nello spazio che anche in 'We Were Soldiers' concede agli aspetti privati della vita militare. In queste scene per lo più melense a tratti vibra una riuscita nota di finezza psicologica, ben sottolineata dai bravi interpreti: a partire da Gibson, con i suoi penetranti occhi azzurri". (Alessandra Levantesi, 'La Stampa', 26 agosto 2002)
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