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Watchmen Recensione

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Scheda Film
Autore
anonymous
Data della recensione
2009-03-05 13:56:00
Provider
Cinematografo
Recensione
Giudizio: OOOOO

"Posso cambiare tutto, non la natura umana", dice Dr. Manhattan prima di andarsene in esilio su Marte. Siamo nel 1985 e una bomba ha appena ucciso milioni di persone. Ma il fine ultimo, la pace, è stato raggiunto. Dietro al disastro nucleare, non i leader delle superpotenze, ma un vigilante con un sogno: ripulire il mondo. Il kolossal diretto da Zack Snyder, (2 ore e 40' e 150 milioni di dollari di budget) gronda sangue e violenza come l'originale Watchmen, fumetto cult degli anni Ottanta, sceneggiato dal genio di Alan Moore (V for Vendetta, From Hell) e illustrato da Dave Gibbons. La decostruzione del mito del supereroe è l'elemento innovativo della storia che Snyder ripropone fedelmente, la carrellata di personaggi esemplificativa, quasi tutti in bilico tra Bene e Male. Rorschach (Jackie Earle Haley), la Maschera per eccellenza, è più psicopatico che eroico, Il Comico (Jeffrey Dean Morgan), ne ha fatte di cotte e di crude, Ozymandias (Matthew Goode), il cui vero nome è Adrian Veidt, è affetto da megalomania. Il film, come la graphic novel, è ambientato in un universo parallelo, i cui riferimenti sono reali e alterati allo stesso tempo da avvenimenti portati alle estreme conseguenze. E' il caso del presidente Nixon, che ha cambiato la legge rimanendo in carica per cinque mandati consecutivi, instaurando una forma di dittatura mascherata (le analogie con il presente sono inequivocabili e inquietanti). Mentre scorrono le immagini catastrofiche di una Storia alternativa in cui il Vietnam si è risolto con successo grazie all’intervento di Dr. Manhattan (Billy Crudup nella versione umana), l'unico vero mutante, la colonna sonora passa dalle note selvagge della Cavalcata delle Valchirie a quelle malinconiche di The Times They Are A-changin' di Bob Dylan. Apocalittico, visionario, fin troppo sofisticato nelle citazioni extratestuali (si passa da Giovenale a Brecht), Watchmen mantiene intatto il fascino brutale del fumetto, con un cast azzeccato e la consapevolezza dell'ineluttabile destino degli esseri umani.

Copyright © Cinematografo 2009.

Scheda Film
Watchmen
Autore
anonymous
Data della recensione
2009-03-06 10:01:09
Provider
Spaziofilm.it
Recensione

Who watches the Watchmen? (Chi veglia sui Guardiani? ndr)

È il 1985: i Guardiani, banditi dal governo Nixon nonostante il grande aiuto fornito al governo, si sono ritirati a vita privata. Ma qualcuno che conosce le loro identità segrete li minaccia e ha iniziato ad ucciderli, uno ad uno. Rimangono Rorschach, con la sua maschera cangiante; Gufo Notturno (II) il forte; Spettro di Seta (II) l'ammaliante; Ozymandis il veloce; lo spietato Comico; il divino Dottor Manhattan. Intanto la crisi internazionale, dovuta alle tensioni tra USA e URSS, scaturisce una guerra atomica che sembra inarrestabile…

Le apparenze ingannano… o no?

Watchmen , trasposizione cinematografica dell'omonima storia a fumetti creata da Alan Moore (ideatore) e Dave Gibbons (disegnatore), non è certo da annoverarsi tra le classiche storie di supereroi.

Non si può parlare, infatti, di veri e propri supereroi, dal momento che non tutti hanno dei superpoteri: nessuno possiede poteri innati. Si tratta, invece, di capacità acquisite, come nel caso di Jon Osterman che diventa il Dottor Manhattan a seguito di un incidente di laboratorio, oppure allenate, come ad esempio per il Comico o Gufo Notturno. Inoltre, questo gruppo di persone speciali dimostra di avere le stesse debolezze e i medesimi difetti di chiunque altro, se non addirittura amplificati in determinate occasioni.

È tantissimo il materiale di cui viene infarcito lo spettatore lungo le quasi tre ore di durata del film. Molti e diversi sono, infatti, i livelli narrativi proposti: si passa dall'azione pura colma di effetti speciali ai monologhi interminabili sui massimi sistemi del Dottor Manhattan, il tutto puntellato dalla voce fuori campo di Rorschach che legge pagine del suo diario, per riportare lo spettatore all'attenzione. Il regista non riesce nell'intento di formare un quadro d'insieme chiaro (non aiutato in questo da un montaggio dispersivo e caotico di William Hoy) e l'inevitabile conseguenza è la sensazione di smarrimento e di non compiutezza del senso generale dell'opera.

La trama è ambientata in un passato alternativo e immaginario, ripensato includendo l'intervento fondamentale dei cosiddetti Guardiani (traduzione dall'inglese Watchmen, appunto) nella storia statunitense, quindi di rimando, in quella internazionale. Gli Stati Uniti, grazie alla potenza sconfinata del Dottor Manhattan, sono la potenza egemone a livello mondiale e il Presidente Nixon viene rieletto per la terza volta grazie all'esaltante campagna militare condotta in Vietnam dai Guardiani. Lo sfondo storico della Guerra Fredda offre l'occasione a Snyder per rimanere fedele e aderente allo scenario apocalittico del fumetto, anche nelle parti puramente discorsive, mostrando una certa insofferenza per una visione democratica del potere al governo: meglio l'azione dura, immediata, senza mezzi termini, alla 300 per intenderci.

I personaggi sono fin troppo caratterizzati e ad ognuno è dedicato un puntuale e completo flashback sulla propria storia personale, nonché una lunga digressione sui difetti principali e sulle debolezze e pulsioni istintuali cui è soggetto il suo animo: il Comico si scopre crudele e senza scrupoli nei confronti degli esseri umani; il Dottor Manhattan perde il contatto con la realtà e con il tempo, sviluppando una sorta di atarassia, e rimane indifferente a tutto e al destino dell'umanità; Spettro di Seta si trova a dividere il suo amore tra l'assenza del Dottor Manhattan e gli impacciati approcci di Gufo Notturno.

Recitazione scarsa, eccezion fatta per Billy Crudup che interpreta Jon Osterman e la sua 'evoluzione”, il Dottor Manhattan, bravo nel mostrare, soprattutto attraverso le espressioni del viso, la condizione di mezzo in cui si trova il semi-divino supereroe blu. Watchmen ha nella regia e nella post-produzione i suoi punti di forza: grandi effetti speciali, soprattutto nei combattimenti con l'abuso (già visto in 300) di slow-motion per enfatizzare dei particolari del quadro scenico.

Un grande potenziale sprecato (basti pensare che i titoli di testa, costruiti con finti fermo-immagine a mo' di fotografie stile anni cinquanta che ripercorrono i momenti di gloria della prima generazione di Guardiani, sono la parte più riuscita dell'intero film) e una resa filmica complessiva visivamente magnifica, ma deludente e alla lunga noiosa, nonostante una strepitosa colonna sonora.

Copyright © Spaziofilm.it 2009.



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