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W. Recensione

"W." recensioni

Scheda Film
W.
Autore
anonymous
Data della recensione
2008-11-25 14:11:41
Provider
Cinematografo
Recensione

La Critica - Rassegna Stampa

"Come sempre. Come non te lo aspetti. Il film di Oliver Stone 'W.', biopic dedicato (cosa insolita) a un presidente in carica, sembra fatto per scontentare tutti. Deludera i fan di Michael Moore, perche non e un ritratto maligno di George W. Bush; ma a differenza di 'WTC', il mistico film sull'11 settembre e sull'eroismo dei soccorritori, non strappera riluttanti lacrime di commozione alla destra americana." (Guido Vitiello, 'Il Riformista', 17 ottobre 2008)

Copyright © Cinematografo 2008.

Scheda Film
W.
Autore
anonymous
Data della recensione
2009-01-09 10:01:09
Provider
Spaziofilm.it
Recensione

L'Iran non è l'Iraq e l'Iraq non è l'Iran. Lo so!

La vita di George W. Bush, 43° presidente degli Stati Uniti, all'apice del suo primo mandato (la decisione di dichiarare guerra al terrorismo e al cosidetto 'asse del male”), affrontata attraverso un collage d'immagini, ricordi, flashback lontani che ritornano fragorosamente nella mente del rampollo di casa Bush. Il rapporto difficile con il padre, il complesso d'inferiorità nei confronti del fratello Jeb, la completa inadeguatezza della propria figura all'interno di una famiglia dalle aspirazioni altissime: tutto questo e altro per tratteggiare una delle figure più controverse del nuovo millennio.

A volte è meglio se te ne stai fuori…

Amato e odiato, spesso fuori luogo e spaesato davanti a domande che richiedessero più di una riflessione superficiale o di una battutina sarcastica, George W. Bush è stata la figura più importante, politicamente parlando, degli ultimi otto anni. Tutti hanno visto il rampante Bush jr. da quando nel 2000 s'insediò alla Casa Bianca ai danni di Al Gore con un risultato poco chiaro (visto che il riconteggio dei voti in Florida fu bloccato dall'allora governatore dello stato, suo fratello Jeb), fino ai giorni nostri, passando indenne (dal momento che nel 2004 è stato rieletto) dalle peggiori tragedie che l'umanità moderna abbia dovuto affrontare.

Pochi invece sanno davvero cosa c'è stato nel passato dell'elemento scomodo della famiglia Bush: una vera e propria pecora nera, così come ce la propone Oliver Stone, regista anch'egli spesso etichettato come controverso e 'visionario” (soprattutto per l'ultimo azzardo in World Trade Center: Gesù che appare in sogno immerso di luce con una bottiglia d'acqua di plastica in mano…), ma già esperto di biografie presidenziali (JFK – Un caso ancora aperto e Gli intrighi del potere - Nixon). Anche in W. non lesina frecciatine di ultracristianità per un George W. fulminato dalla rivelazione divina sulla via per la Casa Bianca.

Lo sviluppo filmico avviene su due storie parallele, il passato e il presente: i lunghi flashback dell'attuale presidente Bush, spesso introdotti da un perfetto gioco di luci in cui viene isolato il viso e l'espressione di rimpianto del protagonista, richiamano momenti di vita passata, tempi andati che non torneranno più. Il regista punta l'attenzione proprio sulla psicologia fragile di un personaggio che è palesemente 'un pesce fuor d'acqua”, quasi una pedina: lui, così inadatto a fare qualsiasi tipo di lavoro manuale, sempre coinvolto in risse e in atti disdicevoli al college, perennemente alla ricerca di qualche intuizione per sbarcare il lunario (ma con le spalle ben parate da una famiglia ricca e potente prima nel Texas, poi negli Stati Uniti, e infine nel mondo intero), riveste il ruolo più importante al mondo.

Ma c'è anche una terza dimensione aperta dal regista: la dimensione del sogno. I sogni (o capricci…) di George W. Bush, quelli che sono per forza dovuti rimanere nel cassetto: una carriera nel baseball, prima da giocatore poi da dirigente, spazzata via da una volontà di rivalsa più forte di tutto, capace di portarlo fino alla conquista della Casa Bianca, che ha travolto dapprima una famiglia (il padre patteggiava apertamente per il fratello Jeb, manager capace e ideale successore della carriera paterna), poi l'intero equilibrio delle relazioni internazionali. Quando le situazioni diventano troppo dure per prendere una decisione, ecco che George W. si rintana nei ricordi o nei sogni, ritorna un giovane rampante, senza freni e senza paure, che aspetta di ricevere una palla spedita per un fuoricampo. Prenderla o meno, allo stato attuale delle cose, non fa più alcuna differenza.

Il punto di vista di Stone rimane poco chiaro: critica apertamente Bush per la sua politica, contrassegnata da una guerra cieca e infinita (oltre che infruttuosa), per poi assolverlo e tratteggiarlo come una pedina, quasi vittima sacrificale che ci mette la faccia, senza particolare potere decisionale nelle mani di una giunta di politicanti e consiglieri guerrafondai. In entrambi i casi George W. ne esce sconfitto: 'Signor Presidente, che posto pensa di occupare nella storia? – Nella storia?! Nella storia saremo tutti morti…”.

Copyright © Spaziofilm.it 2009.



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