Database dei film

The Wicker Man Recensione

"" recensioni

Scheda Film
Autore
anonymous
Data della recensione
2006-09-06 16:40:00
Provider
Cinematografo
Recensione
Ormai si può parlare di triste certezza: l'horror dei favolosi anni 70 non può proprio riposare in pace. Ciondolanti e svogliati come gli zombi di Re George Romero, i titoli migliori di uno dei periodi più energetici e fecondi della storia del cinema ritornano sugli schermi "grazie" al fenomeno tristemente noto come Remake Mania. Se in pochi fortunati episodi (Le colline hanno gli occhi, L'alba dei morti viventi) il prodotto "rifatto" assume una nuova e interessante dignità contemporanea, nella maggior parte dei casi (uno per tutti: Non aprite quella porta) ci si trova di fronte a pellicole a dir poco imbarazzanti. The Wicker Man versione 2006 fa parte, purtroppo, di questa seconda categoria. A parziale scusante dell'altrove ottimo regista Neil Labute (Nella società degli uomini) bisogna sottolineare quanto fosse difficile confrontarsi con un vero e proprio film cult come l'omonimo lavoro originale (inedito in Italia) diretto nel 1973 da Robin Hardy. Mistico, sfuggente e velato da un'aurea di affascinante mistero l'horror pagano di Hardy racconta di un poliziotto fervente cattolico che, con l'intento di ritrovare una bambina scomparsa, si reca a Summerisle, un'isola in cui vigono le leggi pagane di una strana società patriarcale governata da uno straordinario Christopher Lee: pagherà con la vita la sua curiosità. Labute (autore anche della sceneggiatura) sostituisce quello che era il punto focale della pellicola originale - lo scontro religioso - con un molto più banale scontro dei sessi. L'organizzazione sociale si trasforma così da patriarcale a matriarcale, con gli uomini dell'isola ridotti a muti muli da soma e comandati a bacchetta da un esercito di bucoliche donnine capeggiate da un'icona dell'horror Settantesco come Ellen Burstyn (L'esorcista). A parte questo "piccolo particolare" e un altro dettaglio che preferiamo non svelare, la trama ricalca abbastanza fedelmente la storia originaria. Ma il vero problema di The Wicker Man è la completa apatia che pervade la pellicola dalla prima all'ultima inquadratura: manca il mistero e l'annullamento di ogni forma di inquietudine (se non si contano le bruttissime sequenze oniriche) è pressoché totale. Labute, forse troppo preoccupato di realizzare un film "personale", perde di vista i personaggi quasi subito e banalizza uno spunto (lo scontro tra i sessi) che poteva diventare interessante. Nicolas Cage, poi, recita con l'espressività di un branzino al forno. Peccato.  

Copyright © Cinematografo 2006.

Scheda Film
Autore
anonymous
Data della recensione
2006-11-30 15:06:00
Provider
Cinematografo
Recensione
Ormai si può parlare di triste certezza: l’horror dei favolosi anni ‘70 non può proprio riposare in pace. Ciondolanti e svogliati come gli zombi di Re George Romero, i titoli migliori di uno dei periodi più fecondi della storia del cinema ritornano sugli schermi “grazie” al fenomeno mestamente noto come Remake Mania. Se in pochi fortunati episodi (Le colline hanno gli occhi, L’alba dei morti viventi) il prodotto “rifatto” assume una nuova e interessante dignità contemporanea, nella maggior parte dei casi (uno per tutti: Non aprite quella porta) ci si trova di fronte a pellicole imbarazzanti. Il prescelto fa parte, purtroppo, di questa seconda categoria. A parziale scusante dell’altrove ottimo regista Neil Labute (Nella società degli uomini) bisogna sottolineare quanto fosse difficile confrontarsi con il cult originale The Wicker Man diretto nel 1973 da Robin Hardy. Mistico, sfuggente e velato da un’aura di mistero l’horror di Hardy racconta di un poliziotto fervente cattolico che, con l’intento di ritrovare una bambina scomparsa, si reca a Summerisle, un’isola in cui vigono le leggi pagane di una strana società patriarcale governata da uno straordinario Christopher Lee: pagherà con la vita la sua curiosità. Labute sostituisce quello che era il punto focale della pellicola originale - lo scontro religioso - con un molto più banale scontro dei sessi. L’organizzazione sociale si trasforma così da patriarcale a matriarcale, con gli uomini dell’isola ridotti a muti muli da soma e comandati a bacchetta da un esercito di donnine capeggiate da un’icona dell’horror settantesco come Ellen Burstyn (L’esorcista). A parte questo “piccolo particolare” e un altro dettaglio che preferiamo non svelare, la trama ricalca abbastanza fedelmente la storia originaria. Ma il vero problema de Il prescelto è la completa apatia: manca il mistero e l’annullamento di ogni forma di inquietudine (se non si contano le bruttissime sequenze oniriche ormai usate, a sproposito, da chiunque) è pressoché totale. Labute, forse troppo preoccupato di realizzare un film “personale”, perde di vista i personaggi quasi subito e banalizza uno spunto (lo scontro tra i sessi) che poteva diventare interessante. Nicolas Cage, poi, recita con l’espressività di un branzino al forno. Peccato.

Copyright © Cinematografo 2006.



BLOG GOSSIP & CELEBRITY

Scopri tutti i gossip e i pettegolezzi sulle Star di Hollywood più amate...

Leggi il Blog

TRAILER

http://it.movies.yahoo.com/speciali/trailer/ Trailer, clip, video e interviste dei film in uscita prossimamente...

Guarda i trailer più recenti

FILM IN USCITA QUESTA SETTIMANA

News e gossip sul tuo cellulare

Vuoi le news di Yahoo! Entertainment sul tuo cellulare? Clicca qui

Database dei film