Il bambino e il drago
Angus Macmorrow è un ragazzino molto dolce. Vive assieme alla sorella più grande e alla madre, la quale ha perso il marito in guerra da circa un anno. Ma il piccolo Angus è speranzoso che un giorno o l'altro il padre gli faccia una lieta sorpresa e ritorni fra le sue braccia, tanto da rinchiudersi nello sgabuzzino fuori casa dove conserva i suoi più piacevoli ricordi. Ha paura dell'acqua a causa di una brutta esperienza vissuta qualche anno prima, ed è perennemente tormentato dalla solitudine. Questa è in breve la vita di un comune ragazzino che vive sulle rive del mare scozzese, ma che si trasformerà nell'avventura più incredibile in seguito al ritrovamento di un uovo di drago marino... sarà l'inizio di una calda e sincera amicizia tra due insolite (perché l'uomo, talvolta, lo è) creature della terra.
Free Crusoe
Water Horse è un film fantastico, inteso come genere di riferimento, e lo scontro/incontro fra due razze diverse ricorda molto da vicino un altro successo di pubblico: Free Willy. In quel caso un'orca faceva amicizia con un ragazzino desideroso di affetto, cosa che accade in maniera analoga nel film diretto da Jay Russell tra Angus e il "tenero" mostro di Lochness. Quest'ultimo, rinominato Crusoe dal piccolo amico, è stato realizzato in grafica digitale dai maghi degli effetti speciali della Weta Digital (Il Signore degli Anelli, King Kong); tuttavia, nonostante la creatura conservi nei suoi atteggiamenti tanta vitalità e naturalezza, nelle scene marine, con il giovane Angus alle sue spalle, ricorda l'artificiosità visiva intravista ne Le Due Torri, nello specifico quando Barbalbero porta con sè Merry e Pipino nella foresta. L'interazione fra umano e digitale non ha raggiunto gli effetti sperati, lasciando quella sensazione di incompiutezza indissolubilmente legata alla narrazione: poiché la magia, in quanto tale, deve essere a sua volta sorretta da una dimensione visiva univoca. La pellicola pecca inoltre nel bilanciamento dei contenuti, lasciando troppo spazio all'evento della Seconda Guerra Mondiale e troppo poco alla crescita psicologica degli individui, perdendosi inoltre in piccole disattenzioni concettuali (il bambino, poco a suo agio nell'acqua, impara a nuotare in men che non si dica, andando in immersione per decine di metri a folli velocità).
LocKness
Il film, certamente rivolto a un pubblico giovanissimo, intende affermare l'esistenza della magia nel mondo piuttosto che futili dimostrazioni fisiche. La razionalità della madre, come emblema della perdita della stessa magia da parte degli adulti, è un flebile avviso circa la differenza di interpretazione dei due universi logici, legati pero' da un amore reciproco. Le intenzioni in definitiva sono mirabili e il risultato finale divertirà senz'altro i più piccoli, i quali non si porranno troppe domande sulle scelte narrative ma andranno dritti al messaggio. Sempre che riescano a coglierlo.
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"Dunque non potranno non arrivare i cattivi e il film, con classe e umorismo scozzese, si giocherà anche la carta 'suspense' del film a retrogusto pacifista. I bimbi non si spaventano, ma qualche adulto sì, perché tutta questa fraternità automatica tra piccini e mostri è non poco inquietante." (Roberto Silvestri, 'Il Manifesto', 14 marzo 2008) "Il regista Jay Russell parla ai cuori dei minorenni, scherza nel primo tempo in cui il drago bisex, una leggenda d'origine celtica, è un incrocio tra ET e uno Schreck con rutto ed orecchioni: pur digitale, sfida un peluche e litiga come nei cartoon (...) Vecchissimo stile con le tenerezze pacifiste del caso: non vorremmo essere l'analista del piccino una volta cresciuto." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 14 marzo 2008)
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