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Viridiana Recensione DVD

"Viridiana" recensioni

Gossip
Viridiana
Autore
anonymous
Data della recensione
2009-06-12 07:00:41
Provider
Spaziofilm.it
Recensione DVD

Dietro le apparenze dell'ordinario

Viridiana, una giovane novizia, lascia il convento perché viene richiamata dal vecchio zio ammalato, che le ha fatto dono di una cospicua eredità. Giunta nell'immensa tenuta per ringraziarlo, Viridiana si trova ad affrontare una realtà di cui non sospetta nemmeno l'esistenza: le morbose perversioni dello zio, l'ambiguo comportamento di una domestica, la furia cieca di un gruppo di mendicanti…

La scelta del male

Il soggetto di Viridiana nasce in seguito a due episodi curiosi: innanzitutto il nome Viridiana viene dato da Buñuel in ricordo di una santa poco conosciuta, di cui aveva sentito parlare una volta in collegio; una sequenza del film si rifà poi a un vecchio sogno erotico del regista spagnolo, in cui egli abusava della regina di Spagna grazie a un narcotico. Su queste vengono innestate successivamente altre tracce narrative. Ma l'idea centrale e conduttrice che le percorre tutte sembra basarsi sul fatto che la carità e la virtù producano solo sventure e ulteriore malvagità o ingiustizia. Uno sguardo crudele quello di Luis Buñuel, che si concentra sulla scelta consapevole dell'uomo di operare il male, da cui nessuno in fondo può essere escluso, neanche i giusti, neanche i santi, neanche i poveri, e queste idee così anticonformiste, capaci di rovesciare lo sguardo abituale della morale, non potevano far altro che suscitare polemiche, soprattutto all'epoca. La censura spagnola era infatti celebre allora per la sua formale pignoleria. In un primo finale del film, Buñuel aveva immaginato semplicemente che Viridiana andasse a bussare alla porta del cugino. La porta si apriva, lei entrava, la porta si chiudeva. La censura rifiutò questa fine, così il regista dovette immaginare un nuovo epilogo, molto più pericoloso dell'altro, perché suggerisce proprio un ménage à trois. Viridiana entra durante una partita a carte fra il cugino e l'altra donna, che è la sua amante. E il cugino dice a Viridiana: 'Lo sapevo che avresti finito per giocare al tute con noi”.

Viridiana provocò senza dubbio un notevole scandalo, paragonabile a quello de L'age d'or, film precedente di Buñuel, capostipite dell'avanguardia surrealista. Questo perchè in Spagna i film del regista spagnolo erano ritenuti solo una lunga serie di rappresentazioni blasfeme. Inoltre, a causa di un articolo molto ostile apparso sull'Osservatore romano, Viridiana, che aveva appena ottenuto la Palma d'oro a Cannes, fu immediatamente proibito in patria dal Ministro del Turismo e dell'Informazione. Nello stesso tempo il direttore generale della cinematografia spagnola fu obbligato ad andare prematuramente in pensione perché era salito sul palco, a Cannes, per ricevere il premio. L'affare fece tanto scalpore che lo stesso dittatore Franco chiese di vedere personalmente la pellicola. Insomma, di sicuro soltanto i grandi riescono a scuotere in questo modo le coscienze.

Il film è certamente impregnato di un greve tono dissacratorio, palesato in alcuni riferimenti che Buñuel inserisce volutamente nel testo, come il coltello a forma di crocifisso o la satirizzazione irriverente dell'Ultima cena. In più, nella scena dell'orgia dei mendicanti viene scelto un accompagnamento sonoro a dir poco azzardato, ovvero il Messia di Haendel.

Viridiana è dunque il film più ricco e complesso di Buñuel, sia per la varietà dei temi e dei generi affrontati, gotico e comico, picaresco ed erotico, sociale e religioso, che per i numerosi riferimenti artistici presenti: musicali (il già citato Messia di Haendel, il Requiem di Mozart, e la Nona sinfonia di Beethoven) e ovviamente pittorici (dall'Annunciazione del Beato Angelico ai Caprichos di Goya, dall'Angeluse di Millet a Madre e figlio di Picasso, fino all'Ultima Cena di Leonardo). Del resto, in Buñuel il rapporto fra il cinema e la pittura costituisce un riflesso essenziale della sua concezione non solo del cinema in generale ma anche del suo modo di entrare in relazione col mondo e con gli uomini. Per questo l'elemento pittorico non è mai una citazione di quadri o un semplice elemento scenografico, al contrario si pone come una dialettica di sguardi tra pittore e cineasta sulla realtà, che funziona lungo la prospettiva surrealista dello spaesamento, della ricontestualizzazione, dell'umorismo, o anche dell'irrisione e del sarcasmo. Con Viridiana Buñuel raggiunge in definitiva le vette più alte della sua carriera artistica, sintetizzata in maniera esemplare dalla scelta iconografica delle immagini, che contengono in nuce il sadismo visivo e il tono provocatorio di Un chien andalou, la smisurata violenza de L'age d'or e le atrocità di Las Hurdes. La pellicola, in cui il regista spagnolo dimostra tutta la sua maestria, costò solo sei milioni di pesetas. A quell'epoca a Hollywood si spendeva la stessa cifra per un pranzo di lavoro. DVD Caratteristiche tecniche

Formato video: 16/9

Formato audio: spagnolo e italiano Dolby Digital Dual Mono 2.0

Sottotitoli: italiano, italiano scene inedite

Quella di Dynit è la raccolta probabilmente più completa pubblicata in Italia in formato digitale e dedicata al regista spagnolo: 19 film che coprono una buona parte della produzione messicana di Luis Buñuel, tra cui alcune perle come Nazarin (1958), Estasi di un delitto (1955) e il nostro Viridiana del 1961. Finalmente con questa edizione il film viene presentato con master video originale messicano, quindi nella sua versione integrale con il ripristino di quanto censurato in Italia all'epoca dell'uscita. Per quanto concerne l'aspetto tecnico del dvd, la qualità video è eccellente e la risoluzione ben si adatta alle dimensioni del piccolo schermo o del pc. L'audio è nitido e le tracce risultano nel complesso chiare e ben percepibili. C'è soltanto, nella seconda parte, un leggero disturbo causato dalla sovrapposizione delle tracce musicali con alcune parti dialogate, in cui i volumi non sono sempre perfettamente allineati, dovuto probabilmente a un missaggio audio ormai datato. Il doppiaggio italiano è soddisfacente e riflette in maniera adeguata le azioni e gli stati emotivi dei personaggi.

Contenuti speciali

Abbiamo già evidenziato i pregi di questa edizione, arricchita inoltre da una brochure cartacea a cura di Sandro Toni, direttore della Biblioteca della Cineteca di Bologna, che contiene un vero e proprio dossier sul film, in cui si analizzano le Riflessioni del regista sulla pellicola; il Cast Credits di chi ha partecipato alla realizzazione; Lo scandalo Viridiana nel contesto spagnolo; La critica, con alcune firme prestigiose come Francisco Casado e Alberto Farassino; La pittura in Viridiana e gli innumerevoli riferimenti pittorici del cinema del regista spagnolo; le Locandine e La vita e i film di Buñuel. In più, nel menu del disco, oltre alla consueta divisione in capitoli, c'è una sezione chiamata D-Trailers, un curioso corredo di Trailer di alcuni film orientali molto violenti: Agitator, City of Lost Souls, Garo, Graveyard of Honor.

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