Segnale mortale
Max Renn (James Woods) è il direttore di Canale 83, una piccola rete televisiva privata che cerca di attirare gli spettatori con contenuti pornografici e violenti. La scoperta del segnale pirata Videodrome, che trasmette immagini di assassini e torture in diretta, lo condurrà nella tela di un piano pericolosissimo. Il programma Videodrome causa infatti, in chi lo guarda, l'alterazione della percezione della realtà fino allo sviluppo di masse tumorali.
Realtà o allucinazione?
Girato ormai un quarto di secolo fa, Videodrome rimane ancora oggi uno dei film più complessi e visionari di David Cronenberg (La Mosca, Spider, A History of Violence).
Stimolato dai cambiamenti nell'industria dell'audiovisivo e influenzato dall'insegnamento di Marshall McLuhan (notissimo studioso dei media, cui il personaggio di O'Blivion è vagamente ispirato), Cronenberg dà vita a un film estremamente potente, che agli strumenti più tipici e impattanti dell'horror associa una profonda riflessione sulla condizione dell'uomo postmoderno e del suo rapporto col mondo della rappresentazione e dell'informazione.
Al centro di tutto c'è Videodrome, un segnale televisivo appositamente progettato per generare disturbi della percezione e vivide allucinazioni. Da non confondersi con le immagini che veicola (uno spettacolo fatto di torture e omicidi), Videodrome è una sorta di invisibile incantesimo, capace di far cadere le sue vittime in una spirale di follia nella quale è impossibile stabilire cosa è reale e cosa non lo è.
I binomi reale-virtuale e uomo-macchina sono così le due linee guida del film: Cronenberg mostra il potere del mezzo televisivo, a causa del quale il tradizionale concetto di realtà diventa obsoleto. L'esempio forse più lampante è il dottor O'Blivion, personaggio fondamentale ma di fatto inesistente, già morto prima dell'inizio del film, capace di restare fra i vivi solo grazie alla sua immagine registrata su cassetta, che gli fornisce una forma di deviata immortalità.
Le trasformazioni del mondo dei media rendono impellente il bisogno di un nuovo modo di concepire la realtà e il suo rapporto con la non-realtà. E se la realtà è cambiata, anche l'uomo che la vive deve mutare: buona parte delle allucinazioni di Renn mostrano una progressiva e inquietante fusione dell'uomo con la tecnologia. Da una parte abbiamo una serie di oggetti (televisori, videocassette ecc.) che letteralmente prendono vita, si muovono, respirano, si contorcono, diventano sensuali e attraenti. Dall'altra parte c'è lo stesso Renn, che pian piano diventa una sorta di androide, sempre più dipendente dalla tecnologia e macchina egli stesso; si trasforma in un inquietante videoregistratore umano, con tanto di fessura sullo stomaco, che gli altri personaggi programmano e deprogrammano a loro piacimento, per raggiungere i propri scopi.
Dopo un delirio sempre più intricato e visionario, fatto di paura, sangue e morte, si giunge all'apice del percorso allucinatorio: ripetuta due volte di seguito (ma potenzialmente infinita), la fine del film compie definitivamente quella fusione di reale e virtuale che ha messo le radici dopo la prima trasmissione di Videodrome. I titoli di coda scorrono su un mondo ormai completamente stravolto dalle fondamenta, non più pienamente comprensibile dall'occhio 'solamente” umano.
Videodrome è dunque un film affascinante e complesso, analizzabile sotto molti punti di vista: economico, politico, sociale, morale, filosofico. Il tutto inserito in una struttura che non dimentica lo spettacolo puro, capace di attanagliare lo stomaco dello spettatore.
Per essere apprezzato appieno, Videodrome necessita di un'attenzione particolare, difficilmente può essere considerato un banale intrattenimento. Dunque vale la pena di riscoprirlo, anche per renderci conto che molte sue tematiche sono attualissime, in una società come la nostra dove il legame fra reale e virtuale è ancora più forte rispetto a 25 anni fa.DVD Caratteristiche tecniche
Formato video: 1.85:1
Formato Audio: inglese e italiano dolby digital 2.0
Sottotitoli: italiano
La qualità audiovisiva è piuttosto buona, anche se bisogna considerare che il film è piuttosto datato. La grana dell'immagine è distante dagli standard attuali, ma il risultato finale, in termini di colori e luminosità, è superiore ad altre versioni dvd di film dello stesso periodo.
Accattivanti i menu che, malgrado la pochezza di opzioni disponibili, ricostruiscono efficacemente l'atmosfera oscura del film.
Contenuti speciali
Totale assenza di contenuti extra.
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