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"Il film è bello, perché Gordon sa raccontare ('Vicino alla fine' sembra cinema ricco, ma è costato due lire). E perché coglie con finezza lo spleen delle generazioni che la guerra non l'hanno fatta. E che per anni si sono nutriti di rievocazioni in cinema, credendo di poter diventare, all'occorrenza, altrettanti Bradley. Mentre nel loro inconscio erano tutti (o quasi) sergente Hawke." (Giorgio Carbone, 'La Notte', 6 Aprile 1993)
"'Mi sono sforzato di rimanere fedele al romanzo autobiografico di Wharton, rispettando il linguaggio e lo spirito dei protagonisti. Ho trovato la storia interessante perché generalmente la seconda guerra mondiale viene presentata come un conflitto tra buoni e cattivi. Questo film afferma che nessuna guerra può essere buona o cattiva. La guerra è follia' Così il trentaduenne regista newyorkese presentava a Venezia il suo secondo film (dopo 'La guerra della cioccolata' del 1988). (...) Gordon, grazie forse alla passata esperienza di attore, ottiene il massimo dai suoi interpreti. Suggestiva la colonna sonora che accompagna il senso di mistero, inquietudine e follia in un'atmosfera tesa, quasi soprannaturale." (Monica Repetto, 'Paese Sera', 6 Aprile 1993)
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