Resoconto e testimonianze delle vicende che portarono un movimento di cineasti e autori a ritardare di due giorni l'apertura della Mostra del Cinema di Venezia nel 1968. L'intento del movimento era quello di 'attaccare' lo Statuto della Mostra e le loro azioni portarono alle dimissioni dell'allora direttore Luigi Chiarini e al ritiro del film 'Teorema' di Pier Paolo Pisolini, ma provocarono anche una serie di dibattiti all'interno della Federazione veneziana del PCI, tra gli intellettuali che volevano fermare il festival e i gondoliere e gli esercenti che temevano le ripercussioni sull'economia della città. Alla fine si votò all'unanimità per l'abolizione dei premi che tornarono alla Mostra vent'anni dopo, quando divenne direttore Carlo Lizzani, uno dei contestatori del '68.
Note
- EVENTO DELLA SEZIONE 'ORIZZONTI' ALLA 65. MOSTRA INTERNAZIONALE D'ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA (2008). - ALL'ACCUSA DI 'REVISIONISMO' FATTA DA CITTO MASELLI, GLI AUTORI HANNO PRECISATO DI AVER ADDIRITTURA EVITATO DI USARE LA 'VOCE FUORI CAMPO' E DI AVER FATTO PARLARE SOLO LE IMMAGINI, I VOLTI E LE PAROLE DI CHI ALLORA ERA LI', PROPRIO PER RESTARE IL PIU' POSSIBILE NEUTRALI.