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Una coppia irresistibile
Valentino Garavani è al centro di un documentario dedicato alla sua genialità e umanità. Matt Tyrnauer segue il couturier dal 2005 al 2007, anno in cui lo stilista si ritira dal mondo della moda. Le immagini raccontano Valentino dagli esordi negli anni '60, fino al successo planetario, soffermandosi in particolar modo sul sodalizio con Giancarlo Giammetti, compagno nella vita e socio d'affari da più di cinquant'anni.
Valentino? C'est moi
L'ultimo imperatore della moda è Valentino, non c'è nulla da fare, non si può dare torto al titolo del film a lui dedicato. Sia chiaro, non si tratta di un documentario sulla moda come siamo abituati a percepirla dalla televisione, dalle passerelle o dalle riviste; delle modelle non ci si accorge nemmeno, le sfilate rappresentano un momento importante, ma di certo non l'inizio e tutto sommato neppure la conclusione del lavoro, come erroneamente appare. Valentino, magnifico couturier è al centro di un montaggio veloce e attento di immagini che esplorano la sua quotidianità e la sua storia; Valentino, con il suo amore per gli abiti, con la sua passione per la creazione di modelli che facciano bella la donna, con l'attenzione maniacale ai dettagli, con i suoi tanti vizi e capricci e con la sua immensa e genuina umanità. Quanto lavoro c'è dietro una sfilata, quanta devozione da parte delle collaboratrici dello stilista di Voghera, quanto sostegno, quanta complicità e quanto amore nel compagno di una vita: Giancarlo Giammetti. L'aspetto sorprendente del documentario di Matt Tyrnauer è proprio l'umanità che si respira in ogni fotogramma. La moda spesso mostra unicamente il proprio risultato e raramente il percorso; saltuariamente mette in luce chi c'è dietro al processo creativo. Valentino è incredibilmente vero, emotivo, comico, geniale, artista, ansioso, irresistibile. Esilaranti sono le scaramucce con Giammetti. Certo i lustrini non mancano, ma le lacrime e la commozione dello stilista sono estremamente più coinvolgenti. E' da riconoscere a Matt Tyrnauer la capacità di non nascondere. Bello l'inserimento delle grandi dive del passato quali Hedy Lamarr e Judy Garland nelle Ziegfeld Follies, mentre Valentino racconta come è nato il suo amore per la bellezza e il desiderio di creare, bello assistere all'insofferenza del couturier di fronte alla troupe che lo riprende durante l'allestimento dell'evento celebrativo dei 45 anni di attività nell'Ara Pacis di Roma, belle le dichiarazioni di Giancarlo Giammetti che, anche quando parla degli aspetti economici della casa di moda, lascia trasparire l'amore per il suo compagno di sempre: Valentino.
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"Ovazione per il film che malgrado la ovvia diffidenza di chi si occupa di cinema verso la moda e le sue star, ha suscitato risate e qualche lacrima nei suoi 96 minuti. E tripudio per l'imperatore stesso, lungo i due tappeti rossi". (Natalia Aspesi, 'la Repubblica', 29 agosto 2008) "Il film si chiama 'Valentino the Last Emperor', sono quasi due ore di agiografico ritratto, interamente soggiogato dal personaggio Valentino, couturier impareggiabile ma anche uomo capace di vivere in completo agio nel lusso e nell'agiatezza un tempo riservati ai regnanti o ai magnati". (Andrea Martini, 'La Nazione', 29 agosto 2008) "Divertente e avvincente, tutt'altro che un santino o una biografia agiografica, e un film in piena regola che racconta l'uscita di scena del grande stilista. E' il ritratto del sodalizio umano e professionale di una coppia inseparabile e rende omaggio a un mondo in via di estinzione. Un inno alla creativita artigianale del 'made in Italy', a quello stile che ci ha imposti nel mondo e si vede ormai costretto a cedere il passo al business globalizzato, alla dittatura dei grandi profitti". (Gloria Satta, 'Il Messaggero', 29 agosto 2008)
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