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A Vendre - In Vendita Recensione

"A Vendre - In Vendita" recensioni

Film
A Vendre - In Vendita
Autore
anonymous
Data della recensione
2006-03-23 10:53:59
Provider
Cinematografo
Recensione

La Critica - Rassegna Stampa

"La storia è composta a puzzle, come un film-inchiesta: a poco a poco scopriamo perché France è volata via; poi capiamo perché il detective italiano non ha più voglia di mangiare. Secondo film - il primo, 'En avoir (ou pas)', venne premiato nel'95 con un César quale migliore opera prima - per la coppia nuova del cinema francese, Masson & Kiberlaine, già ai nastri di partenza per il terzo, nel quale comparirà anche Johnny Halliday. A proposito: le musiche originali sono di Siegfried, divenuto poi regista 'Louise (Take 2)'". (Aldo Fittante, 'Film Tv', 18 maggio 1999)

"Corre France, mentre Primo la insegue in un road-movie intimista, fitto di ostacoli. Gli spostamenti continui trasmettono la sensazione di un mondo instabile, dove è impossibile trovare un punto di stabilità. Sandrine Kiberlain è una protagonista luminosa. Sergio Castellitto, investigatore ipocondriaco, gioca tutto di sottrazione e lo fa con grande talento. Nota di merito per Chiara Mastroianni che fa una prostituta". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 25 aprile 1999)

"Parte bene 'A vendre', e per una buona metà Laetitia Masson azzecca il tono tra il poliziesco e l'esistenziale, facendo del film un elogio della fuga (France ama correre); ma poi le cose precipitano, il detective sbarella e la storia finisce un po' a coda di pesce. Peccato, perché la cineasta francese ha talento da vendere nell'evocare certe misteriose atmosfere di provincia, in bilico tra perbenismo e perversione. Il nostro Castellitto, che fu molto applaudito al festival, sfodera una bella grinta dolente/crepuscolare intonata al personaggio, Chiara Mastroianni si fa apprezzare nei panni inediti di una giovane prostituta, mentre la protagonista Sandrine Kiberlain, faccia irregolare e corpo da gazzella, si conferma attrice dotata di notevole sensualità. E temperamento". (Michele Anselmi, 'l'Unità', 18 aprile 1999)

"Laetizia Masson si mette agevolmente - ma cinematograficamente è inedito - dentro due punti di vista, quello di lui (Sergio Castellitto, lento come un masochista) e quello di lei (Sandrine Kiberlaine, veloce come una sadica, piccola bionda minuta ma ha dentro la furia di una centometrista polacca). E scopre il mondo, come sa fare il cinema perverso". (Roberto Silvestri, 'il Manifesto', 7 maggio 1999)

"Film bello e originale questo secondo lungometraggio diretto da Laetitia Masson. L'idea è quella di disegnare il ritratto di una donna attraverso lo sguardo di un uomo e il ritratto di un uomo che si ritrova cercando una donna. Lui è Sergio Castellitto, investigatore privato in crisi, lasciato dalla moglie, che accetta l'incarico dell'amico abbandonato il giorno delle nozze. Lei è Sandrine Kiberlaine, una ragazza in fuga dalle sue origini, dal suo destino, da se stessa e dagli altri. Alla fine i due si ritroveranno in un finale a sorpresa. Girato e fotografato benissimo, sostenuto da un ottima sceneggiatura, il film ha le cadenze di un giallo e si muove come un film-inchiesta". (Pietro Calderoni, 'Ciak', 1 giugno 1999)

Copyright © Cinematografo 2006.



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