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Un'Impresa Da Dio Recensione

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Film
Autore
anonymous
Data della recensione
2007-09-26 16:15:00
Provider
Cinematografo
Recensione
Se Morgan Freeman recita divinamente, questo non autorizza a propinarcelo nelle vesti dell'Onnipotente con ogni pretesto. Il sequel dell'esilarante Una settimana da Dio ne è solo una sua copia sbiadita. Fin dal protagonista: il sopravvalutato Steve Carell non è Jim Carrey. La storia è quello di un neodeputato al congresso che prega di poter cambiare il mondo: Dio-Morgan lo ascolta e lo designa come novello Noè. Rischierà reputazione e matrimonio, o almeno così vogliono farci credere. Ecologismo didascalico, antipolitica qualunquista, comicità facilotta strappano appena qualche sorriso. E si sa, con i santi non si scherza, se non si ha un raffinato senso dell'umorismo.

Copyright © Cinematografo 2007.

Film
Un'impresa da Dio
Autore
anonymous
Data della recensione
2007-09-27 10:00:17
Provider
Spaziofilm.it
Recensione

Evan l'Onnipotente

Evan Baxter (Steve Carell) sta per lasciarsi alle spalle la carriera di anchorman insieme alla città di Buffalo: neoeletto al Congresso, si trasferisce con la moglie (Lauren Graham) e i tre figli in una nuova e sontuosa casa ad Huntsville, in Virginia. Nel dedicarsi alla sua carriera politica, però, sta trascurando la sua famiglia, e inoltre, appena entrato al Congresso, viene contattato dal parlamentare Long (John Goodman),potente uomo politico che vuole il suo appoggio per una legge discutibile. Una sera Evan rivolge una superficiale preghiera, in cui chiede aiuto per cambiare il mondo, ma Dio (Morgan Freeman) ha già un piano preciso per lui: dovrà costruire un'arca su cui far salire i suoi cari e una coppia di ogni specie animale, e, a tale scopo, fa recapitare a casa Baxter degli antichi attrezzi da lavoro ed enormi quantità di legname; dopo l'iniziale scetticismo, stormi di uccelli e animali che lo seguono ovunque e apparizioni di un simpatico anziano di colore (che si presenta come l'Onnipotente) convincono Evan ad accettare l'impresa da Dio...

Un'impresa sulle spalle di Steve Carell

Tom Shadyac firma questo sequel del fortunatissimo Una settimana da Dio (in originale Bruce Almighty, ovvero "Bruce l'Onnipotente"), tentando di ripetere il successo del primo film. Con Un'impresa da Dio (Evan Almighty) il ruolo del protagonista passa da Jim Carrey a Steve Carell, già apparso nel capitolo precedente come odioso avversario di Bruce alla poltrona di anchorman: ed è proprio con tale personaggio che Carell si è guadagnato il diritto al ruolo di protagonista, in particolare per la scena in cui l'onnipotente Bruce manipolava le smorfie dell'incredulo Evan in diretta televisiva. Le doti comiche di Carell gli hanno fatto guadagnare il ruolo da protagonista in 40 anni vergine e nella serie televisiva della NBC The Office, oltre a un discreto successo presso il pubblico americano; assieme a lui tornano diversi attori del primo film, tra cui l'inossidabile Morgan Freeman, sempre sornione e perfettamente a suo agio nel ruolo dell'Onnipotente. Tra le "new entry" di questo seguito, la 'Mamma per amica” Lauren Graham, che interpreta la moglie di Evan, John Goodman (Il grande Lebowski, la serie tv Pappa e Ciccia) nel ruolo del parlamentare senza scrupoli Long, e Wanda Sykes (Monster-In-Law, Clercks II) in quello di Rita, l'assistente di Evan.

Un sequel da Dio?

Un'impresa da Dio non manca certo di simpatia: Carell caratterizza discretamente il suo personaggio (per apprezzarlo meglio occorrerebbe vedere il film in lingua originale), Freeman gigioneggia con mestiere, Wanda Sykes spara un paio di battute spassose. La riluttanza del prescelto dal Signore dà vita alle gag più divertenti della pellicola, e le scene con gli animali strappano qualche sorriso, mentre quando il novello Noè prende coscienza della propria missione, la sceneggiatura comincia a imbarcare acqua. Nota negativa per gli effetti speciali un po' 'al risparmio”, molto ingenui e non perfettamente integrati al resto della pellicola.

Il confronto con il prequel, comunque, è impari: anzitutto per l'imponenza di Jim Carrey, genio comico mai abbastanza apprezzato, che con i poteri divini era semplicemente esilarante; inoltre le trovate comiche del primo film erano superiori per qualità e quantità, mentre qui a volte risultano un po' trite (si salva giusto qualche gag indovonata, come il 'Manuale per idioti per costruire un'arca”) e quasi sempre prevedibili. Infine, il prequel aveva anche qualche chiave di lettura in più, perché la carriera del giornalista Bruce – che riscuoteva successo solo con i servizi comici, mentre quando si produceva in servizi seri falliva miseramente – altro non era che una metafora della vita professionale di Carrey stesso. Tali aspetti, fondamentali al successo di Una settimana da Dio, non sono stati presi in considerazione in questo sequel poco ispirato, che a tratti pare voglia soltanto cavalcare il successo del capitolo precedente.

In definitiva una commedia simpatica, ma non aspettatevi di ritrovare il divertimento che il primo film (e soprattutto Jim Carrey) sapeva regalarci.

Copyright © Spaziofilm.it 2007.

Film
Un'Impresa Da Dio
Autore
anonymous
Data della recensione
2007-10-02 04:00:49
Provider
Cinematografo
Recensione

La Critica - Rassegna Stampa

"Commedia biblico familiare ecologica con riferimenti alla Genesi 6:74 (la numerologia sta tornando di moda), ma costruita in vitro hollywoodiano, che si dimentica prima del posteggio: fa la sua figura per effetti speciali acquatici e una simpatia piccolo borghese nel vedere i mali del mondo. Ma non le si crede." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 28 settembre 2007)

Copyright © Cinematografo 2007.


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