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Un'Estate Al Mare Recensione

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Scheda Film
Autore
anonymous
Data della recensione
2008-06-26 11:05:00
Provider
Cinematografo
Recensione
Che lo si chiami cine-cocomero o, come vogliono i suoi inventori, cine-ombrellone, la sostanza non cambia: il posto al sole del cinema italiano può attendere. Volevano le sale piene d'estate i Vanzina. Competere con i blockbuster americani che esplodono insieme alla canicola. Ma se il made in Italy di stagione deve essere questo, meglio lasciar perdere. Un'estate al mare (ma il mare nel film non si vede) è come un cine-panettone a maniche corte: caratteri antidiluviani che spaziano dal cornuto (Banfi) al burino (Salvi, Brignano), dal cialtrone (Greggio, Izzo) al tifoso (Ceccherini); sventole sopra il metro e settanta che lavorano di sottrazione (chiedete al sarto); cabaret da bar coatto e comici di riporto (eccezion fatta per Proietti, il solo a cui giova ripetersi). Immancabile la furbata, come quel pò d'amarezza che marca ogni episodio (sette in tutto), per ribadire che la nazione è depressa e la farsa non è così greve. D'altronde, a sentire i Vanzina, il procedimento non è diverso da quello adoperato dai maestri. Quando in effetti è l'opposto: i vari Risi, Loy, Comencini (qui puntualmente citati), ricavando il ridicolo da una precisa idea del Paese; i Vanzina ricavando un Paese (quale?) da una vaga idea del ridicolo. Oltraggi, più che omaggi, alla commedia che fu.

Copyright © Cinematografo 2008.

Scheda Film
Un'estate al mare
Autore
anonymous
Data della recensione
2008-06-27 08:01:27
Provider
Spaziofilm.it
Recensione

Sette storie per l'estate

Il nuovo progetto dei Vanzina è un film, anzi, per essere più precisi un insieme di sketch, sull'estate italiana, sulle abitudini e i difetti del popolo della pasta - non di tutti, speriamo -, sui tic delle genti italiche. Narrati dalla voce di Gigi Proietti (che è anche il protagonista dell'ultimo episodio), eccoci serviti sette capitoli, fra di loro estranei, che ripercorrono altrettante storie. Il primo vede protagonista Nicola (Lino Banfi) che ritorna al suo paese d'origine dopo trent'anni, da vincitore, forse. Si passa poi agli ultras della Fiorentina (Ceccherini e Alessandro Paci) che cercano di incontrare il loro idolo calcistico. Le storie di due coppie (Brignano, Brilli, Rossi e Minaccioni) si incrociano in un quadrilatero di reciproci tradimenti. Un finto gay (Izzo) si invaghisce di una bellissima donna (Seredova). Un padre (Salvi) mente al figlio per dargli un'immagine di sé diversa dalla realtà. Un uomo (Greggio) è sposato con una cantante lirica ma è innamorato di una violinista (Anna Falchi). Infine un attore mancato (Gigi Proietti) sbaglia le battute di un testo di Eschilo, ma da questi errori nascerà un successo...

Se questa è la soluzione...

Ecco il cinecocomero, corrispettivo estivo del cinepanettone natalizio. Ma sarà fresco come il tanto amato frutto, che d'estate allieta le gole arse dal caldo?

Il film dei Vanzina si propone un compito importante e arduo al tempo stesso, nel mercato cinematografico italiano: fare da traino al rilancio del botteghino estivo. Vorrebbe riportare gli italiani al cinema d'estate. Vorrebbe.

Per riuscire nell'impresa radunano: attori famosi, comici importanti, bellocce più o meno svestite e qualche noto volto televisivo. Basterà? Per il botteghino vedremo, ma il risultato finale, a livello "artistico", non è incoraggiante. Un'estate al mare non fa ridere, neanche sorridere. Al massimo - e solo con il comunque bravo Proietti - ci si diverte per qualche sporadica battuta riuscita.

Commedia all'italiana? Non scherziamo, non ci si avvicina neanche. I personaggi, che nei grandi film comici del passato erano caricature assolutamente reali nella loro finzione di caratteri che chiunque poteva vedere nelle nostre città, in questo sono solo forzature. Bisogna per forza mostrare tradimenti, bugie, cafonerie, stupidità, volgarità per far ridere? Speriamo proprio di no, e questa pellicola - così come altre commedie, italiane e non, dell'ultimo periodo - ne è l'esempio. E soprattutto, mi chiedo, saremo mica tutti - noi italiani, si intende - come i personaggi descritti in Un'estate al mare! No, e se qualcuno è un po' permaloso non vada assolutamente a vedere questo film, potrebbe offendersi.

Ultima menzione al product placement: è possibile utilizzarlo così male? Non si vuole qui demonizzare questa pratica promozionale (anzi, se porta benefici al cinema ed è ben realizzata, ben venga), ma all'interno della narrazione, in alcuni momenti è proprio un pugno nell'occhio!

Poca, pochissima sostanza

Lungi da noi seguire il tanto amato passatempo che la critica cinematografica, ogni volta che esce un film del genere, si diverte a mettere in atto. Ma in questo caso il tiro al bersaglio al cinepanettone - cinecocomero, scusate - è d'obbligo! L'unico motivo per cui non pentirsi di averlo visto è l'aria condizionata che allevierà, per un paio d'ore, la calura estiva.

Copyright © Spaziofilm.it 2008.



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