Uno spettacolo, comunque, che qualche interesse, specie all'inizio, può suscitarlo anche perchè, secondo la bella tradizione inglese, sia di teatro sia di cinema, è recitato con saldo vigore non solo da parte di Hugh Grant, nel personaggio ambiguo e un po' sommesso del regista, ben spalleggiato da Alan Rickman, il mattatore seduttore, ma da parte della quasi esordiente Georgina Cates nelle vesti di Stella: un faccino e dei modi attenti e sempre accattivanti; con sapiente misura. (Il Tempo, Gian Luigi Rondi, 10/6/95)
La commedia ammicca agli usi e costumi della tribù di guitti e diverte con l'equilibrismo tra finzione e vita vissuta, drammaturgia e psicologia, senza peraltro andare al di là della correttezza professionale. Peggiorando visibilmente quando, dopo l'overdose di frizzi e vezzi da palcoscenico, cambia inopinatamente registro e vira l'ultimo capitolo in minacciose tonalità melodrammatiche. (Il Mattino, Valerio Caprara, 14/6/95)
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