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"Ad una notte che nessuno dei quattro dimenticherà mai"
Cosa può succedere a quattro amici riuniti per un addio al celibato a Las Vegas? Forse è molto meglio non svegliarsi del tutto, anziché alzarsi con un vuoto di memoria e senza un dente, lo sposo sparito, una stanza devastata, un bambino chiuso nell'armadio, una tigre ringhiante nel bagno, una gang asiatica con le armi spianate e una spogliarellista con al dito l'anello delle grandi occasioni… per Phil, Stu e Alan comincia così la ricerca di Doug nella città delle luci!
Tutto quello che non si può, e non si dovrebbe, fare a Las Vegas!
Tralasciando la scarsa creatività dei distributori italiani riguardo al titolo (l'originale The Hangover corrisponderebbe al nostro 'dopo sbornia”), bisogna subito mettere in chiaro che Una notte da leoni non ha nulla del demenziale promesso dal titolo e dai totem pubblicitari sparsi in giro per tutti i cinema.
Il nuovo film di Todd Phillips (Road trip e Old school) elargisce situazioni divertenti e momenti comici a catena, lasciando lo spettatore sempre piacevolmente sorpreso dello sviluppo della trama. Il mistero che avvolge la notte dei quattro amici sta tutto nel risveglio della mattina dopo, con un vuoto di memoria colossale e un ambiente (la suite del migliore casinò di Las Vegas!) completamente devastato: da qui in poi non si smette mai di ridere e uno dopo l'altro i nodi vengono sciolti, attraverso la faticosa ricostruzione tassello per tassello dell'assurda e goliardica 'notte da leoni”.
I personaggi sono il vero fulcro di questo film. Essi vengono delineati in pochi minuti, i primi dieci prima della partenza tutti insieme per celebrare un addio al celibato a Las Vegas, per poi essere stravolti fino al loro opposto nel corso del film. Doug (Justin Bartha, visto nel dittico de Il mistero dei Templari) è prossimo a sposarsi ed è il collante che tiene uniti gli altri tre: da quando sparisce, gli altri sembrano più un trio mal assortito che non un gruppo di amici in vacanza; Phil (Bradley Cooper, già noto per Yes Man e 2 single a nozze), l'unico già sposato e con un figlio, non vede l'ora di sganciarsi dal lavoro di insegnante che lo deprime e aspetta solo quest'occasione per divertirsi, ma non immagina fino a che punto arriverà nel farlo; Stu (recentemente in Una notte al museo 2), oppresso dal rapporto con una fidanzata ossessiva e castrante, riesce finalmente a lasciarsi andare e a trovare il modo di uscire dal guscio; Alan (fantastico nella sua lucida follia Zach Galifianakis, da ricordare in Into the Wild), futuro cognato di Doug, è sicuramente il soggetto più strano del gruppo, il più spiazzante, l'unico a cui è concesso tutto perché è un mezzo pazzoide! Le interpretazioni degli attori rendono i loro personaggi delle assurde macchine di comicità, senza mai risultare indecenti o volgari, bensì goliardici e divertenti.
A livello di sceneggiatura, lo sforzo maggiore risiede nel far coesistere questi personaggi senza mai far emergere l'uno o l'altro per importanza: tutti sullo stesso piano e ognuno con il suo momento di gloria durante o dopo la notte brava. L'intreccio avanza a poco a poco senza annoiare mai lo spettatore, che è coinvolto fino all'ultimo momento e oltre (da non perdere i titoli di coda, con le foto della misteriosa notte brava: semplicemente esilaranti!), accompagnato da una colonna sonora varia ma adattissima.
Unico momento un po' forzato è il cameo di Mike Tyson: scarso dal punto di vista attoriale, finisce per essere una parodia di se stesso.
Un film che rilancia la commedia (altro che le cine-oscenità di casa nostra) della risata facile e fa divertire il pubblico: piuttosto che deprimersi sulle solite gag ormai abusate e le stesse coppie comiche sempre più logore (e logoranti), è molto meglio chiudersi con una tigre nel bagno della suite del Ceasar Palace a Las Vegas!
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"Specializzato in commedie con maschi ossessionati da virilita e cameratismo, l'ex documentarista Todd Philips realizza con 'Una notte da leoni' una commedia efficace, dal ritmo incessante e leggermente 'più' rispetto alla media hollywoodiana: più vera, più provocatoria, più politica. Peccato per un finale conciliante e retorico. Un pizzico di coraggio in più ed avevamo un nuovo 'Tutto in una notte'. Ma Philips, rispetto al leone Landis, e ancora una pecora." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 19 giugno 2009) "Gli attori, comici e no, sono tutti molto bravi: sono frequenti e molto ben congegnate tanto le gag quanto le battute e le situazioni spiritose; la collocazione dei personaggi nello spazio dell'inquadratura e nello stesso tempo disinvolta ed eccellente; non capita spesso di ridere così." (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 19 giugno 2009) "Film maschile e ingenuamente maschilista (tranne il sogno erotico, tutte le donne sono solenni rompiscatole, ma proprio perche gioca sulle ataviche debolezze degli uomini), sa come raggiungere i bassi istinti con raffinatezza. Le gag paradossali e parossistiche, la comicita molto fisica, la sessualita giocosa sanno essere irresistibili anche quando volgari, perche mai gratuiti. Provate a smettere di ridere se ci riuscite, e rimante per le foto sui titoli di coda." (Boris Sollazzo, 'Liberazione', 19 giugno 2009) "Gli attori sono in gran forma: dal nuovo divo Bradley Cooper a Zach Galifianakis che ha una faccia da farsa e si tiene in braccio il pupo, a Ed Helms che e vittima designata e fidanzata, il borghesino che sposera nottetempo una spogliarellista dolce, remissiva e carina come Heather Graham, che viene dai ragazzacci di 'Drugstore cowboys' e 'Boogie Nights'. Gli antecedenti della commedia di bisboccia virile tutta in una notte, alla Scorsese, sono ottimi e abbondanti e si possono citare gli 'American Pie' a pie di schermo. Per chi volesse sociologia americana all inclusive, anche intellettuale, si tratta poi degli stessi giovanotti fragili, dannati del nuovo libro di Jay McInerney 'L'ultimo scapolo', sono che qui siamo a Los Angeles, che ci attende nel parco per happy end con nozze." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 19 giugno 2009) "Cast azzeccato e affiatato, al servizio dell'allegro regista di 'Starsky&Hutch', uno che sa scegliere hit coinvolgenti per lo sfondo. (...) Ma la via che porta al divertimento può essere lastricata di volgarita se evita la banalita e fa funzionare i caratteri. Con questa gradevole putt... sopra la media si ride una decina di volte: dieci di più di 'Un'estate ai Caraibi'." (Alessio Guzzano, 'City', 19 giugno 2009) "Sembrava il solito filmetto americano in saldo stagionale: e invece 'Una notte da leoni', salito nelle classifiche Usa come un quelle nazionali, e una buona alternativa alle commedie di Judd Apatow, una variazione su repertorio surreale e insolitamente piena di gag. (...) Tra gli altri sono riconoscibili Mike Tyson, che cerca il felino e 'fa' Phil Collins, e Heather Graham nella parte di una spogliarellista. Una commedia assurda dal 'pitch' malizioso, per chiudere bene l'annata." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 26 giugno 2009) "Non siamo in sintonia con 'Cose molto cattive', ma in pieno revival demenziale alla luce del politicamente scorretto che consente anche battute altrimenti agghiaccianti, con il racconto che si snoda a velocita folle e follemente incredibile, rischiando di andare a schiantarsi verso la sbracatura più totale, riuscendo invece sempre a fermarsi giusto in tempo. Negli Usa ha racimolato qualcosa come 150 milioni di dollari in tre settimane scarse, nonostante gli interpreti non siano grandi nomi e il regista Todd Philips abbia al suo attivo qualche titolo poco noto e il remake non memorabile di 'Starsky & Hutch'. E allora, come si spiega il tutto? Con la pura e semplice voglia di ridere e di divertirsi che si fa sentire maggiormente quando la realta non e proprio così brillante. Questo e certo, ma c'e di più, la struttura del film che ricostruisce l'accaduto come avviene per i gialli, l'imprevedibilita che diventa colpo di scena, i tempi comici, l'irriverenza e un finale sui titoli di coda da applausi a scena aperta, ciliegina su una torta tutta da gustare." (Antonello Catacchio, 'Il Manifesto', 26 settembre 2009)
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