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Un'altra notte al museo
Larry Daley ha raggiunto il successo con la sua azienda, è diventato un imprenditore famoso e non lavora più come guardiano notturno al Museo di Storia Naturale. Ma è chiaro fin da subito che non è soddisfatto, gli manca qualcosa, non si sente appagato. Un giorno scopre che le statue che gli avevano fatto compagnia quando lavorava come custode saranno trasferite allo Smithsonian Museum di Washington, ma con loro parte anche la tavola egizia che ha il potere di portare in vita i reperti dei musei.
Si risveglia così il sovrano egizio Kahmunrah, che a causa della sua brama di conquistare il mondo si allea con Napoleone, Ivan il Terribile e Al Capone per trovare la chiave che gli permetterà di riportare in vita il suo esercito.
Chi meglio di Larry Daley potrà aiutare i suoi vecchi amici a fermare il tiranno?
Gli stessi ingredienti del primo capitolo
Prendete un successo, mettete gli stessi ingredienti, magari cambiate – di poco – le proporzioni, e avrete un altro successo, di pubblico sicuramente. È proprio questo che hanno fatto i produttori e il regista di Una notte al museo 2: la fuga: hanno creato un sequel che non si discosta molto dall'originale, puntando sul pubblico dei più giovani, sulla loro fervida immaginazione e sulla loro voglia di divertirsi gustandosi le avventure esileranti di Larry e dei suoi amici.
Ecco allora lo stesso contenitore e gli stessi contenuti, questa volta maggiorati: il museo, più grande; i nemici, più forti; le creature, in numero maggiore; gli effetti speciali, più spettacolari. Il tutto condito da un po' di sana pedagogia e battute e situazioni comiche.
Un film che scorre lieve e senza intoppi, intrattenimento puro soprattutto per i più piccoli, anche se in un paio di occasioni non potranno capire alcune battute: il riferimento del generale Custer ai cento colpi di spazzola con cui si pettina la sera (Melissa P. vi ricorda qualcosa?) o la rivelazione di Napoleone, che giura di aver lasciato in Italia diversi discendenti, e che uno di questi 'è un pezzo grosso, è un uomo molto potente e spiritoso… Una volta cantava sulle navi…”, per poi riempire le sue battute con diversi 'mi consenta” sparsi qua e là. Chiaro il riferimento al Premier Berlusconi...
Buona la prova di tutti gli attori, da Ben Stiller a Robin Williams, da Owen Wilson a Amy Adams; ruoli di certo non impegnativi per loro in questo film, ma sicuramente ben interpretati. Unico neo il doppiaggio italiano, infarcito come spesso succede da parlate dialettali, come se il solo fatto di avere un accento singolare possa essere fonte di ilarità.
Un film che non farà di certo gridare al miracolo, ma che non mancherà di divertire bambini e ragazzi.
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"Piacera a chi si e divertito al capitolo precedente e ora volera al cinema per vedere Stiller alle prese con Napoleone e Al Capone." (Giorgio Carbone, 'Libero', 22 maggio 2009) "Difetti: sceneggiatura inesistente, regia grigia, doppiaggio italiano volgarotto, gag stanche e Stiller che timbra solo il cartellino. Eppure questo franchise ha un grandissimo merito: dice ai bambini che il museo e un luogo divertente e magico. Mica e poco." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 22 maggio 2009) "Molto divertente. I1 piacere 'di riconoscere opere d'arte, eventi storici e personaggi si unisce al piacere di vederli presi un po' in giro. Il lieto fine, si capisce, ripristina il passato: persino Ben Stiller, divenuto nel frattempo inventore milionario di oggetti inutili come una torcia fosforescente, tornera guardiano. Speriamo che almeno il calamaro gigante riconosca la sua nuova faccia, tirata, spianata e inespressiva." (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 22 maggio 2009) "Nel frenetico guazzabuglio, esasperato dalla fragorosa colonna sonora, si agitano anche Lincoln, Ottavio che parla romanesco, Einstein, uguale ai tedeschi delle caricature, il generale Custer, il presidente Theodore Rooslvelt e la pioniera dell'aviazione Amelia Earhart. L'unica battuta decente e per il pensatore Rodlin: 'A furia di pensare e caduto in depressione'. Un po' poco ." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 22 maggio 2009) "Punti forti del film sono le battute a raffica, gli effetti speciali e un'infinita serie di camei." ('Internazionale', 22 maggio 2009)
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