E' il 6 maggio 1938 e la Roma fascista è accorsa sulle strade per festeggiare Hitler, venuto in visita da Mussolini. In un caseggiato popolare Antonietta, moglie disfatta da sei maternità e dalla fatica di una fanatica "camicia nera" e lei stessa fascista convinta - ha un album colmo di foto e"detti" del Duce - incontra, inseguendo un pappagallo fuggito dalla gabbia, un suo coinquilino, Gabriele, ex annunciatore radiofonico cacciato dal servizio con l'accusa di essere un "sovversivo" ma, in realtà, perché è un omosessuale. Sulle prime, messa in allarme dalle chiacchiere di una malevola portinaia, Antonietta diffida di lui che si è autoinvitato a prendere un caffè in casa sua e lo schiaffeggia addirittura quando Gabriele le rivela la vera ragione per cui è stato cacciato dall'EIAR. Poi, la comprensione ha il sopravvento e l'uomo e la donna si confidano reciprocamente le loro pene arrivando anche ad avere un breve incontro d'amore. La sera sarà tutto finito: Antonietta tornerà ad essere la schiava del marito, Gabriele verrà prelevato da due poliziotti e inviato al confino.
Note
- DAVID DI DONATELLO 1978 PER MIGLIOR REGIA E ATTRICE PROTAGONISTA (SOPHIA LOREN, EX-AEQUO CON MARIANGELA MELATO PER "IL GATTO" DI LUIGI COMENCINI). - NASTRO D'ARGENTO 1978 PER MIGLIOR SCENEGGIATURA, ATTRICE PROTAGONISTA E MUSICA. - CANDIDATO ALL'OSCAR 1977 COME MIGLIOR FILM STRANIERO E NOMINATION A MARCELLO MASTROIANNI COME MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA. - PRESENTATO IN CONOCRSO AL 31MO FESTIVAL DI CANNES (1978). - RESTAURATO NEL 2003 DALL'ASSOCIAZIONE PHILIP MORRIS PROGETTO CINEMA IN COLLABORAZIONE CON LA FONDAZIONE CENTRO SPERIMENTALE DI CINEMATOGRAFIA - CINETECA NAZIONALE.