Clara Mataro, calabrese, sposata al conterraneo Franco, madre di tre figli, lavorando come operaia in una fabbrica del milanese, è costretta a mantenere stentatamente la suocera, il cognato e tutta la propria famiglia poichè il marito è momentaneamente invalido per un incidente a una gamba. La salute di Clara, già fragile, vacilla insieme al suo morale. Stimolata dalle compagne di lavoro, si fa visitare: la mutua le prescrive il sanatorio di Sondalo. Mentre la piacevole "vacanza" le restituisce salute e forze, l'esempio delle emancipate compagne e la conoscenza di Luigi, operaio specializzato, a sua volta ricoverato, le conferiscono una nuova coscienza di sé e l'attirano verso l'avventura sentimentale, che non si conclude per l'intervento dei familiari e per la dimissione dal luogo di cura. Con molta tristezza Clara viaggia verso casa: l'attende di nuovo un lavoro gravoso e un ménage umiliante.
Note
- PREMIATO AL XIX FESTIVAL KARLOVY VARY. - DAVID DI DONATELLO 1973 PREMIO EUROPEO A VITTORIO DE SICA; NASTRO D'ARGENTO 1974 AD ADRIANA ASTI COME MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA. - GIRATO NEGLI STUDI ICET-DE PAOLIS DI MILANO. ESTERNI A MILANO E DINTORNI E A SONDALO (SO).