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Un Ponte Per Terabithia Recensione

"Un ponte per Terabithia" recensioni

Film
Un ponte per Terabithia
Autore
anonymous
Data della recensione
2007-03-26 11:00:24
Provider
Spaziofilm.it
Recensione

I sovrani di Terabithia

Jeff è un ragazzino solitario, perennemente tormentato sia dai coetanei che da quelli più grandi, e la sua vita prosegue monotona e malinconica fra le difficoltà finanziarie della sua famiglia e un grande talento per il disegno. Ma l'arrivo di una nuova compagna di classe cambierà tutto: Leslie, fantasiosa e solare, lo coinvolgerà in un gioco talmente affascinante da sembrare vero, e i due si proclameranno re e regina dell'immaginifico mondo di Terabithia, che loro stessi hanno creato. In questo regno troveranno le soluzioni per difendersi dai compagni più prepotenti, vivendo così un momento indimenticabile seppur tragicamente breve…

Occhi chiusi e mente aperta

Tratto da un romanzo della scrittrice per ragazzi Katherine Paterson e venduto come un clone de 'Le Cronache di Narnia”, 'Un ponte per Terabithia” è in realtà molto di più: è la storia di due giovani solitudini, ma anche di due talenti immaginativi, che si incontrano, si legano e dolorosamente si perdono, la storia di due ragazzini costretti a rifugiarsi nelle loro fantasie per sfuggire ad una vita dura e, talvolta, crudele (soprattutto per Jeff, di famiglia povera, forzato a crescere troppo in fretta ed a prendersi responsabilità maggiori di quanto dovrebbe). Ma la fantasia può rappresentare una soluzione concreta?

Parrebbe di si, a giudicare dai risultati. Come in 'Big Fish”, l'immaginazione migliora la vita e non è soltanto un rifugio privato (come invece accade ne 'L'arte del sogno”), perché se si tengono 'gli occhi chiusi e la mente aperta” si può davvero procedere oltre, imparare, crescere: un buon messaggio e un doveroso elogio al potere dell'inventiva, con un gusto gradevolmente classico nella messa in scena e ottimi effetti visivi; ma non bisogna aspettarsi un fantasy, perché 'Un ponte per Terabithia” non lo è, se non per convenzione (o per obblighi di marketing).

Godibile, a tratti toccante, persino catartico con la sua elaborazione della perdita. Fate un favore a voi stessi e a questo film, andatelo a vedere: potrebbe essere una piacevole sorpresa.

Copyright © Spaziofilm.it 2007.

Film
Autore
anonymous
Data della recensione
2007-03-30 15:29:00
Provider
Cinematografo
Recensione
Una sorta di Le cronache di Narnia in versione ridotta e non epica-spettacolare, con più realtà quotidiana e uno spiritualismo "new age" al posto del simbolismo cristiano di C.Lewis. Un ponte per Terabithia di Gabor Csupo, dai produttori delle Cronache, è tratto dal romanzo di Katherine Paterson (1977). Jess e Lesley sono due 13enni. Lui disegna visioni fantasy, lei ha una fervida immaginazione. Sono vicini di casa (con genitori distratti) e subiscono il bullismo a scuola. Nasce l'amicizia e con essa anche Terabithia, cioè il bosco vicino casa che loro trasfigurano con la bacchetta magica del pensiero. Al posto dell'armadio di Narnia, qui l'accesso è un guado da superare aggrappati a una corda. Nel regno immaginario i due si sentono come un re e una regina. Gradualmente s'imbattono in un bestiario di troll, giganti, insetti-guerrieri, etc., ma il regista usa col contagocce la visionarietà da Tolkien e Lewis. Sottolinea invece la forza interiore che scaturisce dall'amicizia, capace di animare i disegni di Jess (i titoli di testa), di vincere le avversità concrete e di entrare in sintonia con la Natura: "Chiudi gli occhi e spalanca la mente", dice lei all'amico. Più che Narnia, il film ricorda Creature del cielo di P.Jackson (lì in chiave morbosa e distruttiva). E Csupo aveva già coinvolto i piccoli Rugrats in un'avventura iniziatica nel bosco. L'evento tragico di Un ponte per Terabithia non annulla il lieto fine che riconcilia realtà e fantasia. Lesley non è morta invano. Veniva da una famiglia di scrittori, non religiosi. Eppure è lei, nella scena in chiesa, a raccogliere in una borsa l'azzurro raggio di luce che filtra dalla finestra...

Copyright © Cinematografo 2007.

Film
Un Ponte Per Terabithia
Autore
anonymous
Data della recensione
2007-04-17 04:01:18
Provider
Cinematografo
Recensione

La Critica - Rassegna Stampa

"Ebbene sì. Siamo dei fan di Josh Hutcherson. Il signore ha quasi quindici anni, ha prestato corpo e faccia al protagonista del cartone iperrealista 'Polar Express' (la voce era di Tom Hanks), ha fatto il fratello antipatico nell'avventura spaziale 'Zathura' ed è stato un grandioso eroe romantico nell'adorabile 'Innamorarsi a Manhattan'. Se vedrete 'Un ponte per Terabithia', tratto dal popolare romanzo di Katherine Paterson, capirete perché a Hollywood lo stanno allevando con grande cura. (...) Csupo si concentra troppo su mostri e creature di Terabithia (divertente, però, l'enorme Troll gentile) per riuscire a dare altrettanto risalto a spazi e tragedie del mondo reale. Inoltre la sensazione è di vedere una brutta copia de Le cronache di Narnia. Ma per fortuna c'è Hutcherson." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 30 marzo 2007) "Come un bell'uovo di Pasqua, 'Un ponte per Terabithia' contiene una sorpresa, presente all'interno del racconto. Una vicenda favolistica, in salsa freudiana, ma con misura e intelligenza. (...) Uno spunto non banale che trasforma un film per ragazzi in un viaggio iniziatico, che coinvolge anche gli adulti. Girata in Nuova Zelanda, la pellicola ha il giusto equilibrio, grazie ad una regia che non esagera in effetti speciali e a due freschi protagonisti, credibili ed affiatati." (Adriano Di Carlo, 'Il Giornale', 30 marzo 2007) "Prima regia dell'animatore Gabor Csupo ed effetti visivi della Digital Weta. Un'operina dai pochi mezzi, pulita, delicata e profonda. Tra la presenza discreta delle creature - dell'artista concettuale Dima Marlinchea - si erge nel vero senso della parola un 'gigante gentile': in due scene, per pochi secondi e senza parlare resta nella memoria." (Federico Raponi, 'Liberazione', 30 marzo 2007) "Attenzione a non catalogare il film tratto dal romanzo pop di Katherine Peterson come fantasy per ragazzi solo perché i produttori sono quelli di 'Narnia'. Il lavoro del regista animatore Gabor Csupo e dei collaboratori di effetti visivi 3D è affabulatorio verso un bel racconto delle meraviglie che si incanala poi in un ragionamento più profondo sulla sorpresa del dolore, vicino al cult 'Stand by me' di Reiner-King.." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 30 marzo 2007) "Una storia avventurosa sull'amicizia, sull'immaginazione, sul coraggio, sulla famiglia e sul dolore: questo è Un ponte per Terabithia, un film senza eccessive pretese, ma godibile e pulito, realizzato dai produttori di Le Cronache di Narnia. (...) Tratto dall'omonimo libro di Katherine Paterson, il film è ben costruito, con un uso misurato degli effetti speciali, nonostante sia diretto da un esperto di animazione 3D. La storia è convincente e delicata e i due giovani protagonisti sono bravi a renderla credibile. "Chiudi gli occhi e tieni ben aperta la mente", dice Leslie a Jess nella battuta che è la chiave dell'opera: un invito ad usare l'immaginazione, ad andare oltre il visibile. Significativo anche il confronto tra due modelli familiari, tra genitori incapaci di motivare i figli ed altri pronti ad assecondarli costruttivamente. Dunque un film consigliato in particolare ai ragazzi - bulli e non - che tra tv, videogiochi, cellulari e computer rischiano di non saper più usare la fantasia, ma che non dispiacerà agli adulti." (Gaetano Vallini, "L'Osservatore Romano", 14 aprile 2007))

Copyright © Cinematografo 2007.


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