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Se nessuno si metterà sulla mia strada, nessuno si farà male.
La pressione di una grande metropoli come Los Angeles comprometterebbe la pazienza di chiunque. Clacson, grida incrociate, code automobilistiche interminabili e un passato che non riserva alcun ottimismo rendono la vita una vera sfida. Bill Foster (Michael Douglas) è un uomo apparentemente ordinario, un puntino nella massa. Si trova al centro di un ingorgo quando decide di abbandonare il suo mezzo per raggiungere la casa della su ex moglie, rigorosamente a piedi. Il suo viaggio, della durata di un giorno, si trasformerà in un incubo per gli altri a causa dei suoi modi bruschi e irrazionali. Con violenza e follia, andrà per la sua strada infischiandosene degli ostacoli, siano essi cose, persone o animali. La sua, ormai, è diventata una guerra contro il disordine quotidiano e nessuno, se non un brusco evento, riuscirà a fermarlo...
Sapete, ho cambiato idea. Voglio pranzare.
Joel Schumacher - director dai molti alti e bassi - ha utilizzato l'unico approccio possibile (la commedia nera) per definire i contorni di un film incentrato completamente sulla figura di uno squilibrato. Psicolabile, risoluto come un Terminator, il suo anteporre la correttezza delle proprie azioni alla violenza imperativa induce alla creazione di brillanti paradossi e assurdità, da cui sfocia inevitabilmente un'isteria interpretativa da parte del cast coinvolto, soprattutto del protagonista. Michael Douglas è impassibile, agghiacciante nell'evitare espressioni comuni per manifestare emozioni altrettanto prevedibili; preferisce limitarsi negli atteggiamenti senza tuttavia centellinare la rabbia repressa. Il suo girovagare alla ricerca di un equilibrio totalitario lo pone in netto contrasto con la figura pacifica e tranquilla del detective Martin Prendergast (Robert Duvall) o, nell'ambito dei serial killer, con lo spietato Anton Chigurh, rappresentato in Non è un paese per vecchi da un divino Javier Bardem. Se nel film dei Coen egli accetta la violenza poiché si prefigge un obiettivo economico, dal quale non si dissocerà, Bill Foster dimostra invece un'etica di ferro, impenetrabile (paga la lattina di coca-cola e distrugge il negozio del coreano per lasciare un messaggio; si oppone alle smanie di un fascista fuori di testa nonostante lo abbia aiutato a fuggire).
Schumacher, su una sceneggiatura di Ebbe Roe Smith, racchiude nella prima parte le contraddizioni di un essere umano stanco dei patemi e sconvolto dalla rottura dell'istituzione familiare (essendo questa la causa maggiore della sua improvvisa instabilità). La scelta dei tempi comici è perfetta - alla pari della complessità psicologica dei personaggi - e l'azione risulta funzionale al contesto, senza mirabolanti esagerazioni. Nella seconda parte la caccia all'uomo prende il sopravvento e a cambiare è di conseguenza il tipo di linguaggio (tendente al drammatico); peccato sopraggiunga in concomitanza della conclusione un'ingiustificata indulgenza nei riguardi del protagonista, tale da renderlo quasi un eroe moderno, privo di sfarzosi costumi. La sua ascesa delirante culminerà in una discesa fulminante, nel luogo dove un tempo un padre amorevole aveva trovato la serenità per sorridere alla figlia, a dimostrazione delle sue buone intenzioni.
Da un punto di vista sociologico, i temi quali famiglia, lavoro, globalizzazione, consumi, differenze di genere servono a tenere alta la bandiera della critica, equidistante dal puro enterteinment, rivolta a quei sistemi dai quali tutti noi dipendiamo. La riflessione che sopraggiunge (l'evoluzione sociale porta a un'involuzione personale?) non lascia certo indifferenti. Senza dubbio c'è sofferenza e disadattamento in Bill Foster, ma è lo stesso di moltissime persone, tralasciando il modo estremo in cui lo manifesta. Non passa molto affinché il disordine emotivo di un personaggio immaginario si faccia portavoce di un malessere diffuso.
Ecco perché Un giorno di ordinaria follia è diventato un film-sfogo per diverse generazioni.BLU-RAY Caratteristiche tecniche
Formato video: 2.40 PAL anamorfico HD
Formato audio: inglese Dolby TrueHD; inglese, italiano, spagnolo, francese e portoghese Dolby Surround 2.0 stereo
Sottotitoli: italiano, danese, finlandese, francese, norvegese, olandese, polacco, portoghese, spagnolo, svedese
Il Blu-ray del film non ha goduto, sfortunatamente, di una grande considerazione. Evitando di dilungarci sull'assenza di contenuti speciali, tecnicamente l'edizione risulta più che buona, ma vanno segnalati alcuni difetti video: rumori, contrasti non sempre perfetti e una definizione globale che lascia con l'amaro in bocca. Il comparto audio, specie nella traccia HD, è ben più corposo e coinvolgente, tuttavia siamo distanti dalle ultime produzioni Blu-ray disc targate Warner Home Video.
Contenuti speciali
Commenti tecnici
Commento audio all'intero film del regista Joel Schumacher e dell'attore protagonista Michael Douglas.
Interviste
Michael Douglas, intervistato, spiega l'approccio della produzione al plot e la sua esperienza da attore.
Trailer
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