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"Racconto intimista, crepuscolare, bella fotografia, suadenti atmosfere, scene paleo-cittadine di logorio della vita moderna. Ma 'Una giornata da ricordare' rimane un film, non certo da dimenticare, ma che non lascia traccia indelebile. Battuta su battuta, occhiata su occhiata, convenzione su convenzione, Foley racconta la family life con la saggia e povera mamma (Mary Elizabeth Mastrantonio è come sempre sensibile), vista negli occhi del ragazzino on the road, cui capitano cose curiose come assistere al suicidio d'una donna tentata dal demone sessuale o imboccare una vecchia signora che il nonno ha offeso in gioventù. Il minorenne Gerlando Barone vive con naturalezza stupita la sua adolescenza, Pacino si lancia in una caratterizzazione mattatoriale sproporzionata al film." (Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera', 12 Giugno 1997)
"Nel corso di tutto il film Pacino brontola affettuosamente e ricorda il passato minacciando, di continuo, la propria dipartita; il ragazzino, invece, si arrabatta per racimolare il quarto di dollaro necessario per il biglietto d'ingresso. Cinema e vita si fondono con molti ingredienti retorici nel film di James Foley ('L'ultimo appello') intasato di belle immagini soffuse, di luoghi comuni triti e ritriti sulla comunità degli italoamericani, di una tonalità rossastra nostalgica e di un fastidioso immaginario old style." (Tullio Kezich, 'Il Corriere della Sera', 19 Luglio 1997)
"'Questo dramma è un ricordo' potrebbe ripetere l'autore del copione Joseph Stefano, con le parole del protagonista di 'Zoo di vetro' di Williams: lo scrittore rievoca infatti una giornata particolare della sua infanzia. Siamo a South Philadelphia nel '33 e la scena è dominata da Al Pacino truccato da vecchio per impersonare un patriarca oriundo italiano che sembra la versione buona del 'Padrino' di Marlon Brando. (...) Il sommesso succedersi degli eventi in chiave intimista non riesce a suscitare un particolare interesse: e se la messinscena è decorosa e gli interpreti sono rispettabili (soprattutto Mary Elizabeth Mastrantonio nella parte della madre) il piccolo Barone non sembra destinato all'albo d'oro dei minorenni di Hollywood." (Alessandra Levantesi, 'La Stampa', 4 Giugno 1997)
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