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"Renato Pozzetto è rimasto rapito dal libro dello psichiatra Vittorino Andreoli 'Yono-cho' e ha progettato il film. Il regista avrebbe dovuto essere José Maria Sanchez che già aveva diretto l'attore in altre occasioni ma strada facendo è mancato. Dunque Pozzetto ha deciso di cimentarsi lui firmando 'Un amore su misura'. (...) A parte la conclusione non proprio rivoluzionaria, il film ha dalla sua sia un non banale garbo determinato dall'inconfondibile stile del protagonista sia una certa personalità anche questa non banale nei risvolti più piccanti e crudi."(Paolo D'Agostini, 'la Repubblica', 26 gennaio 2007) "Considerando benevolmente lo spunto narrativo un elemento di interesse, 'Un amore su misura' è in realtà un film incompiuto. Renato Pozzetto, dopo un'assenza che a tutti era apparsa fisiologica, l'attore che ormai è vicino ai settant'anni, si ripresenta nelle vesti di interprete e regista, in entrambi i casi con conseguenze catastrofiche. (...) Su questo tema si sono già scornati registi e interpreti più abili di Pozzetto, vedi 'S1mOne' (2002), con Al Pacino, di cui 'Un amore su misura' sembra essere il remake e Sordi con 'Io e Caterina' (1980). Un tema affascinante trattato quì con sciatteria, con interpreti inadeguati e con un messaggio che banalizza una metafora bisognosa di autori di qualità. Quanto a Pozzetto, qualcuno dovrà pur dirgli che il suo charme, se mai ne ha avuto, è un falso in atto pubblico." (Adriano De Carlo, 'Il Giornale', 26 gennaio 2007)
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