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Un Amore Senza Tempo Recensione

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"Un amore senza tempo" recensioni

Film
Un amore senza tempo
Autore
anonymous
Data della recensione
2008-04-27 16:00:39
Provider
Spaziofilm.it
Recensione

Un unico vero amore

Sul suo letto di morte un'anziana donna, Ann, rivela alle due figlie di aver amato veramente un solo uomo nella sua vita: si tratta di Harris, conosciuto molti anni prima al matrimonio della sua migliore amica, occasione che le permise di ritrovare anche il fratello di quest'ultima, Buddy, un ragazzo a cui era legata da affettuosa amicizia. Ma la passione per Harris, presentatole proprio da Buddy, avrà conseguenze nefaste, e Ann non potrà che subirne in pieno gli effetti…

La ricetta per il melodramma

Sulle tracce dei gloriosi melò che furono, ecco la storia di un amore imperituro consumatosi una sola volta, una passione bruciata fugacemente nel corso di una notte tragica e indimenticabile: è possibile vivere con lo spettro di un'occasione perduta? La splendida Vanessa Redgrave vi riesce con la sua grinta di leonessa, eppure nemmeno lei può illuminare un film costruito sui più pedanti e risaputi cliché del melodramma, che privano d'interesse anche il retaggio femminile (l'amore condiviso ed ereditato, sorta di lascito per le proprie figlie) alla base della vicenda e del romanzo di Susan Minot. In Un amore senza tempo c'è davvero di tutto: attrazioni non corrisposte, timore per una gravidanza, matrimoni falliti o indesiderati… scelte narrative assolutamente legittime in sé stesse perché appartengono alla struttura codificata del genere, ma qui proposte senza quella profonda visceralità, quel trasporto tipico dei melodrammi che sanno coinvolgere e appassionare il loro pubblico. Accade così che il film lasci indifferenti, e paia il classico compitino ben svolto, ben confezionato, con tutti i suoi elementi al posto giusto (la sobria alternanza fra passato e presente, i paesaggi estetizzati) e la prevedibile miscela di tragedia e sentimenti amalgamati da una regia anonima e professionale.

Resta un buon cast, con attrici di diverse generazioni a confronto; ma Claire Danes è inadatta a rappresentare la gioventù di Vanessa Redgrave, e l'apparizione di Meryl Streep è poco più che un cameo.

Due curiosità: Natasha Richardson è la vera figlia della Redgrave, mentre Mamie Gummer, che interpreta il personaggio di Meryl Streep da giovane, è figlia della stessa Meryl Streep.

Copyright © Spaziofilm.it 2008.

Film
Un Amore Senza Tempo
Autore
anonymous
Data della recensione
2008-04-30 04:02:29
Provider
Cinematografo
Recensione

La Critica - Rassegna Stampa

"Hai in mano un'attrice del calibro di Vanessa Redgrave e cosa ne fai? La discutibile scelta di Lajos Koltai, regista di 'Un amore senza tempo', è tenerla sdraiata sul letto per tutto il film a sonnecchiare e ricordare se stessa cinquant' anni prima. Ma noi stentiamo a riconoscerla in flashback nella ragazza Claire Danes, la quale non le assomiglia per niente, mentre la sua amica Mamie Gummer è il perfetto ritratto da giovane di Meryl Streep che arriva in pellegrinaggio nel sottofinale e s'infila affettuosamente sotto le coperte di Vanessa. I volti delle due grandi interpreti che si rispecchiano l'uno nell'altro è il momento da salvare in un film dove spira troppo sentimento. (...) La chiave di Susan Minot è quella di un melò ben temperato da una sorta di minimalismo, ma per trasfondere ciò sullo schermo ci vuole la mano di Bernardo Bertolucci che fece collaborare la scrittrice americana a 'Io ballo da sola'. Un confronto fra quel piccolo gioiello, troppo presto dimenticato, e 'Un amore senza tempo' la dice più lunga di qualsiasi riflessione critica. Senza contare che Vanessa Redgrave, se parlasse in prima persona anziché in conto d'altri, avrebbe ben altro da rievocare di una vita spesa fra arte, amori e politica esemplarmente riassunta da David Jenkins nel recente articolo di Vogue intitolato in maniera assai pertinente 'A Woman of Substance'. Il servizio è uscito in occasione del grande successo al National Theatre di Londra del monologo 'The Year of Magical Thinking' dove Vanessa parla ancora della morte." (Tullio Kezich, 'Corriere della Sera', 25 aprile 2008) "Tratto dal romanzo di Susan Minot, 'Un amore senza tempo' di Lajos Koltai racconta la vita di una famiglia, muovendosi fra passato e presente e inanellando sogni, ricordi, bilanci di vita, amori travagliati, matrimoni, crisi e malattie. In più, con un cast che conta anche su Meryl Streep, Claire Danes e Glenn Close. Troppo. Troppi sentimenti, troppi talenti, troppe star, troppe vite in gioco. E la sceneggiatura, che dovrebbe sostenere in questo caso più che mai, è invece piatta: tutto sembra già visto da qualche parte. Quanto alle passioni, che si susseguono come se piovesse, non lasciano agli spettatori il tempo di metabolizzare. In poche parole, di emozionarsi. La attrici sono brave, certo, ma nessuna dà il meglio di sé. Così, questo film al femminile e senza padri, non somiglia a 'Fiori d'acciaio', né a 'Voglia di tenerezza' e si trasforma in un'occasione mancata. Peccato, perché Koltai era riuscito nel 2005 a non inciampare nel melodramma, neanche affrontando l'olocausto in 'Senza Destino'." (Roberta Bottari, 'Il Messaggero', 25 aprile 2008) "Per il suo secondo film da regista Lajos Koltai, grande direttore della fotografia, ha scelto - adattando un romanzo di Susan Minot - un melodramma costruito sul filo della memoria, un amore e una passione senza tempo, una storia corale al femminile nella quale s'incastrano amori vissuti platonici, sentimenti inconfessati e rivalità. Intorno a un tema raccontato tante volte da cinema e letteratura - quello di un amore esclusivo e irripetibile - 'Un amore senza tempo' scolpisce figure femminili incisive, attiva dinamiche sentimentali e affettive che riecheggiano il Woody Allen coté bergmaniano e gli inarrivabili melò di Douglas Sirk. (...) Una formidabile squadra di interpreti, da Meryl Streep a Glenn Close, da Natasha Richardson a Claire Danes e Toni Collette, ruota intorno alla classe di Vanessa Redgrave che immobilizzata a letto per tutto il film, concentra sul volto emozioni e sensazioni."" (Alberto Castellano, 'Il Mattino', 26 aprile 2008) "Uno scorre il cast, quasi stellare, e si domanda: e gli altri grandi in cartellone? Semplice. Toni Collette e Natasha Richardoson sono le figlie adulte dell'inferma nella fetta di film ai giorni nostri. Dove si affaccia anche Meryl Streep, l'invecchiata Lila di mezzo secolo prima: peccato che sia del '51, mentre Vanessa Redgrave è del '37. Eppure l'autore, lo sconosciuto Lajos Koltai, le spaccia come coetanee... Infine c'è Glenn Close, madre isterica e, se possibile, imbruttita. Al tirar delle somme, magnifica ricostruzione d'epoca, piagnucoloso e soporifero il resto." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 25 aprile 2008)

Copyright © Cinematografo 2008.



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