Vuoi le news di Yahoo! Entertainment sul tuo cellulare? Clicca qui
"Consumatore e fabbricante, campione e difensore del cinema, Claude Lelouch ha pensato di non dover lasciare il western americano nel ghetto che gli è attualmente riservato negli Stati Uniti1 Forte dei successi che hanno fatto la sua notorietà e la sua fortuna, il regista di 'Un uomo e una donna' si è chinato sul problema e, contando tanto sulla propria fortuna che sulla propria abilità, ha applicato al malato i rimedi di cui possiede il segreto e che condiscono sempre i suoi film: il destino, il rischio, la vita, l'amore, la morte, ecc. Tutto questo ci regala un western piuttosto originale per la costruzione (la fusione Francia-America 1870, il bilinguismo) ma senza sorprese per i temi. A questo proposito, non si può certo dire che ci sia molto slancio o molta tensione. Gli incontri, infatti, sono attesi e giungono puntuali; i testi non lo sono di meno e, per quanto concerne le avventure, si indovina tutto qualche sequenza in anticipo. Eppure (ed è quasi sempre il caso) Lelouch lavora con serietà e talento per quanto riguarda la tecnica. Così, le immagini sono sueprbe, le posizioni della cinepresa ben scelte e le angolazioni molto elaborate (con qualche inquadratura degna di nota, come nella corsa, per esempio). la ricostruzione è accurata; James Caan e Geneviève Bujold non fanno troppo e lo fanno bene, cosa che non capita a Francis Huster sempre affettato e irritante. In breve, questo omaggio al western, a questo genere così celebre e così popolare, sarebbe assai piacevole se i personaggi non fossero così naifs, i caratteri tanto sommari e le psicologie superficiali." (B.H., 'Fiches du Cinéma, n. 587, maggio 1977)
Copyright © Cinematografo 2006.