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Tutti Pazzi Per Mary Recensione

"Tutti Pazzi Per Mary" recensioni

Film
Tutti Pazzi Per Mary
Autore
anonymous
Data della recensione
2006-03-23 10:53:11
Provider
Cinematografo
Recensione

La Critica - Rassegna Stampa

"I fratelli Farrelly, già 'scemi e più scemi', non sono registi sopraffini, ostaggi della comicità più bieca, ma la sceneggiatura è ricca e l'incastro delle storie corrisponde a una pazzia che ha del metodo, almeno manda in tilt la finta moralità del cittadino medio. Come si diceva, politically più scorretto, grottesco ed eccessivo di così 'Mary' non potrebbe essere: cagnolini vengono addormentati, drogati, elettrizzati e agli handicappati viene fatto lo sgambetto. Come dicono, nei modi e momenti più impensati i cantastorie che tramandano un amore che fa rima con bugia: Mary e Lewinsky sono un

po' parenti". (Maurizio Porro, 'Il corriere della sera', 17 ottobre 1998)

"Assolutamente irresistibili gli episodi in cui prima Dillon, poi Stiller sono alle prese con un piccolo ma ringhioso terrier, odiosa bestiola sulla quale la sceneggiatura infierisce senza ritegno. Possiamo dirlo? Il pregio maggiore del film è proprio la mancanza di ritegno. Nel panorama così politically correct del cinema Usa d'oggi, il film di 'Scemo & più scemo' Farrelly è totalmente incorrect, una pecora nera piena di situazioni sfrontate, impudenti e kitsch. Ce n'è abbastanza da fare arrabbiare animalisti e parecchie associazioni a difesa delle minoranze. Ma ci auguriamo proprio che questo non accada. Basta ricordare che l'assenza di correttezza è, da sempre, un ingrediente essenziale e irrinunciabile del comico". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 17 ottobre 1998)

"Avrete capito che ce n'è per tutti: per gli omosessuali, i disabili, gli animalisti. Magari qualcuno si offenderà e spedirà qualche querela. Ma farebbe male. Se è vero che anche a 'Paperissima' - complice l'ex ministro Antonio Guidi - si può fare una gag su un handicappato senza per questo offendere la sfortunata categoria". (Michele Anselmi, 'l'Unità', 16 ottobre 1998)

"Sei pretendenti: il Perso, il Pazzo, l'lmballato, lo Stravolto, l'Accanito, il Malato. A ciascuno una scena comica che, a dispetto delle attese, strappa la risata. L'incriminata sequenza dello spenna appeso ai capelli è esilarante. Incomincia come una ordinaria commedia romantica, finisce come una farsaccia. Ma in mezzo si fa un buon esercizio di muscoli facciali. La Diaz? Gli sceneggiatori si sono dimenticati di scriverle il personaggio. Da ridere e da dimenticare". (Silvio Danese, 'Il Giorno', 17 ottobre 1998)

"Finalmente una commedia 'politicamente scorretta'. Parliamo del film dei fratelli Farrelly 'Tutti pazzi per Mary', con Cameron Diaz, Matt Dillon e Ben Stiller (tutti e tre assai convincenti). Nel filone brillante-demenziale di John Landis (e dunque da questo punto di vista niente di nuovo!) la commedia ha il suo maggior pregio nella sceneggiatura (piuttosto che nella regia) che prende di mira, con una buona dose di cinismo, tutto e tutti: donne grasse, handicappati, ragazzi down, animali, uomini di colore, senza offendere nessuno". (Pietro Calderoni, 'Ciak', 29 ottobre 1998)

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