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Tutte Le Donne Della Mia Vita Recensione

"Tutte le donne della mia vita" recensioni

Scheda Film
Tutte le donne della mia vita
Autore
anonymous
Data della recensione
2007-04-13 14:00:22
Provider
Spaziofilm.it
Recensione

Il cibo dei ricordi

Alla visione offuscata dal vetro di una maschera da sub, segue la scena in cui faremo conoscenza con Davide, un uomo che si trova all'interno di una camera iperbarica, in pericolo di vita, a causa di un incidente che sarà svelato solo nel corso della pellicola. A distanza di quattro anni dal suo ultimo lavoro come regista, Simona Izzo decide di presentare al pubblico una storia particolare, di cui è difficile percepire le sfumature ed afferrare i concetti al primo impatto. Una vicenda che, attraverso i ricordi del protagonista, interpretato da Luca Zingaretti, torna a ritroso nel tempo raccontando la storia di un individuo che ha sempre mostrato di saper mutare con estrema facilità tanto i propri gusti sul cibo, quanto quelli sulle donne di cui si circonda, lasciandosi coinvolgere emotivamente ma non riuscendo mai a stabilire rapporti duraturi. Tutto questo lo porterà a percorrere un cammino senza un apparente punto d'arrivo, tra mille incertezze e perplessità, fino a quando riuscirà a far chiarezza sulla propria vita grazie alla verità di una donna, sua madre, che fino a quel momento gli era sempre stata negata.

Da questo spunto narrativo verranno proposti vari personaggi femminili: Isabella (Rosalinda Celentano), Stefania (Michela Cescon), Laura (Vanessa Incontrada) e Laura (Jane Alexander), ciascuno dei quali a proprio modo riesce a portare il protagonista verso una direzione che però questi sceglie sempre di evitare. Il paradosso, decisamente banale, della pellicola consiste nell'impossibilità di ottenere una stabilità emotiva che, nonostante la pretesa di desiderare una passione, percorre mentalmente la via del rimpianto, conquistando da ciascuna delle donne messe da parte la saggezza che Davide non ha mai avuto.

Commento

L'interpretazione di Luca Zingaretti riesce a emergere da un livello qualitativo generale molto discutibile, risultando in parte convincente in un ruolo che comunque non porta mai alla rappresentazione di sentimenti molto forti, con manifestazioni di disagio interiore più mimate che animate da veri propositi. La regia di Simona Izzo appare spesso noiosa, con particolare riferimento alle scene in cui, improvvisamente, quei personaggi che avrebbero potuto dire qualcosa all'interno del contesto narrativo spariscono senza un valido motivo, rendendo totalmente inutile e privo di significato ai fini della vicenda del protagonista tutto ciò che di buono avevano saputo regalare allo spettatore . Assolutamente anonima la colonna sonora, se non fosse per la bella canzone finale di Mina, che comunque poco si adatta a tutto il resto, se non per un puro richiamo personale della regista. Non è sicuramente facile riuscire ad assemblare una storia in cui i ricordi si fondano con le emozioni, attraverso un insieme di psicologia e istinto, che fanno sì che degli individui si scontrino e decidano di condividere una passione che possa portare a qualcosa di più grande che duri magari tutta una vita, in funzione di numerosi ingredienti (come quelli delle ricette del film), come l'erotismo e la fiducia. Il protagonista riscopre quindi il desiderio primitivo di tornare alle sue origini e di costruire qualcosa di solido, come rischio ma anche come bisogno personale, ottenendo con le sue sole forze la possibilità di annullare il divario tra sogni e realismo e poter vivere la propria vita secondo criteri diversi rispetto a quelli che ne avevano contraddistinto il passato.

Copyright © Spaziofilm.it 2007.

Scheda Film
Tutte Le Donne Della Mia Vita
Autore
anonymous
Data della recensione
2007-05-26 04:00:52
Provider
Cinematografo
Recensione

La Critica - Rassegna Stampa

"'Il cibo lo fa Dio ma il diavolo ha fatto i cuochi' oppure 'Dio è il più grande cuoco del mondo'. E' su queste note mistico-gastronomiche e sul tormentone da rimorchio: 'Lei si chiama proprio come mia madre' che si dipana la melocommedia di Simona Izzo 'Tutte le donne della mia vita' (...) Il protagonista è un casanova simpatico ma non pensate a Truffaut e 'L'uomo che amava le donne'. La Izzo preferisce la litigata passionale, la battuta acida e il riappacificamento latino intorno ai fornelli. Qualche stecca, qualche momento esagitato ma un gruppo di attori che recita con ardore: Zingaretti amabile guascone e Cescon splendida pazzoide rubano la scena a tutti." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 13 febbraio 2007) "La premiata ditta Izzo-Tognazzi confeziona una commedia di costume, devitalizzando finalmente ogni contenuto sociale. Solo un piacevole racconto nel quale emergono le personalità degli interpreti, il desiderio di arricchire il proprio punto di vista sulle famiglie di fatto, tema attuale, che sembra stare a cuore alla Izzo regista e sceneggiatrice con Graziano Diana e Alessandra La Capria. In realtà è un film che offre un esempio di buon cinema medio, educato e simpatico." (Adriano Di Carlo, 'Il Giornale', 13 aprile 2007) "Simona Izzo parte medianicamente da un'idea che sarebbe piaciuta al suocero Ugo Tognazzi: la vitalità primordiale della cucina. Non resta nel recinto di commedia furbetta ispirata alla lontana da Truffaut ed Edwards, gira l'angolo del dramma, cita Nietzsche, mette parrucchini al cast, fa la voce pastosa a Zingaretti nei momenti intimi e chiude con 'Se telefonando' scritta dal suo ex Costanzo. (...) Un sentimental mood gastronomico torinese che termina col nostro Montalbano Don Giovanni beato tra le donne e con mamma Gastoni con voce impostata che accetta il 'grazie nonna', mentre la musica che sembra di Morricone è proprio di Morricone. Si chiude coi panorami di Stromboli." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 13 aprile 2007) "Al cinema non ho incontrato molti cuochi. Ne ricordo uno ne 'Il cuoco, il ladro, sua moglie e l'amante', di Peter Greenaway e altri in 'Qualcuno sta uccidendo i più grandi cuochi di Europa', di Ted Kotcheff. Adesso ce ne propone uno nuovo, spiritosissimo, la nostra Simona Izzo, sceneggiatrice e regista, tenendolo in equilibrio sapiente fra la commedia e i sentimenti. Con un brio, una sensibilità e una piacevolezza di effetto sempre sicuro. (...) Con ritmi scioltissimi, anche nelle pause sentimentali, e con una tale varietà di accenti, dall'allegria, appunto, al ripensamento, dagli eventi felici a quelli in apparenza un po' mesti (c'è perfino un licenziamento tra i fornelli), da tener testa dal principio alla fine una divertita attenzione. Con il rammarico, insolito, che a un certo punto si arrivi a concludere. Lo suscitano anche dagli interpreti sempre felicissimi, da Luca Zingaretti, padrone saldo della commedia con le stesse qualità con cui, in altre occasioni, domina il dramma, al coro di donne che l'attornia: Vanessa Incontrada, la moglie, la cara, ben tornata Lisa Gastoni, la madre, Rosalinda Celentano, Michela Cescon, Jane Alexander. Tutte belle e frizzanti." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 15 aprile 2007)

Copyright © Cinematografo 2007.



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