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Tutta La Vita Davanti Recensione

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Film
Autore
anonymous
Data della recensione
2008-03-27 15:43:00
Provider
Cinematografo
Recensione
Narrato come una favola metropolitana da Laura Morante, Tutta la vita davanti combina realismo acre e cinico con toni leggeri e quasi 'luminosi'. Un film importante, sospeso tra musical e cinema di denuncia, tra storia di persone ordinarie e il racconto di scelte straordinarie, in cui commozione e divertimento vanno di pari passo. Merito del regista e dello sceneggiatore Francesco Bruni, che prendono spunto dalla realtà attuale e trasformano l'epopea urbana di una ragazza qualunque in uno specchio drammaticamente fedele, piacevolmente irriverente, dell'Italia di oggi. Una sorta di "elogio della razionalità e del buon senso" raccontato attraverso una trama intrigante, impreziosita dal talento di tutti i suoi protagonisti a partire dall'esordiente Isabella Ragonese, che porta sullo schermo rigore morale e voglia di leggerezza di una neolaureata in filosofia. In Tutta la vita davanti vengono distillate le nefandezze e le storture del nostro paese, opponendo ad esse una figura emblematica come quella di una giovane donna forte, capace di affrontare la vita con un certo piglio etico, senza ambire a diventare una santa: è questa la grande forza del film, che lo riconduce idealmente alle grandi commedie del passato come Una vita difficile. Per la recensione completa leggi il numero di marzo della Rivista del Cinematografo

Copyright © Cinematografo 2008.

Film
Tutta la vita davanti
Autore
anonymous
Data della recensione
2008-03-28 15:01:32
Provider
Spaziofilm.it
Recensione

L'arte di adattarsi

Marta è una brillante neolaureata in filosofia che, ottenuta la lode con la sua tesi su Heidegger, ha cominciato un estenuante pellegrinaggio attraverso innumerevoli colloqui di lavoro, senza successo. In difficoltà, ospitata da una ragazza madre e da sua figlia, trova un impiego part-time presso il call center della Multiple Italia, e una realtà nuova le si schiude davanti agli occhi: fra canzoncine motivazionali e premiazioni da villaggio vacanze, scoprirà un mondo ambiguo e privo si scrupoli…

Un'autentica commedia di costume

Eccoli i nuovi italiani del nuovo millennio, auricolare bluetooth per sentirsi un po' top manager, abito firmato come proprio vessillo e il sorriso patinato dei bei salotti televisivi, tutti gloriosamente in marcia verso il sol (calante) dell'avvenire. Sarà un caso che il manifesto di Tutta la vita davanti ricordi Il quarto stato di Pelizza da Volpedo? D'altra parte non ci sono più gli italiani 'straccioni e poetici” di una volta, e Virzì, memore del verbo morettiano che ci giudica 'un popolo diviso fra orrore e folclore”, tiene in vita gli ultimi residui di commedia all'italiana superandone allo stesso tempo gli stilemi più classici: le basi di realismo vengono stravolte e deformate dal grottesco, mentre una cornice di fiaba racchiude in sé l'intero cammino della protagonista. Ed è proprio quest'aura vagamente surreale a non convincere appieno, debole e fuori luogo quando vuole esprimere fantasie, speranze, sogni o stati d'animo dei personaggi, tutte sensazioni e visioni in buona parte affidate all'invadente voce off di Laura Morante. Ma non è che una cornice: perché il film, radicato com'è nel nostro tempo (e non solo per le questioni legate al lavoro precario), rappresenta un raro esempio di autentica satira di costume, che porta consapevolmente all'eccesso ambienti, situazioni e figure umane al fine di rivelarne la sottesa vacuità, e le labili fondamenta morali su cui poggiano. Delirante appare quindi la dimensione dei call center, folli – e soprattutto spietati con i presunti 'falliti” – i rituali collettivi da lavaggio del cervello (stupidamente machisti quelli maschili, semplicemente frivoli quelli femminili), in un mondo nutrito di cultura televisiva, luccicanti paillettes ed effimere promesse di successo.

Bravo Virzì, che si fa perdonare la fragile sfumatura fiabesca mostrando di saper giocare con le scene di massa e con l'affastellarsi caotico delle voci, e dirigendo bene i suoi interpreti, tutti al massimo della forma; fra questi Elio Germano, baffetti e colletto bianco da venditore, si conferma come uno degli attori più bravi ed eclettici del nostro cinema.

Copyright © Spaziofilm.it 2008.

Film
Tutta La Vita Davanti
Autore
anonymous
Data della recensione
2008-04-30 04:02:29
Provider
Cinematografo
Recensione

La Critica - Rassegna Stampa

"Dopo il semi passo falso di 'N ('Io e Napoleone') (dove si capiva che i meccanismi della commedia all'italiana, o di quello che è diventata, faticano a funzionare con i Grandi della Storia), 'Tutta la vita davanti' torna a guardare all'Italia di oggi, quella del lavoro precario e delle lauree che servono a poco o niente, quella del mito del successo e della televisione, della vita reale e di quella immaginata. In una 'confusione' di livelli di realtà che diventa anche un incrocio di generi e stili cinematografici, così che la lettura acre e svagata della commedia all'italiana si intrecci con levità poetizzante del sogno, cercando una strada che sembra voler mescolare la lezione di Monicelli con quella di Fellini. Con la passione civile del primo e il rimpianto della poesia del secondo." (Paolo Mereghetti, 'Corriere della Sera', 28 marzo 2008) "Sì, ci sono pleonasmi (la voce fuori campo di Laura Morante) ed eccessi cinefili, come uno dei finali, ricalcato da 'Viale del tramonto', con Sabrina Ferilli al posto di Gloria Swanson. Ci sono anche eccessi letterari (citazioni della Arendt, di Heidegger, di Schmitt e Junger, con la rivoluzione conservatrice tedesca che entra nella commedia all'italiana!). Soprattutto ci sono gli esterni, tutti girati d'agosto, sempre col deserto urbano circostanti. Ma sono dettagli rispetto alla bravura della protagonista Isabella Ragonese e delle comprimarie: incantevole e spiritosa Micaela Ramazzotti, misurata e autoironica Sabrina Ferilli. Lato maschile, il sindacalista adultero di Valerio Mastandrea e il cottimista isterico di Elio Germano riflettono bene la condizione di trentenni che, comunque schierati, valgono poco. Cioè quanto i loro schieramenti." (Maurizio Cabona, 'Il Giornale', 28 marzo 2008) "Paolo Virzì riesce a mettere tutto insieme con grande professionalità, amalgamando racconti e generazioni con l'arte propria della cinematografia. Con coraggio non scontato fa uso dei mezzi che gli sono propri (utilizzo dei generi, della musica, dei luoghi, della fotografia, degli attori) per fare delle sue intuizioni grande racconto per lo schermo. E, ad aggiungere ulteriore merito al suo lavoro, raggiunge un risultato finale che piacerà a molti, moltissimi. A chi fa finta di non sapere, a chi si vergognerà nel riconoscersi parte in causa, a chi è sfruttato e magari ancora non se n'è accorto." (Roberta Ronconi, 'Liberazione', 28 marzo 2008) "Magari tanti risvolti sfuggiranno ai più. Magari Paolo Virzì e Francesco Bruni suo compagno fisso di sceneggiature, che dalla culla si sono abbeverati a sorsate ghiotte alla fonte della commedia all'italiana, si saranno scocciati di sentirselo dire. E' un fatto che, nel suo esserne attuale e originale rilettura, 'Tutta la vita davanti' è una gerla traboccante di omaggi a quella tradizione. (...) Una brillante soluzione di sceneggiatura porta la Marta di Isabella Ragonese a ricomporre tutto, saperi ed esperienze di vita, nel saggio che le farà varcare l'ambita soglia di una prestigiosa università. Dove si formula un'audace chiave di lettura dell'oggi collegando Heidegger e call center, mito della caverna e reality show. (...) Tanto per non essere ipocriti: chi scrive si augura che questo film lo vedano in tantissimi, ma senza dimenticare di che stiamo parlando." (Paolo D'Agostini, 'la Repubblica', 28 marzo 2008) "Tragicommedia divertente e seria. Al regista Paolo Virzì (livornese, 44 anni) piacciono i film che comprendono tutto: poveri e ricchi industriali del nulla, coralità e individualismo, Bene e Male, decadenza del sindacato e giovani senza futuro, ignoranza e cultura, l'Italia a rotoli e il lavoro che non c'è. 'Tutta la vita davanti' appartiene al genere: e la brava protagonista quasi debuttante Isabella Ragonese, insieme con un cast assai ben scelto di interpreti-amici contribuisce notevolmente alla sua riuscita." (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 28 marzo 2008)

Copyright © Cinematografo 2008.



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