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"Anche se 'Tu, Io e Dupree' tira fuori il solito moralismo politically correct che sembra aver infettato tutte le commedie americane (Spirito di Billy WIlder, se ci sei batti un colpo...) non si può dire che l'immagine della famiglia che rispecchia sia precisamente edificante. (...) Magari Owen Wilson ci aveva viziati, portandoci a considerarlo uno dei migliori rappresentanti dell'ultima leva della commedia d'Oltreatlantico. Non si capisce, però, come abbia potuto dare fiducia (ne è anche produttore) a questo filmino povero di idee, concepito come una sequenza di sketch e di gag cucite assieme, tirate all'estremo ma scarse di inventiva. Il difetto principale, però, consiste nella mancanza di evoluzione dei caratteri. A parte Dupree, gli altri personaggi restano unidimensionali dall'inizio alla fine; sprecando le potenzialità di un cast assortito con una certa dovizia." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 10 novembre 2006) "Dopo tanti film indipendent, l'ex Bukowski Dillon (inizia a somigliare a Jack Palance) debutta nella family comedy con ruoli stereotipati: le donne sono tutte virago sentimentali, i giovani mariti van matti per il football e il disordine, strane coppie. Infatti il film di Anthony e Joe Russo è fotocopia di molti altri, vanta solo una simpatica complicità degli attori." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 11 novembre 2006)
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