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"Seguito di un film del 2002, 'Transporter: Extreme' è stato scritto da Luc Besson e Robert Mark Kamen, che già avevano lavorato insieme nel primo capitolo. La regia è invece questa volta affidata a Louis Leterrier ('Danny the Dog'). Meno male, perché questo secondo episodio è decisamente più incisivo e adrenalinico del primo. 'Transporter: Extreme' è un film senza pretese, che invece dà vita a sequenze mozzafiato. Il protagonista è credibile, benché nei panni di un personaggio assolutamente improbabile. E il suo antagonista è un indovinatissimo Alessandro Gassman nel ruolo di Gianni, un efferato killer, mafioso e molto siciliano: una delle sue interpretazioni migliori. Il resto è un delirio di combattimenti, inseguimenti e macchine volanti. Ma dietro a tutto c'è la mano lunga di Luc Besson. E si vede." (Roberta Bottari, 'Il Messaggero', 25 novembre 2005) "Come sempre Hollywood batte e ribatte sull'incasso. Dopo il primo 'Transporter', da noi quasi inosservato, ecco il bis extreme in cui viene coinvolto, con strano doppiaggio, anche il cattivissimo indigeno Alessandro Gassman: suo padre, alla stessa età, a Hollywood sospirava in 'Sombrero'. (...) Action, action, action, è la poetica americana di Luc Besson che sceneggia e produce con un'inventiva ai minimi termini in cui l'autore Leterrier segue solo l'intemperante logica dell' eroe pronto a tutto, ahimè con finale promessa di un terzo round. Botte da orbi anche negli studi medici e lotta sottomarina con aereo in picchiata: di tutto, di più, di troppo, al solito." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 26 novembre 2005) "Il primo 'Transporter' era un serie B neanche malvagio. Col seguito, che in America ha incassato qualcosa come 40 milioni di dollari, andiamo peggio: praticamente il film svanisce lasciando, la suo posto, un catalogo di combattimenti, inseguimenti, acrobazie cuciti col filo bianco di una storia che più banale non si può. (...) I botti e i fuochi d'artificio cercano di distrarti dall'abissale vacuità del tutto e anche la parte strettamente linguistica (inquadrature, montaggio, raccordi) è trascurata e sgrammaticata. Restano gli effetti al computer e le scene di scontro fisico, coreografate da Corey Yuen. Tanto vale giocare ai videogame." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 2 dicembre 2005)
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