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Trama
Da molti secoli, due razze di robot alieni - gli Autobots e i Decepticons si fronteggiano in una guerra terribile, il cui trofeo finale è il futuro dell'universo. Quando la Terra diventa il teatro della loro battaglia finale, i malvagi Decepticons scoprono che l'unico ostacolo per raggiungere l'ambita vittoria, è costituito dal giovane Sam Witwicky (Shia LaBeouf), un normalissimo adolescente alle prese con i tipici problemi dei ragazzi della sua età: la scuola, gli amici, le automobili e le ragazze. Sam, ignaro di essere l'unico e assoluto responsabile della sopravvivenza degli esseri umani, si ritroverà, insieme alla sua amica Mikaela (Megan Fox), coinvolto in uno spaventoso braccio di ferro tra Autobots e Decepticons.
Verso il film
Come tutti sappiamo i protagonisti del film derivano da una ventennale tradizione di giocattoli, cartoni animati, fumetti e quant'altro, che hanno appassionato buona parte del mondo, compresa l'Italia.
La trasposizione cinematografica di questo brand parte da volontà e presupposti precisi, che danno un'impronta di forte originalità allo spettacolo offerto. Dal punto di vista strettamente narrativo la base di partenza è molto simile a ciò che conoscevamo: Autobot e Decepticon (in italiano li conoscevamo come Autorobot e Distructor) fanno parte di una razza aliena di robot intelligenti, vero anello di congiunzione tra macchina e vita, che giungono sulla Terra proveniendo dal lontano pianeta Cybertron, mondo sconvolto dalla guerra e dalla lotta tra fazioni opposte. Al di là di piccole differenze (nel cartone i robot arrivano sulla Terra milioni di anni fa, mentre nel film l'unico personaggio già presente sul pianeta è Megatron, e nemmeno da molti anni), come nella serie ci troviamo di fronte a due gruppi contrapposti, che si combattono per la conquista (Decepticon) o in nome della libertà (Autobot). Sullo sfondo un misterioso cubo, fonte di vita e di potere, sorta di divinità impersonale, di primigenio accumulo di energia bio-meccanica che sembra una specie di derivazione profana e commerciale del monolite di '2001 – Odissea nello spazio”. Megatron vuole impossessarsi del suo potere, Optimus è disposto a distruggersi con esso pur di salvare la vita degli uomini.
Anche a livello di singoli personaggi troviamo ovvie e gradite presenze: Optimus Prime (Commander nella vecchia traduzione), Megatron, Bumblebee (Maggiolino, qui diventato una fiammante Camaro) e tutta una serie di altri robot guerrieri.
Le similitudini, pur presenti e importanti, non vanno però molto oltre. È soprattutto dal punto di vista visivo che 'Transformers” segna una netta differenza col passato, soprattutto rispetto alla prima prima serie di cartoni, la cosiddetta 'Generation 1”. Il film presenta una resa dei personaggi molto più adulta, allontanando prepotentemente il rischio di una messa in scena troppo fumettosa, che avrebbe fatto pensare ai Power Rangers (giusto per capirci…).
Quelli che vediamo al cinema sono i tranformers del 2007, estremamente complessi dal punto di vista visivo e strutturale, che solo in alcuni, inossidabili tratti ricordano precisamente i vecchi robot animati (ad esempio i pettorali-fanali di Optimus). Quello che salta agli occhi è dunque il desidero di rendere contemporaneo un soggetto che ha ancora molto da dire, ma che abbisognava di un restyling che lo facesse approdare nel Ventunesimo Secolo.
Due ore da mozzare il fiato
'Transformers” è un film tipicamente americano. C'è molta azione, ci sono gli effetti speciali, protagonista è un ragazzo semplice e un po' sfigato che finisce con l'avere sulle spalle il destino del mondo, c'è persino la bella ragazza potenzialmente oca ma in realtà molto più in gamba di quello che si potrebbe pensare. Ci sono i buoni sentimenti e c'è il lieto fine.
Quello che il film riesce a fare è prendere questi elementi assolutamente tradizionali e tradurli in uno spettacolo vero, potente ed esaltante, che tiene incollati alla poltrona per due ore abbondanti. È come se mettessimo gli ingredienti di una normale torta al cioccolato di fronte a uno chef e contemporaneamente davanti a uno che di cucina capisce poco o nulla. Dalla stessa base il cuoco di professione creerà un piatto prelibato, ancorché in parte già conosciuto, mentre l'altro tirerà fuori dal forno una poltiglia immangiabile. 'Transformers” è certamente un'ottima torta, e Michael Bay uno chef d'alta classe.
Sin dalle prime battute veniamo rapiti all'interno di una storia incalzante e tesissima che pur in un contesto necessariamente 'esagerato” (siamo pur sempre nella fantascienza) riesce a giustificare in modo naturale ogni sua mossa, lasciando pochissimi, insignificanti buchi. Si veda ad esempio come con poche inquadrature capiamo che i Transformerss possono assumere diverse forme, pur avendone ovviamente una preferita. Questo spiega perché i robot alieni si trasformano in mezzi comunissimi sulla Terra: semplicemente li hanno copiati una volta giunti qui!
La tensione che pervade l'intera pellicola è creata certamente attraverso una trama ben sviluppata, ma soprattutto grazie a una regia e un montaggio assolutamente perfetti, calibrati al millimetro per dare allo spettatore le informazioni di cui ha bisogno in modo chiaro ma mai ridondante, pronti a passare rapidamente al blocco successivo, eliminando i momenti morti.
A questo si aggiungano effetti speciali semplicemente da urlo, che ci propongono robot incredibilmente realistici che si rapportano alla perfezione con l'ambiente, senza mai dare l'impressione di qualcosa di 'incollato” a posteriori (come di fatto è!).
Una menzione particolare merita anche la colonna sonora, meravigliosamente epica, sempre gestita al punto giusto, tale da non essere invadente, ma insieme capace di supportare con forza le immagini.
Il cast è certamente di alto livello, con i mostri sacri Jon Voight e un divertentissimo John Turturro che fanno da nobili spalle al giovane ma talentuoso Shia LaBeouf e alla splendida Megan Fox.
E chiudo questo paragrafo con un elemento apparentemente superfluo in un film d'azione, ma in realtà fondamentale nella gestione della suspense e nell'alleggerimento di una trama che altrimenti potrebbe risultare troppo caricata: 'Transformers”, in più di una occasione, regala grasse risate. La sceneggiatura è tutta punteggiata di momenti comici, che non minano mai la creazione della tensione dando al contrario un tocco di classe alla pellicola, che dimostra in diversi momenti di saper anche ridere di sé stessa.
Tra i tanti esempi che a questo proposito di potrebbero fare ne cito uno, non certo il più divertente, ma significativo di un approccio anche goliardico e gioioso nei riguardi della materia trattata: al momento dell'arrivo dei robot sulla Terra, essi appaiono come meteore che si schiantano al suolo facendo non poco danno. Un ragazzo, per nulla impaurito dalla situazione, esce di casa col suo cellulare per scattare foto e fare filmati. In preda a un entusiasmo incontenibile grida 'Questo è cento volte meglio di Armageddon”. Ora, la frase è evidentemente metatestuale e fa riferimento all'intero film. Un'uscita che risulterebbe un po' spocchiosa, se solo non consideriamo che il regista del film cult con Bruce Willis è lo stesso di 'Transformers”! Il passo dalla possibile spocchia all'autoironia intelligente è dunque molto breve.
Un piccolo freno all'entusiasmo
Ammetto di essermi fatto un po' trascinare poichè faccio francamente fatica a contenere un fanciullesco e irrazionale entusiasmo di fronte a questo film che mi è sembrato splendido.
Ecco allora un breve paragrafo relativo ai difetti del film. In realtà qualunque lungometraggio tratto da cartoni e/o fumetti si presta a critiche diverse e in larga parte soggettive, derivanti dal rapporto sempre diverso che in gioventù abbiamo avuto con quegli stessi personaggi. Per cui, come in parte accennato, qualche purista potrebbe non apprezzare alcune scelte narrative e stilistiche.
Personalmente, ritengo che a tratti (ma non spesso fortunatamente) ci si perda in una facile retorica, per cui Optimus intavola discorsi di un buonismo forse eccessivo, che certamente è parte del retaggio lasciato dalla tradizione, ma che forse stona leggermente in un contesto complessivamente più adulto.
Potremmo anche parlare a lungo di certe scelte relative al finale (che non svelo) o ad altri passaggi intermedi. Preferisco comunque fermarmi qui, per non addentrarmi in terreni sdrucciolevoli fatti di polemiche necessariamente destinate a rimanere aperte a tempo indefinito.
Rimandi
È giusto sottolineare, pur in poche righe, come gli autori siano stati ben coscienti di non entrare in un genere nuovo e tutto da scoprire. Gli action-movie esistono da sempre e sempre esisteranno, pensare di sbaragliare la concorrenza (anche se poi almeno in parte ci si riesce) sarebbe arrogante e inaccettabile. Ecco allora disseminati nel film tutta una serie di rimandi più o meno espliciti ad altre pellicole, che celebrano probabilmente il tributo verso capolavori del passato. Potremmo citare 'King Kong”, 'Terminator” e molti altri, ma il richiamo forse più curioso è quello a 'Batman”, quando vediamo uno dei robot chiamare a raccolta i suoi compagni proiettando il proprio logo su un cielo coperto di nuvole.
Un regista sottovalutato
Menzione particolare merita il direttore di questa affascinante orchestra, vale a dire Michael Bay. Dopo prove di grande successo come il citato 'Armageddon”, 'The Island”, i due capitoli di 'Bad Boys”, 'Pearl Harbor”, 'The Rock”, Bay si conferma una volta per tutte come il vero maestro del cinema d'azione contemporaneo.
Troppo spesso registi come lui sono bistrattati dalla critica, in quanto (si dice) incapaci di portare uno sguardo realmente 'autoriale” nel loro lavoro. Dove con 'autore” si finisce quasi inevitabilmente con l'etichettare un personaggio capace sì di creare grandi visioni, ma che sovente rimangono molto personali, destinate di fatto a uno sparuto gruppo di appassionati.
Per una volta rendiamo merito a un regista che, come pochi altri, sa costruire spettacoli di incredibile impatto, capaci di scolpirsi nel cuore degli appassionati, e di far passare una piacevole serata a tutti gli altri. Non è affatto un risultato così scontato, e ci sono parecchi film brutti pronti a testimoniarlo.
Conclusione
'Transformers”, come credo si sarà capito, è un film poderoso. Partendo da una tradizione narrativa complessa e molto amata crea uno spettacolo purissimo, pieno di azione, suspense e comicità, calibratissimo nei suoi meccanismi e capace di raggiungere alti livelli in ogni sua componente (regia, montaggio, effetti visivi, colonna sonora).
Certo, rimane un classico film d'azione americano, che quindi potrebbe continuare a non stuzzicare particolarmente il palato di chi non è solito seguire quel tipo di prodotti.
Ma credo sia impossibile non ammettere che, all'interno del suo genere, sia uno dei migliori film degli ultimi anni.
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