Teresa Numa, nata ad Anzio in una famiglia numerosa, si trova costretta ad abbandonare la casa paterna e a cercare lavoro. Lasciati dieci posti in sette anni, finisce per fare la sguattera presso il capostazione Cav. Nardecchia a Campo di Carne. Qui genera un figlio ma riesce a sposare Sisto, padre della creatura solo diversi anni dopo. Morto il coniuge fascista nel corso dello sbarco degli Alleati in Sicilia, Teresa si trasferisce momentaneamente a Roma ove incomincia a vivere di espedienti e fa lega con alcuni ladruncoli. Finita in prigione nell'imminenza della "liberazione", quando ne esce tenta inutilmente la fortuna a Livorno, a Genova e a Milano. Di nuovo a Roma, quando non è in carcere o addirittura in manicomio si lega prima a Tonino, autista di un ministro, e poi al ladruncolo Ercoletto. Dimessa dal manicomio criminale, invecchiata e semidistrutta, torna ad Anzio per riassaporare un po' di illusoria felicità nei campi fioriti che la conobbero bambina.



