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Trama
Quattro amici, ormai alle soglie della mezza età, vivono una vita normale, piena di stress e senza particolari emozioni. Il loro unico svago è l'uscita domenicale in moto, con lo scopo di sentirsi ancora giovani e pieni di vita. Un giorno uno dei quattro decide che è il momento di fare un viaggio vero, da Cincinnati alle spiagge della California. Ma sulla loro strada i quattro improvvisati biker troveranno molte sorprese, tra cui una banda di irascibili motociclisti.
Commento
Che dire di fronte a un film come 'Wild Hogs”? In primo luogo che la versione italiana del titolo non è affatto appropriata: ammetterete con me che il titolo originale, peraltro ben radicato nel tessuto della storia (è il nome della piccola banda di motociclisti formata dai quattro protagonisti), è di gran lunga migliore rispetto all'italianizzato 'Svalvolati on the road”.
Dopo questa doverosa premessa, passiamo al film. Il trailer era stato molto accattivante, pieno di humour e grandi star. La pellicola completa, nel complesso, non delude le aspettative, pur non essendo in grado di soddisfarle in pieno. Il cast è effettivamente di primissimo livello: da Travolta a William Macy, passando per il tatuatissimo Ray Liotta, tutti si comportano egregiamente, dando vita a personaggi certo non molto complessi (una commedia come questa ha più bisogno di macchiette) ma comunque efficaci. Il film si snoda attraverso una serie di situazioni diverse, tutte votate alla creazione di gag più o meno riuscite: dalla presentazione iniziale dei quattro protagonisti e dei loro problemi familiar-lavorativi (con tanto di didascalia per il nome) alla loro decisione di partire, dai goffi tentativi di essere ancora giovani e vigorosi agli incontri poco fortunati con un poliziotto gay e un gruppo di motociclisti decisamente poco simpatici (la banda dei Del Fuegos, che rappresentano i cattivi della storia).
Non siamo comunque in presenza di un banale e frammentario collage di sketch, perché la storia, pur non essendo particolarmente originale, ha una buona struttura, semplice ma ben riuscita in un prodotto di questo tipo. Non sempre si ride quando si dovrebbe (o quando vorrebbero regista e sceneggiatori), in quanto alcune battute sanno di già visto altrove, ma la pellicola riesce a strappare una risata in più di un'occasione.
Il difetto maggiore di Wild Hogs è probabilmente quello di puntare un po' troppo in alto. I toni da comico puro (pallonate all'inguine, William Macy che ogni volta che può va a sbattere da qualche parte con la moto, chili troppo piccante, incornate di toro) sono affiancati superficialmente a momenti che vorrebbero apparire più riflessivi, ma che in realtà sanno di posticcio, di tentativo di infondere in extremis maggiore spessore alla pellicola. Forse sarebbe stato meglio concentrarsi solo sull'effetto comico e magari qualcosa di più profondo sarebbe comunque emerso in modo spontaneo.
Malgrado qualche difetto strutturale e qualche battuta un po' infelice, il film rimane godibile. Considerate anche che il mondo delle moto ha sempre un fascino sigolare (fatto di giubbotti di cuoio, motori rombanti e strade dritte fin dentro il tramonto), anche in questa versione mi verrebbe da dire "impiegatizia". Non è un capolavoro (nemmeno un capolavoro della risata), ma se cercate una serata spensierata, magari con un gruppo di amici, Svalvolati può essere quello che fa per voi.
La chicca
Tenete d'occhio i titoli di coda, davvero molto simpatici!
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"A volte un critico si trasforma in Alberto Sordi e si trova ad ammettere: 'Gli americani so' forti'. Prendete 'Svalvolati on the road' (...) Quattro attori per tutto il pubblico. Risultato: 152 milioni al box office Usa. Esperimento chimico senza cuore? No. Alla fine della gita il viaggio vale la candela della moto. Poliziotti della stradale gay, band di motociclisti cattivi-cattivi, una cittadina in mezzo al nulla dove riscoprire se stessi (topos hollywoodiano: da Cars a Doc Hollywood), scazzottata finale in cui i nostri ne prendono tante. Più scorrono i minuti, più ci credi. E Macy è super come candido idiota informatico. Occhio al finale che non ti aspetti con il cattivo-cattivo Ray Lotta che crolla emotivamente in uno show tv. Cammeo di Peter Fonda alla Easy Rider. Gli americani so' forti." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 20 aprile 2007) Come interessare gli adolescenti alle vicende di quattro cinquantenni (John Travolta, William H. Macy, Martin Lawrence e Tim Allen)? Ridicolizzandoli, come fa 'Svalvolati on the Road' - senza un po' d'inglese nel titolo italiano, il pubblico avrebbe disertato? - di Walt Becker, in originale 'Wild Hogs', film che ha incassato molto negli Stati Uniti, presumibilmente fuori dalle grandi città.(...) La formula è dunque un ibrido fra quella di 'Un tranquillo week end di paura' e quella di 'Scappo dalla città'. Travolta sta tornando al quintale, Lawrence l'ha superato da un pezzo, Allen è un mistero (perché lo fanno recitare?) e Macy fa, per l'ennesima volta, l'invertebrato. Di contorno, Ray Liotta è il motociclista rurale che si prende sul serio e fa il prepotente con i motociclisti urbani che non si prendono sul serio; Marisa Tomei è la ex ragazza di provincia in attesa della seconda chance, tanto per scrivere anche noi in inglese una parola sì e una no." (Maurizio Cabona, 'Il Giornale', 20 aprile 2007) "Quattro sfigati middle class che si vestono di pelle e si fingono machi roboanti a tutta birra: difendono sul serio una fanciulla contro veri mascalzoni in moto, i Del Fuegos di Ray Liotta. Citando ironicamente 'Easy Rider' (alla fine compare Peter Fonda) e molto cinema on the road, il film di Walter Becker, ricco di battute omofobe, è per minorenni, tutto prevedibile, finto, melenso e volgare." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 20 aprile 2007) "John Travolta continua a vivere il momento d'oro della maturità. L'icona del ballerino scolpita negli anni '70 da 'La febbre del sabato sera' e 'Grease', genialmente riconvertita da Tarantino con 'Pulp Fiction', a 53 anni si sottopone a un ennesimo lifting artistico con il personaggio di un motociclista nella commedia 'Svalvolati on the road'. (...) Il vagabondaggio sulle due ruote è immerso in un clima goliardico che si respirava anche sul set, la commedia scivola e diverte senza infamia e senza lode grazie naturalmente all'affiatamento dei quattro interpreti cementato dal carisma di Travolta, che non può fare a meno di citarsi esibendosi in una straordinaria performance danzante. In seguito alla citazione in giudizio dei veri motociclisti, i mitici Hell's Angels, il cui nome era stato utilizzato per il gruppo, la Disney è stata costretta a cambiarlo." (Alberto Castellano, 'Il Mattino', 21 aprile 2007)
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