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Spinoff voluto dai fratelli Salkind, gli stessi produttori della Saga di Superman, "Supergirl la ragazza d' acciaio" esce nelle sane italiane nel 1985 con il chiaro scopo di rilanciare il filone dopo l'insuccesso di "Superman III". Il film diretto dal francese Jeannot Szwarc é un flop al botteghino soprettutto negli USA. Visto oggi a più di 20 anni di distanza "Supergirl" appare uno strano oggetto che può divertire ragazzi e teen-agers appassionati di fumetti e di supereroi. La regia é piuttosto piatta e lo script tanto assurdo da risultare quasi divertente; lo sceneggiatore David Odell scrive alcune delle battute più sciocche della storia del cinema che mescolate a situazioni semi-parodiche hanno reso questo tipico prodotto anni 80 una sorta di B-movie cult che conta ancora molti appassionati soprattutto tra gli americani e inglesi.
Il maggior merito del film sta senza dubbio nella sua splendida protagonista: la bellissima Helen Slater. La bionda Helen, al suo esordio sul grande schermo, possiede il classico "Physique du Role" e rappresenta la perfetta incarnazione dell'eroina dei fumetti. La giovane attrice, allora appena diciannovenne, con i suoi occhioni blu e le gambe da cerbiatta illumina l'intera pellicola risplendendo di luce propria. Il film é attraversato dal talento cristallino di Peter O'Toole che assicura la solita elegante e ironica presenza nei panni del mentore di Supergirl: Zaltar. Accanto alla bellissima protagonista e al grande attore irlandese il film propone altri motivi di interesse nella meravigliosa musica di Jerry Goldsmith e nella fotografia che riesce a riprodurre ottimamante i colori tipici del fumetto. Per il grande pubblico le gradite sorprese non sono finite: c'é Mia Farrow nei panni della madre di Supergirl, come sempre deliziosa anche se in un piccolo ruolo; mentre se per Superman c'era una Lois Lane, qui per Supergirl c'é il bel boy-friend Etahn interpretato dall'aitante Hart Bochner. La storia é ricalcata un po' su quella del "Mago di Oz": la giovane fanciulla Kara (Helen Slater), smarrito per errore un potente oggetto l' Omegahedron, indispensabile per la sopravvivenza della sua gente, deve partire alla sua ricerca. Kara dal pianeta Argo é costretta a scendere sulla terra, un pianeta a lei del tutto sconosciuto ma che ben presto imparerà ad amare. Qui, assume l'identità della timida studentessa Linda Lee e si fa molti amici: dalla simpatica compagna di stanza Lucy (Maureen Teefy) al suo boy-friend Jimmy (Marc McClure) fino al bel Etahn di cui si innamorerà. Purtroppo per lei l' Omegahedron finisce nelle grinfie della perfida strega Selena (Faye Dunaway) che sogna di dominare il mondo. Grazie all' inaspettato potere che le deriva dall' oggetto Selena si sbarazza di Supergirl spedendola nella dimensione aliena della Zona Fantasma e indisturbata si impossessa di Etahn con un incantesimo e si appresta a mettere in atto il suo folle piano di dominio sul mondo. Solo grazie all'aiuto di Zaltar, Supergirl riuscirà a fuggire dalla zona fantasma e sconfiggere la strega nello scontro finale. Riconquistato l' Omegahedron e l'amore di Etahn, Supergirl potrà tornare, felice sul pianeta Argo....mentre la pace scende nuovamente sulla terra. I motivi dell'insuccesso di "Supergirl" alla sua uscita vanno forse ricercati proprio nella sceneggiatura grottesca e piena di buchi.....ai fans non piacque questo taglio da parodia dato al film con un "villain" assai improbabile e mai veramente minaccioso. Selena é infatti una maldestra strega di mezza età che vive leggendo i tarocchi e i fondi del thé in un parco divertimenti abbandonato: non é particolarmente scaltra, non é molto intelligente né potente ed é quindi davvero difficile pensare che questa bizzarra figura possa dominare il mondo: tanto più che la sua maggior preoccupazione sembra essere quella di portarsi a letto l'affascinante Etahn: impresa, francamente disperata almeno quanto quella di conquistare il mondo e sconfiggere Supergirl. Il ruolo sembra cucito addosso alla sua interprete Faye Dunaway, chiamata all'ultimo momento a sostituire Dolly Parton nel ruolo dell'antagonista della Slater. Sembra infatti che la Parton avrebbe dovuto interpretare una Selena molto diversa: una sorta di procace donna della porta accanto che venuta a contatto dell' Omegahedron veniva investita da una bramosia di potere che ne aumentava vertiginosamente l'ambizione fino a farla diventare un pericolo per l'intero pianeta. Alla fine però liberata dall'influenza della potente sfera Selena tornava la persona normale che era prima. Al contrario con l'ingaggio della più matura Dunaway anche fisicamente agli antipodi rispetto alla giovane e ingenua Slater ma anche alla frizzante e prosperosa Parton, il personaggio assumeva caratteri sempre più grotteschi. Proprio la presenza strabordante e sopra le righe della signora Dunaway nei panni della strega assetata di potere e di bei maschioni, costituisce il maggiore problema per i detrattori del film. La malvagia Faye sembra divertirsi un mondo pavoneggiandosi nel suo personaggio improbabile ma anche gli amanti del camp non potranno fare a meno di notare che non é mai stata così vicina al ridicolo. Nell'idea di regista e sceneggiatore il film si gioca proprio sul contrasto tra la bella supereroina e la perfida Selena, moderna versione della Perfida Strega del West del "Mago di Oz" e in effetti con i suoi zigomi sporgenti, l'eccentrico make-up e uno sfavillante guardaroba kitsch la Dunaway possiede le "physique du role" come strega almeno quanto la Slater é perfetta come SuperGirl...
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