Street music
Abbandonate le finte atmosfere di accusa sociale del primo capitolo, questo Step up 2 si prende meno sul serio e carica pesantemente la mano sulla fusione di musica e acrobazie all'interno di un mondo volutamente patinato. Trattandosi di uno spin off e non di un vero e proprio sequel, la pellicola riprende soprattutto gli ambienti del fortunato primo capitolo, creando una certa continuità narrativa utilizzando il personaggio di Tyler Gage (sempre interpretato da Channing Tatum) per avviare la carriera di Andie. La ribelle Andie (Briana Evigan) vive creando scompiglio tra le strade con la sua 410, crew di strada cinque volte vincitrice della competizione più importante e rappresentativa in assoluto di tutta Baltimora: la The Streets. Notata dal fratello proprietario della Maryland School of the Arts, Andie viene calata con forza nell'elitaria scuola, orientata verso un insegnamento rigido e professionale. Tuttavia la voglia di esprimersi, innata in lei e in molti altri ragazzi, le farà credere di poter creare da sè una nuova crew, la quale andrà in diretta competizione con la 410. I problemi e le sorprese sono però dietro l'angolo...
Folli coreografie
Film diretto da un ex ballerino (oggi regista di un certo talento artistico), John M. Chu mette in scena un musical di strada pieno di ritmo e movimento. Sensualità e acrobazie si fondono per dar vita a una pellicola dichiaratamente giovanile, dove artisti dall'incredibile talento mettono in mostra il proprio stile di ballo: dal tip tap al popping, fino a toccare la break dance e l'hip hop. Differente per impostazione concettuale dal disneyano High School Musical, Step up 2, pur lanciando messaggi di fratellanza e disagio giovanile piuttosto stereotipati, ha il grande pregio di saperli sviluppare a dovere, senza strafare. Non nascondendo la sua natura di puro enterteinment, alla narrazione viene dato un ruolo piuttosto marginale rispetto alla ben più ridondante espressione fisica; e il risultato premia in un certo qual senso la sincerità d'approccio. Energica la colonna sonora - con nomi come Missy Elliot, T-Pain, Flo Rida e KC - che non potrà che galvanizzare tutti gli appassionati al genere.
Peccato che in fase di montaggio siano state tolte alcune delle scene visibili nel trailer, che facevano intendere un impiego ancora più massiccio delle acrobazie a ritmo di musica. Benché si confermi questa l'attrazione maggiore, l'abbondanza avrebbe reso ancora più appetitoso un piatto che allo stato attuale divertirà comunque una grossa fetta di pubblico.
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"Gonfio di dejà vu e retorica giovanilistica, il film è indirizzato coerentemente verso un pubblico amico: quello dei giovani discotecari. Però non fa danni, non è volgare e si fa preferire alle squallide vicende horror, indirizzate allo stesso pubblico." (Adriano Di Carlo, 'Il Giornale', 18 aprile 2008) "Tre coreografi free dance, bacini in flusso pelvico e ombelichi parlanti, acrobazie su strada; l'etica giovane del successo tipo 'Amici' della De Filippi. Dirige l'americano 28enne John Chu che ha tenuto separate le due squadre tra cui Briana Evigan e il capo clan, il fenomenale Robert Hoffman che in attesa del 'Lago dei cigni' farà anche il numero tre."(Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 18 aprile 2008) "Non è certo per la sceneggiatura più che prevedibile che si apprezza 'Step Up 2' di Jon Chu, bensì per l'esplosione di energia dinamica che scaturisce dalle inventive coreografie. A questo sequel del successo del 2006 manca il fascino del totem Channing Tatum (esploderà definitivamente nel prossimo Michael Mann?) che nel primo episodio muoveva i primi passi da futura star. In compenso aumentano le scene di dimenamento con esplosione finale in una gara di ballo che coinvolge mezza Baltimora e tutte le maggiori star hip-hop. Sotto il vestito del cinema giovanilista si nasconde il film a tesi: sfidarsi con il corpo e non con le pistole, sulla scia del documentario 'Rize' (2005) di David LaChapelle. E' l'interessante filone hollywoodiano degli ultimi anni 'fate la danza, non fate la guerra' di cui la saghetta 'Step Up' è degna componente." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 25 aprile 2008) "Forte dei 65 milioni di teen ager-dollari del primo 'Step up', ecco il bis: (...) Parole consunte dall'uso, di pochissimo interesse nel riassunto sociologico, ma la parte musical coreografica guidata da Shankman, regista di 'Hairspray', ha momenti felici e dinamici soprattutto nel finale scatenato e bagnato alla Gene Kelly in the rain. Tre coreografi free dance, bacini in flusso pelvico e ombelichi parlanti, acrobazie su strada (sulla scia del grande Michael Kidd di 7 spose, di Saddler, Ross, Fosse): l'etica giovane del successo tipo 'Amici' della De Filippi. Dirige l'americano 28enne John Chu che ha tenuto separate le due squadre tra cui Briana Evigan e il capo clan, il fenomenale Robert Hoffman che in attesa del Lago dei cigni farà anche il n° 3." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 25 aprile 2008)
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