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"Dopo '21 grammi' e 'The Ring', la Watts appare in un altro giallo parapsichico e McGregor ancora fuori parte, con l'aggravante che il regista tedesco Forster da inglese lo manda al lavoro in abito tweed e su una bicicletta - temerario - fra le auto di Manhattan; la Watts sgrana ancora una volta gli occhi azzurri davanti all'inesplicabile." (Maurizio Cabona, 'Il Giornale', 14 febbraio 2006) "'Stay - Nel labirinto della mente' non si trasforma nell'ennesima corsa contro il tempo per salvare una vita. Perché lo psichiatra viene piano piano risucchiato nel mondo di Henry, un universo che prima appare singolare, poi inquietante, alla fine surreale... O è il contrario? E se fosse invece la vita di Sam ad essere fuori dalla realtà? Che fine ha fatto la psichiatra che lui sostituisce e che, guarda caso, non risponde mai al telefono? E perché la sua fidanzata ha quelle significative cicatrici sulle vene dei polsi? Marc Forster gioca il suo thriller psicanalitico, mescolando realtà e allucinazione, in un'atmosfera super-onirica. Si può obiettare che il film sia pretestuoso, ed è una possibile lettura. Ma è anche vero che 'Stay' può contare su un finale sorprendente, che costringe a ripensare tutto ciò che si è visto prima, e su un Bob Hoskins che interpreta uno dei migliori ciechi della storia del cinema." (Roberta Bottari, 'Il Messaggero', 10 marzo 2006)
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