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"In 'Star Trek - La nemesi' di Stuart Baird il capitano Picard fronteggia un'arma di distruzione di massa controllata da un cattivo che discende dal suo stesso dna. Film su cloni, ma clone a sua volta. Troppo simile a 'Star Trek II - L'ira di Khan'. Ma la pellicola di Baird manca anche di un senso genuino della minaccia che incombe. I fan dell'Enterprise si preparino al peggio. Drammatico flop in Usa e saga a rischio chiusura". (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 16 maggio 2003) "Decimo episodio per il grande schermo delle avventure spaziali ideate da Gene Roddenberry, 'Star Trek - La Nemesi' ha un soggetto abbastanza incasinato, ma che contiene tutti i codici della saga, sviluppa una trama autonoma per il pubblico più vasto: insomma, disporrebbe dei numeri per riuscire un ottimo episodio. Perche, allora, e così deludente? Perche esagera nel moltiplicare i temi e i sott'intrecci, intanto, confondendo le piste narrative e moltiplicando i personaggi con relativi dilemmi. Ma soprattutto per la regia pigra, prevedibile e assolutamente povera d'energia di Baird, che si limita a fotografare lunghi dialoghi concettosi, moraleggianti e puritani, perdendo continuamente l'attenzione dello spettatore. (...) A dirlo crudamente, anche per la 'next generation' sembra avvicinarsi il momento della pensione. Come sottolinea l'aspetto degli attori; incluso il povero Data, il quale passera alla storia della fantascienza come il primo androide che invecchia". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 17 maggio 2003) "L'iniezione di abbondante sangue fresco (un regista che lavorò col visionario Ken Russell, lo sceneggiatore de 'Il gladiatore', un costumista che ha bazzicato Gotham City) rivitalizza con toni e look vampireschi la saga vecchiotta dell'Enterprise giunta al decimo episodio sul grande schermo. Dopo anni di vacche spaziali magrissime la saga rialza la testa. Il capitano Picard si crede sull'orlo della pace con i Romuliani, ma dovra vedersela con un suo clone in un drammatico scontro che non risparmia gli effetti visivi. I trekkies possono ritenersi soddisfatti: facce note, cinema onesto, due ore di fracasso ben gestito". (Alessio Guzzano, 'City', 22 maggio 2003)
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