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Speed Racer Recensione

"Speed Racer" recensioni

Scheda Film
Speed Racer
Autore
anonymous
Data della recensione
2008-05-09 08:01:10
Provider
Spaziofilm.it
Recensione

Nato per vincere

Nato per la competizione, Speed Racer (Emile Hirsh) è un giovane ragazzo che intende diventare il corridore numero uno al mondo. Guida la sua auto come fosse un videogame: è aggressivo, impavido e incisivo; non teme alcun confronto. Uno dei tanti fantasmi del passato - la morte del leggendario fratello Rex - lo sprona a scontrarsi col presente carico di rabbia e determinazione, tanto che le sue gare sono un tripudio di spettacolare creatività su quattro ruote. Suo padre Pops Racer (John Goodman), il creatore del magnifico veicolo di Speed, la Mach 5, lo aiuta costantemente ad affrontare le insidie commerciali della Royalton Industries, rimembrandogli l'importanza della trasparenza e del valore familiare. Ma benché le buone intenzioni ci siano, l'arcigno Royalton (Roger Allam) persisterà nell'intento di distruggergli la vita e la carriera...

Corsa familiare

Il nuovo film di Larry Wachowski e Andy Wachowski prende spunto dalla fortunata serie animata degli anni Sessanta Superauto Mach 5, che i meno giovani tra i lettori ricorderanno molto piacevolmente. Creata da Tatsuo Yoshida (tra le sue creature ricordo Gatchaman e Kyashan) nel 1966, l'anime trattava sommariamente svariati temi importanti, tra cui, com'è ovvio, l'enorme passione per le corse.

Facendo un rapido confronto, le distanze tra il film e l'omonima serie televisiva si concentrano innanzitutto sul prevedibile modernismo scenografico, che disegna una realtà da fumetto densa di colori sfavillanti e passaggi di macchina improvvisi. La regia è frenetica giacché sfrutta i famosi segreti tecnologici della Mach 5 per improvvisare salti, lotte a bordo pista e ribaltamenti da cardiopalma. Lo spettacolo da questo punto di vista è garantito, ma c'è da dire che nonostante il cast apporti un certo karma alla narrazione, l'eccessiva pastosità del girato lo avvicina alla passiva natura di un videogioco, ponendolo tra la velocità irrealistica di Wipeout e lo psichedelico Rez: finto spettacolo interattivo che prende volutamente le distanze da un approccio realista e razionale. In tal senso la trama non brilla certo per originalità ma, dato il target cui è rivolto il prodotto, l'essenzialità ha rappresentato un imperativo dal quale sarebbe stato impossibile staccarsi.

Speed Racer è essenzialmente un giocattolone gustoso e fluorescente. Un piacevole - sebbene mai troppo esaltante - enterteinment iper-tecnologico pensato non solo per i nostalgici dell'anime originale, ma anche (e soprattutto) per la nuova generazione di teenagers.

Copyright © Spaziofilm.it 2008.

Scheda Film
Speed Racer
Autore
anonymous
Data della recensione
2009-03-20 04:13:20
Provider
Cinematografo
Recensione

La Critica - Rassegna Stampa

"Resta da scoprire solo se questo prodotto si possa ancora chiamare cinema o non sia necessario trovare un'altra espressione per non confonderlo con certi vecchi prodotti in pellicola dove le storie si sforzavano ancora di appassionare, e gli attori di recitare. Ma soprattutto varrebbe la pena di interrogarsi sul rapporto che questo tipo di immagini dovrebbero avere con lo spettatore in sala: se chiedono l'immedesimazione? Se invece cercano solo l'ammirazione? O piuttosto lo stordimento sensoriale in nome dell'annullamento della propria coscienza critica... La sensazione e che la ricerca a tutti i costi di immagini sorprendenti e inedite rischi di cancellare il legame (necessario) che dovrebbe esistere tra chi guarda e quello che si vede sullo schermo. E che la credibilita sia diventata un optional, lungo un percorso che si sta avvitando su se stesso. Ma se Joel Silver, che non e certo uno sprovveduto, ha investito tanti milioni di dollari in un film così forse a sbagliarmi sono io." (Paolo Mereghetti, 'Corriere della Sera', 9 maggio 2008) "Costato 120 milioni di dollari trovati chissa dove dal fortunato produttore Joel Silver, dotato di 2.300 effetti speciali, sospeso tra video-gioco e pop-art, 'Speed racer' dei fratelli Andy e Larry Wachowski, tornati al cinema a cinque anni di distanza dalla serie miliardaria 'Matrix', si potrebbe definire un film under undici, proprio un film per bambini."(Francesco Bolzoni, 'Avvenire', 9 maggio 2008) "'Speed racer' e un film di straordinaria padronanza e intelligenza cinematografica: peccato il gran rumore che alla lunga (2 ore e un quarto) può far star male." (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 9 maggio 2008) "Siamo davvero in una dimensione che va oltre il film, in un territorio in cui il cinema e sparito, disintegrato per diventare altro da se, dove conta solo l'esasperazione, rumori roboanti, colori saturati e le storie prosciugate. Forse il fumetto di Tatuo Yoshida, da cui e tratto, poteva avere i suoi motivi di interesse, ma adattato e enfatizzato per il grande schermo tutto si smarrisce. I Wachowski sono stati risucchiati nel grande nulla, il mondo fittizio in cui tutto e preordinato e contro il quale aveva combattuto Neo-Reeves nei vari Matrix." (Antonello Catacchio, 'Liberazione', 9 maggio 2008) "Tratto da un fumetto, 'Iron Man' era primo negli incassi lo scorso fine settimana; tratto da un videogioco, 'Speed Racer' dei fratelli Wachowski lo spodestera. Ma Iron Man e un film per ragazzi che un adulto può vedere; 'Speed Racer' deludera - nel suo voluto infantilismo - anche i quindicenni: colori sgargianti e trama schematica rendono penoso arrivare alla fine. I fratelli Wachowski non sanno più fare il loro lavoro? Improbabile: almeno i tre Matrix erano folli, ma coinvolgenti e innovativi. È quindi probabile che essi abbiano subito la regola che a un film a grosso costo impone piccola qualita, onde esser (quasi) certi di riportare i soldi a casa." (Maurizio Cabona, 'Il Giornale', 9 maggio 2008) "Per andare ancor più sul sicuro, Silver non affida il compito ai soli effetti speciali; si procura anche un supercast; Emilie Hirsch; la rediviva Christina Ricci, Susan Sarandon e John Goodman, Matthew Fox, divo della serie 'Lost'. Ma qual e, insomma, l'effetto di tanta abbondanza di materia prima? Anche sorvolando sull'ideologia implicita e sulla retorica della famiglia, dai cineasti di 'Matrix' era lecito aspettarsi di più. Dopo un po' domina l'effetto - ripetizione e, se hai più di dodici anni, cominci a spiare il telefonino per vedere quanto manca alla fine." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 9 maggio 2008)

Copyright © Cinematografo 2009.



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