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"Bisogna dire che nel confronto, sorpresa, il prodotto 'Over The Hedge', con i suoi animaletti carini e deliberatamente kitsch, vince a man bassa sul pretenzioso e sconclusionato 'Southland Tales'. Che nei momenti ispirati sembra girato da un cugino sempliciotto del Lynch anni '80, ma in quelli più corrivi, largamente maggioritari (dura due ore e 40), accumula una tale quantità di ammicchi, ripetizioni e parodie di grana grossa, da provocare noia e rigetto in chiunque non sia seriamente intossicato dai materiali di cui il film è composto. (...) Al suo secondo film l'autore di 'Donnie Darko' (flop trasformato in cult dal tam tam dei giovanissimi) vorrebbe rovesciare una certa sottocultura molto californiana trasformandola in parodia di se stessa (funziona così anche anche il cast, da Sarah Michelle Gellar al culturista The Rock fino al redivivo Christophe Lambert). Ma finisce per farsene ipnotizzare, e la parodia paradossalmente diventa quasi un omaggio." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 22 maggio 2006) "Del tutto inconsistente è apparsa l'opera seconda di Richard Kelly, intempestivamente salutato come genio grazie a 'Donnie Darko' dal quale, tuttavia, promanava un'eco di sensoriale fantacoscienza giovanilistica. In 'Southland Tales', al contrario, il solito apologo postnucleare vissuto, tra contorte lungaggini e oscure metafore, da personaggi più scialbi o riciclati che inquietanti o apocalittici esprime soltanto una noia ciclopica e una presunzione all'altezza." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 22 settembre 2006)
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