Sarah Tobias, giovanissima e molto disinvolta cameriera in un modesto locale, viene violentata a turno da tre individui tra gli incitamenti e le risate pressoché generali dei clienti. Solo un ragazzo - Kenneth Joyce - fa un'inutile telefonata alla polizia. Investita del caso, Katheryn Murphy (vice procuratore distrettuale), tenta dapprima un accordo con la difesa (ci si vorrebbe limitare, quanto a capo di imputazione, a semplici lesioni colpose), poi decide, sebbene in contrasto con il proprio superiore per la tesi dello stupro, con accusa di istigazione per tutti coloro che, per passività o viltà, hanno assistito al gravissimo episodio, però le occorre che Sarah compaia in aula come testimone. I tre delinquenti sono identificati e interrogati: la difesa oppone che Sarah li ha praticamente adescati con il proprio comportamento ed era, in sostanza, consenziente, intanto l'energica Murphy, scoperto in un college il giovane Kenneth, lo chiama a testimoniare per dare fondamento alla propria tesi. Sarah, dopo aver riferito tutti i dettagli della violenza subita, attende con Katheryn la sentenza della Corte: tra le due donne, così diverse per classe, cultura e fortuna, si è stabilita una profonda comprensione sul piano umano. Grazie alla tenacia della Murphy e alla deposizione di Kenneth, i colpevoli sconteranno la loro bravata.
Note
OSCAR PER MIGLIOR ATTRICE (JODIE FOSTER) (1988).
DAVID DI DONATELLO 1989 PER MIGLIORE ATTRICE STRANIERA A JODIE FOSTER.