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Carlo e Fagiolino
Carlo è un giovane dermatologo, soddisfatto professionalmente, sostenuto da genitori amorevoli e presenti, la cui vita ruota intorno all'adorabile figlia di dieci mesi. Sofia, per tutti 'Fagiolino”, assorbe la vita del giovane padre che pare non avere spazio per altro e che protegge se stesso da qualsiasi cosa possa turbare un apparente equilibrio. L'incontro con la giovane ricercatrice francese Camille riuscirà a scalfire la corazza in cui Carlo ha racchiuso il proprio dolore?
Solo Luca
Solo un padre è una commedia drammatica, gradevole, anglosassone nell'impianto narrativo e nell'intreccio, acuta nello spostare il baricentro della storia dall'amore perduto all'amore finito.
La regia di Luca Lucini esplora i personaggi attraverso primi piani e dettagli che raccontano le loro emozioni senza sezionarle, mentre brevi flash back ricostruiscono gli eventi a poco a poco fino all'epifania della tragedia interiore che ha travolto la vita del protagonista (Carlo). Il titolo del romanzo (Perfect Skin di Nick Earls) da cui è tratto il film, è indispensabile per comprendere l'apparente gelo psicologico di Carlo che sembra ricoprire il dolore e il senso di colpa con una pelle perfetta, immune da qualsiasi ferita.
L'intreccio non brilla per originalità e neppure i bizzarri personaggi di contorno, scontati nelle loro nevrosi ed eccessi e parenti stretti delle tribù amicali che popolano le commedie inglesi. Eppure bisogna dare atto alla sceneggiatura di Giulia Calenda e Maddalena Ravagli di riuscire a mescolare abbastanza sapientemente episodi lievi e guizzi comici (la 'doccia ' del gatto Giulio) con una vena malinconica dolorosa ed un rinnovato senso di vita.
Decisamente ottima è la prova attoriale di Luca Argentero nel ruolo del protagonista. La maggiore qualità del giovane attore è la capacità di interpretare emotivamente e in modo autentico l'amore di una padre, nulla di melenso o furbesco, solo paternità intimamente sentita.
La malinconia e il rimorso che imprigionano Carlo si accompagnano a una buona dose di vis comica di Luca, il cui indubbio fascino non si trasforma - e non capita spesso al cinema - in handicap per dare verità a personaggi 'normali”, in cui è possibile riconoscersi.
Illuminato da una buona fotografia e dagli spazi aperti e affascinanti dei parchi torinesi, Solo un padre non ha pretese di capolavoro, ma è un film per un pubblico ampio, adatto a chi cerca la commedia e a chi desidera trovare al cinema i cosiddetti 'buoni sentimenti”.
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"Sara anche l'origine del libro da cui deriva ('Avventure semiserie di un ragazzo padre', di Nick Earls), ma e un film che potresti immaginare interpretato da Hugh Grant e parlato inglese. Con qualche differenza, però: gli interpreti sono meno rodati di Grant e dei suoi abituali partner: la sceneggiatura fatica, a tratti, a mettere assieme le parti drammatiche con quelle comiche; qualche caratterizzazione e di maniera. E tuttavia si apprezzano il tono complessivamente gentile, l'occhio benevolo con cui Lucini osserva i personaggi, una certa leggerezza di tocco, che saggiamente non pigia troppo sul pedale del comico, ne su quello del patetico." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 28 novembre 2008) "Da Grande fratello a piccolo padre per Luca Argentero. (...) Elaborazione del lutto fatta nel laboratorio Cattleya per 'Solo un padre' di Luca Lucini, bravissimo venditore di immagini fin dai tempi di 'Tre metri sopra il cielo' con un notevole tocco per la commedia sofisticata e non. Idea insolita, ambizione alta, toni che variano (si ride più che piangere, comprese gag con animali alla Tutti pazzi per Mary) e il protagonista in ogni inquadratura. Ma non e tutto oro ciò che e Argentero. Non si può essere sempre dolci e carini anche quando e necessario tirare fuori un po' di sporcizia. Regista troppo bonario, produzione asettica o limiti dell'attore? Probabilmente un equilibrato concorso di colpa. Il film e come una bella anestesia cosciente. Vedi tutto ma non senti praticamente niente." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 28 novembre 2008) "Ecco finalmente una commedia borghese sentimentale piacevole, intelligente e non piagnona, che investe il problema di un papa single e vedovo e il rapporto con la sua neonata. Luca Lucini, appassionato di storie di giovani mariti nel solco tracciato da Bolognini, racconta la vita difficile di Carlo, dermatologo di successo (metafora della seconda pelle, se ci sei batti un colpo) che deve riorganizzarsi la vita e scopre una dose incommensurabile di tenerezza. La vera trovata del film, tratto dalle 'Avventure semiserie di un ragazzo padre' di Nick Earls, Sonzogno, e lo snodo imprevedibile della sceneggiatura che manda in libera uscita psicologica ogni preavviso retorico e romantico. Arioso e misurato, senza un grammo di volgarita, il film rivela il talento di Luca Argentero che sostiene il ruolo con una pensierosa animazione interiore e con un certo sorriso che lascia scoprire sfumature anche alla sua quasi amata Diane Fleri." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 28 novembre 2008)
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