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Con Il soldato molto semplice Ivan Chonkin si ride a crepapelle su un passato in cui il più delle volte ti facevano passare la voglia di ridere. é anche un modo per chi ha attraversato gli evi bui del nazifasciostalinismo pagando di persona, come il sulfureo regista Menzel, di esorcizzare analoghi spettri (avvisaglie ce ne sono e non soltanto a Mosca e dintorni) che dovessero mostrarsi in avvenire. (Corriere della Sera, Tullio Kezich, 23/5/95)
E' una divertente celebrazione della vitalità, del buon senso, del pragmatismo del popolo contrapposto alle istituzioni, alle gerarchie, alle burocrazie. La maniera benevolo-spietata di Menzel e gli autori sono perfetti. (La Stampa, Lietta Tornabuoni, 19/5/95)
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