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Sogni e Delitti Recensione

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Scheda Film
Autore
anonymous
Data della recensione
2007-09-02 11:59:00
Provider
Cinematografo
Recensione
L'uno scorazza ragazze per la campagna ai limiti di Londra, accogliendole su fuoriserie vintage non sue, ma illegalmente prestategli dall'altro, il fratello che, ovvio, fa il carrozziere, ma a tempo perso. Perché del primo non si capisce esattamente il mestiere se non quello di cercarlo tentando di sistemarsi nella vita, magari con operazioni dalla dubbia liceità, se non almeno dal dubbio risultato finanziario; il secondo è proprio con le finanze che ha un pessimo rapporto, perché come primo impiego ha di sicuro il gioco la cui febbre lo porta con sistematicità alla perdita e ad affrontare situazioni piuttosto pericolose. Entrambi vivono, per l'appunto, a Londra, hanno una famiglia nella norma, ma con quel tocco di stile british che propriamente gradevole non è; dicono di avere, e lo scopriremo davvero, uno zio ricchissimo immerso negli affari della sanità, anzi nel malaffare del giro delle cliniche. Hanno tutti un sogno nella vita, questi personaggi di un inaspettato Allen: soldi. Ma se il sogno è sotto l'influsso di Cassandra, i guai sono alle porte, nascosti chissà in quale cavallo di Troia. Potrebbe essere una desideratissima barca a vela, sulla quale l'epilogo, infatti, avverrà. Ma tutto, in questo drammatico, concentratissimo, film di natura e contesto anglosassoni del maestro newyorkese - il terzo ed ultimo della trilogia londinese, città da lui poco amata per viverci, ma apprezzata per girarci film - è una profezia inascoltata sulla pericolosa alchimia tra desiderio e realtà, tra come realizzare il primo e in che modo la coscienza spesso risponde, nella seconda, con inaspettati rimorsi. Alchimia riflessa in modo sorprendente nella recitazione dei due fratelli, così diversi da essere davvero credibili, oltre che bravissimi: Colin Farrell è il giocatore assai meno cinico di quello che potremmo immaginarci, visetto da delinquente, ma cuore da ragazzino pentito mentre Ewan McGregor ha un profilo rasserenante e anima da vero sicario. Nel mezzo, si capisce, troviamo un accordo delinquenziale, denaro sporco, un omicidio, pillole e liquori, poca felicità, pochissimi sorrisi, qualche tipica, attesa fulminante battuta e, ancora una volta, una Londra malevola e per nulla rassicurante. Mentre il delitto, quando non si ascolta Cassandra, si paga, eccome!

Copyright © Cinematografo 2007.

Scheda Film
Autore
anonymous
Data della recensione
2008-02-01 07:59:00
Provider
Cinematografo
Recensione
L'uno scorazza ragazze per la campagna ai limiti di Londra, accogliendole su fuoriserie vintage non sue, ma illegalmente prestategli dall'altro, il fratello che, ovvio, fa il carrozziere, ma a tempo perso. Perché del primo non si capisce esattamente il mestiere se non quello di cercarlo tentando di sistemarsi nella vita, magari con operazioni dalla dubbia liceità, se non almeno dal dubbio risultato finanziario; il secondo è proprio con le finanze che ha un pessimo rapporto, perché come primo impiego ha di sicuro il gioco la cui febbre lo porta con sistematicità alla perdita e ad affrontare situazioni piuttosto pericolose. Entrambi vivono, per l'appunto, a Londra, hanno una famiglia nella norma, ma con quel tocco di stile british che propriamente gradevole non è; dicono di avere, e lo scopriremo davvero, uno zio ricchissimo immerso negli affari della sanità, anzi nel malaffare del giro delle cliniche. Hanno tutti un sogno nella vita, questi personaggi di un inaspettato Allen: soldi. Ma se il sogno è sotto l'influsso di Cassandra, i guai sono alle porte, nascosti chissà in quale cavallo di Troia. Potrebbe essere una desideratissima barca a vela, sulla quale l'epilogo, infatti, avverrà. Ma tutto, in questo drammatico, concentratissimo, film di natura e contesto anglosassoni del maestro newyorkese - il terzo ed ultimo della trilogia londinese, città da lui poco amata per viverci, ma apprezzata per girarci film - è una profezia inascoltata sulla pericolosa alchimia tra desiderio e realtà, tra come realizzare il primo e in che modo la coscienza spesso risponde, nella seconda, con inaspettati rimorsi. Alchimia riflessa in modo sorprendente nella recitazione dei due fratelli, così diversi da essere davvero credibili, oltre che bravissimi: Colin Farrell è il giocatore assai meno cinico di quello che potremmo immaginarci, visetto da delinquente, ma cuore da ragazzino pentito mentre Ewan McGregor ha un profilo rasserenante e anima da vero sicario. Nel mezzo, si capisce, troviamo un accordo delinquenziale, denaro sporco, un omicidio, pillole e liquori, poca felicità, pochissimi sorrisi, qualche tipica, attesa fulminante battuta e, ancora una volta, una Londra malevola e per nulla rassicurante. Mentre il delitto, quando non si ascolta Cassandra, si paga, eccome!

Copyright © Cinematografo 2008.

Scheda Film
Sogni e delitti
Autore
anonymous
Data della recensione
2008-02-02 11:00:51
Provider
Spaziofilm.it
Recensione

Dare e avere

Ian e Terry Blain sono due fratelli di Londra, molto legati fra loro nonché assolutamente decisi a divincolarsi dalla monotona esistenza medio-borghese che l'attività di famiglia – il padre possiede un ristorante di alterna fortuna – riserverebbe loro. E' soprattutto Ian a sentire il richiamo dei 'grandi affari”: più ambizioso e razionale rispetto al fratello, punta a investire su alcuni hotel in California, anche se nel frattempo si limita ad atteggiarsi a dandy con le lussuose automobili altrui. Ma intanto Terry si caccia nei guai per i debiti di gioco e, insieme a Ian, sarà costretto a chiedere aiuto al ricco zio materno, proprietario di alcune cliniche di chirurgia estetica; entrambi si renderanno conto di dover ripagare a caro prezzo i suoi favori…

La banalità del male

Sono le note grevi e drammatiche di Philip Glass ad aprire Cassandra's Dream (banalizzato in italiano con il titolo Sogni e delitti), terzo film girato da Woody Allen in quella Londra che gli ha concesso nuova libertà espressiva, e un nuovo campo d'indagine per il suo riconoscibile pessimismo cosmico, ora più che mai all'opera nell'intessere il destino dei personaggi. Destino, o meglio 'percorso” – Allen, da disilluso non credente qual è, potrebbe preferire questa parola – che i protagonisti stabiliscono da sé, attraverso le proprie azioni; così, la storia di due fratelli profondamente uniti ma profondamente diversi, tanto da parere l'uno l'ombra dell'altro, diventa l'ideale parabola di chi è vittima delle scelte compiute in passato, scelte che hanno prevedibili e nefaste conseguenze: il sangue chiama sangue, e anche se è quello della propria famiglia, a conti fatti poco importa.

Lo sguardo glaciale e distaccato di Woody Allen, che spesso si allontana dai suoi personaggi congelandoli in quadri d'insieme, in parte replica lo stesso meccanismo di Match Point (l'assoluta empatia nei confronti di chi è responsabile di un delitto, e dunque la speranza che possa cavarsela), e in parte lo nega, secondo una natura duplice che rispecchia l'antitetica reazione dei due fratelli a ciò che hanno fatto. La sensibilità dello spettatore farà la differenza (con quale dei due identificarsi?), ma il film, forse proprio per la freddezza del suo autore, lascia spazio anche a un giudizio critico 'brechtiano”. Eppure Allen, rispetto ai precedenti – e soprattutto rispetto al già citato Match Point –, sembra avere le idee meno chiare, con una costruzione dell'intreccio a tratti frettolosa che non lascia respiro sufficiente ai dettagli; l'impressione è che voglia arrivare subito al sodo, ma per farlo perde di vista alcune figure di contorno e risolve con eccessiva noncuranza questioni che dovrebbero essere fondamentali, tagliandole di netto. Certo, in un simile approccio c'è forse molta consapevolezza, ma si rimpiange quel rigore che – un tempo diffuso ovunque – ora emerge soltanto nella gradevole essenzialità della messa in scena e nell'inquietante disegno della banalità del male, e nella normalità di chi lo provoca.

Bravi e in parte Farrell e Mcgregor, in questa variazione sul tema che, alla seconda prova di Allen con il noir 'puro”, mostra già segni di stanchezza.

Copyright © Spaziofilm.it 2008.



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