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Snow Cake Recensione

"Snow Cake" recensioni

Film
Snow Cake
Autore
anonymous
Data della recensione
2006-03-23 11:09:25
Provider
Cinematografo
Recensione

La Critica - Rassegna Stampa

"Il peggio che possa capitare a 'Snow Cake' del gallese Marc Evans è di essere richiamato in servizio ogni volta che c'è bisogno di un titolo da inserire in una rassegna sulla bioetica. Tratto da soggetto & sceneggiatura di Angela Pell, il vessillifero dell'edizione n°56 della Berlinale, iniziata ieri, infioretta, infatti, il suo non irresistibile ritmo con tutta una serie di bellurie fotografiche, articolati movimenti di macchina e compiaciuti assoli recitativi; ma, al dunque, gli scarni fili della vicenda confluiscono in una sorta d'appello affinché la società non trascuri i portatori di handicap affetti da autismo. Intenzione, va da sé, nobilissima: ma se, per esempio, qualcuno volesse paragonare questa pomposa produzione anglo-canadese al recente 'Le chiavi di casa' di Amelio, emergerebbe subito la sua sostanziale inconsistenza. L'arma principale di Evans è, certo, il cast internazionale, con il flautato Alan Rickman, che contende la scena alla star dell'inaugurazione Sigourney Weaver e alla coprotagonista Carrie-Anne Moss: per una volta, però, il professionismo da applausi degli attori anglofoni non riesce a surrogare la qualità dell'insieme." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 10 febbraio 2006)

"Cominciamo bene. Nel film scelto per inaugurare il concorso della 56ma Berlinale, 'Snow Cake' dell'inglese Marc Evans ('Torta di neve'), figurano tutti gli ingredienti dei mélo famigliari strappalacrime ma riveduti nello stile del moderno politically correct . Dunque massima attenzione ai diversi, che ovviamente sono portatori di forme di saggezza sconosciute ai poveri normali; slanci d'amor panico espressi sullo sfondo di paesaggi ostili o deprimenti; poesia delle piccole comunità sperdute dove accanto a grettezza e sospetto si trova sempre qualcuno di buon cuore. E poi: morti improvvise e violentissime, riconciliazioni sul sepolcro, foschi segreti sepolti nel passato. Più una spruzzata del solito humour passepartout. (...) Magari un film così privato era quasi rassicurante in un festival così ricco di echi politici e di coincidenze inquietanti. Magari non c'erano altri titoli o divi disponibili per l'apertura. Ma certo è una scelta curiosa, oltre che l'indice di un progressivo slittamento dei valori sempre più mercato, sempre meno festival inadatto a una manifestazione prestigiosa come la Berlinale." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 10 febbraio 2006)

"Con un tale cumulo di disgrazie e simbolismi, la professionalità degli attori può esimere dall'avvertire un fastidio eccessivo; ma dalla noia no, anche perché Carrie-Anne Moss (ex di 'Matrix') si cala nel personaggio di una prostituta di paese composta e credente, sublime fino a darsi gratis a Rickman. E se lei in 'Matrix' aveva un fascino sottile, qui le manca il brio di una Boccadirosa. E' anche vero che Wawa (Ontario) non è Sant'Ilario (Liguria)." (Maurizio Cabona, 'Il Giornale', 10 febbraio 2006)

"Inaugurazione del 56esimo FilmFest con un film intimista di origine franco-canadese, 'Snow Cake', diretto da Marc Evans regista britannico ultraquarantenne e presenti a raccogliere gli applausi i due protagonisti, Alan Rickman e Sigourney Weaver, con la speranziella di tornare a Marlene Dietrich Platz il giorno 18 nell'eventualità di un meritato premio di interpretazione. (…) Ma i difensori di quell'esperienza unica che è un film visto insieme e sul grande schermo piuttosto che sbirciato in solitudine sul video insistono a considerare transitoria l'attuale fase negativa. Se così avverrà, temo che non sarà grazie a titoli come 'Torta di neve', dove il maturo e malinconico Alan avendo dato mal volentieri un passaggio a un'esuberante ragazza sulle strade del Nord Ontario se la vede morire sotto gli occhi in un incidente; e quando, spinto da un senso di colpa che ha altre origini, va a visitare la madre della vittima, si trova davanti una Sigourney segnata dalla bizzarra follia dell'autismo. Si sa che le vicende sui sentimenti scivolano facilmente nel sentimentalismo e 'Snow Cake' non fa eccezione: a notazioni felici si alternano troppe simmetrie drammaturgiche e trappole da lacrima. Ma bisogna ammettere che tutti gli interpreti (non solo i due protagonisti) appaiono impegnati e convinti e che il messaggio dolceamaro lanciato da questi cuori solitari ogni tanto colpisce al cuore." (Tullio Kezich, 'Corriere della Sera', 10 febbraio 2006)

Copyright © Cinematografo 2006.



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