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Sms - Sotto Mentite Spoglie Recensione

"SMS - Sotto Mentite Spoglie" recensioni

Scheda Film
SMS - Sotto Mentite Spoglie
Autore
anonymous
Data della recensione
2007-10-12 15:00:19
Provider
Spaziofilm.it
Recensione

SMS, ovvero Short Message Service

Ogni giorno qualche milione di SMS corre di telefono in telefono, brevi testi spesso colmi di abbreviazioni con i quali siamo ormai abituati a dirci di tutto. Sintetiche composizioni sintattiche digitate nelle circostanze più improbabili, spesso di corsa, frequentemente mentre siamo in altre faccende affaccendati. Una delle caratteristiche peculiari di questa forma di comunicazione è la velocità, sia di scrittura che di trasmissione e recapito: bastano pochissimi secondi per comporre un testo ed una sola frazione di secondo per spedirlo. Ma cosa potrebbe capitare se per errore dovessimo inoltrare un SMS alla persona sbagliata? E se poi questo messaggio contenesse un'allusione sessuale?

La storia

È quello che succede al facoltoso avvocato Tommaso Lampedusa (Vincenzo Salemme) che nel giro di pochi istanti si vedrà catapultato in una girandola di situazioni paradossali, trascinato in un vortice di passione che metterà in crisi il suo equilibrio.L'avvocato Lampedusa, fino al giorno del fatale errore, è la perfetta incarnazione del borghese medio: moglie (Lucrezia Lante Della Rovere) innamorata ma annoiata dal ménage coniugale, due figli alle prese con le turbolenze dell'adolescenza, un domestico cingalese che parla un italiano di fantasia, cenette con gli amici, circolo canottieri e così via. Capiterà dunque che, trascinato dalla moglie in un patetico sollazzo erotico, l'avvocato Lampedusa invierà alla persona sbagliata un focoso sms indirizzato in realtà alla consorte. Il messaggio sarà ricevuto per errore da Chiara (Luisa Ranieri), moglie del suo migliore amico (Giorgio Panariello) nonchè prorompente donna in piena crisi d'autostima. La signora coglierà al volo l'occasione per tuffarsi fra le braccia dell'incredulo Tommaso Lampedusa che, non riuscendo a sfuggire alla tentazione, si vedrà catapultato in una relazione extraconiugale piena di imprevisti.

Il film

La settima regia cinematografica di Vincenzo Salemme si avvale in fase di sceneggiatura dell'apporto d'un professionista del calibro di Ugo Chiti (sceneggiatore dei due fortunati episodi di Manuale d'amore nonché del notevole L'imalsamatore) e le differenze rispetto ai film precedenti del regista ed attore napoletano risultano lampanti. Già nella scelta del cast si evidenzia la voglia di abbandonare la napoletanità tout court del passato per una più articolata messa in scena di altre comicità nazionali, come quella toscana impersonata da Giorgio Panariello e quella romana da Enrico Brignano. Il film risulta assai più filmico dei precedenti con una serie di marche formali assai riconoscibili ancorché forse troppo stereotipate: le vicende dei figli, ad esempio, sembrano prese a piè pari da uno dei molti film sugli adolescenti tanto in voga negli ultimi anni (il fatto che la giovane figlia sia interpretata da Gabriela Belisario, protagonista de L'estate del mio primo bacio, non fa altro che confermare allo spettatore la sensazione di déjà vu), come pure l'ambientazione romana della storia risulta forse un poco pretestuosa, dal momento che la si sarebbe potuta collocare in qualsiasi altra città italiana.

La colonna sonora del film, firmata da Lucio Dalla, è di assoluto rilievo nella prima mezz'ora ma poi perde incredibilmente di personalità nel resto della durata.

SMS – Sotto mentite spogliestrappa allo spettatore un discreto numero di risate soprattutto grazie al personaggio del domestico cingalese ed all'anziana segretaria dell'avvocato Lampedusa, due personaggi assolutamente azzeccati e spassosi. Vincenzo Salemme articola con garbo e senza volgarità un intreccio da commedia degli equivoci il cui bersaglio principale sono i comportamenti delle persone che tradiscono e, nella Roma abitata dai protagonisti di questa vicenda, tutti tradiscono, senza farsi troppi problemi.

Vincenzo Salemme si conferma uno dei grandi talenti della commedia all'italiana degli anni Duemila, confezionando una godibile pellicola di intrattenimento capace di divertire ma anche di sfiorare alcuni argomenti importanti senza però graffiare realmente.

Ed è forse in questo scarto differenziale fra realtà e sceneggiatura che risiede la siderale distanza fra la commedia dei giorni nostri e quella degli anni Sessanta, dove una maggiore ferocia nei confronti dei tipi umani messi in scena mise in essere una cinematografia in grado di ottenere unanimi consensi di pubblico e critica, ridicolizzando i tic comportamentali dell'Italia del boom.

INTERVISTA A VINCENZO SALEMME

A margine della conferenza stampa di presentazione del film, ho avuto modo di porre alcune domande a Vincenzo Salemme che, con molta disponibilità, ha concesso ai lettori di SpazioFilm alcuni interessanti approfondimenti a proposito del suo nuovo film.

Com'è nata l'idea del film?

L'idea deriva da una cosa che mi stava per capitare, un giorno ho rischiato di inviare un messaggino alla persona sbagliata e la cosa mi ha subito fatto venire in mente il soggetto di questo mio ultimo film che ruota, per l'appunto, attorno all'errore commesso da un avvocato che produrrà tutta una serie di conseguenze indesiderate.

Cosa significa per Vincenzo Salemme la parola "commedia"?

Commedia... per me significa tutto. Ho iniziato la mia carriera d'attore proprio con Eduardo De Filippo che al termine ha saputo dare nel corso d'una incommensurabile carriera sempre nuove idee. Poi mi vengono alla mente i grani nomi come Sordi, Tognazzi, Steno e soprattutto quel grandissimo regista che ha diretto alcune delle più belle commedie interpretate da Totò, ovvero Camillo Mastrocinque.

In Italia tutto il cinema è commedia, se pensi al neorealismo stesso, anche lì l'intera storia drammatica poggia su d'una solida base di commedia... Insomma credo che la commedia sia il cinema, con di volta in volta gradazioni differenti di drammaticità...

Non progetti nel futuro di mutare il tuo stile verso una maggior dose di drammaticità, o comunque di portare al cinema storie maggiormente legate al sociale e meno sospese nel limbo della commedia leggera? Tenendo conto poi che al cinema il tuo esordi come attore è avvenuto con Nanni Moretti (Bianca, Sogni d'oro e La messa è finita, N.d.R.)...

No vabbè, con Moretti erano due parti piccolissime... Come autore mi piacerebbe proprio aprire quella vena malinconica che inevitabilmente posseggo, nel famigerato cassetto ci sono un sacco di soggetti che vanno in questa direzione... ma da me tutti si aspettano la risata, il film leggero, ed è sempre difficile trovare finanziatori pronti a scommettere su di te...

'SMS” parla del tradimento e l'impressione che se ne ricava è quella d'un mondo fatto di persone che invariabilmente tradiscono; film a parte, qual'è la tua opinione in merito?

Tutti tradiscono, ormai ho cinquant'anni e la mia opinione in merito col tempo è divenuta questa. Tempo fa pensavo che non fosse così ma poi a furia di sentire amici e conoscenti che avevano tradito, a furia di conoscere persone che avevano più d'una relazione ho capito che non era più il caso di credere alle parole. Insomma i conti non mi tornavano. Chi non tradisce lo fa perché non gli interessa il sesso, perché il sesso non è fra le sue priorità, ed è una cosa che capisco e rispetto, ma il sesso è bello. Ognuno ha una sua morale. Dal momento che dobbiamo morire tutti, prima o poi, è bene che in vita ognuno faccia quel che si sente, vivere un qualcosa come una privazione, darsi un limite invalicabile, ritengo sia una follia. Io non tradisco perché non ne sento l'esigenza, perché con mia moglie mi trovo benissimo... anzi anni fa ero molto geloso di mia moglie, vivevo con l'ansia... insomma il tradimento è una gran brutta cosa perché è legato alla fiducia che riponiamo in un'altra persona, ma se vuoi tradire perché hai l'esigenza di farlo allora trovo sia il caso di parlarne perché dirselo può aiutare a salvare un rapporto.

Nel film tutti tradiscono e molti personaggi rimangono letteralmente rovinati da questa scelta, su tutti il personaggio interpretato da Enrico Brignano, però accade che questi cattivi esempi non vengono presi come monito dagli altri personaggi...

Gli esempi non servono a nulla perché quando veniamo travolti da una passione non capiamo più niente, diventiamo irrazionalmente spericolati.

In questo film oltre a curare la regia, sei anche attore ed hai pure scritto la sceneggiatura, ma qual'è la cosa che più ti piace fare?

La regia, in assoluto la regia. Ovviamente adoro recitare ed amo davvero tanto scrivere, ma la regia è la cosa più bella. Quando scrivo non vedo l'ora che inizino le riprese perché per me poter dirigere una squadra di persone è una cosa che mi da un infinito piacere.

Per la prima volta in un tuo film non sei l'unico autore della sceneggiatura ma sei stato affiancato da Ugo Chiti, ci puoi parlare di questa collaborazione?

La collaborazione con Ugo è stata fondamentale nella scrittura di questo film. Ugo è riuscito a dargli una forma molto più cinematografica, ritengo infatti che questo sia il mio film più vicino al linguaggio del cinema, lui ha lavorato molto sulla forma da dare al tutto e sono davvero orgoglioso di aver lavorato insieme a lui che è davvero un grandissimo professionista.

Nel film poi sono presenti parecchie novità rispetto a quello che sin qui avevo fatto, la scelta di utilizzare attori non napoletani come Panariello, Lucrezia ed Enrico, come pure l'ambientazione romana dà modo al film di essere più aperto a nuove contaminazioni, anche linguistiche. E di questo sono molto contento.

Com'è nata la collaborazione con Lucio Dalla che ha firmato le musiche del film?

È nato tutto per caso. Un giorno siamo stati insieme alla trasmissione di Raiuno, I raccomandati, e gli ho chiesto se gli interessava fare la colonna sonora del mio nuovo film. Lui è stato subito entusiasta dell'idea e ha fatto, secondo me, un lavoro straordinario.

Nella parte finale del film ci sono pure degli effetti speciali che personalmente ho trovato davvero deliziosi e ben fatti, come mai? com'è nata l'idea di inserirli?

Sono stati un gioco... mentre stavamo girando quella sequenza mi è venuto in mente che si poteva provare a vedere cosa ci si poteva inventare per aumentare l'alterazione del punto di vista del protagonista. Così ho chiesto alla troupe se avevano qualche idea e, sai com'è... tutti si sono subito attivati con un sacco di idee, e con pochissimi soldi – un poco alla buona – abbiamo messo in piedi quella sequenza. La signora anziana poi, quella che fa pure la segretaria di Tommaso Lampedusa (ovvero il protagonista del film interpretato dallo stesso Salemme, N.d.R.) si è prestata ad essere truccata in quel modo (una specie di demone, N.d.R.) con enorme disponibilità ed entusiasmo... ma a proposito, tu l'hai riconosciuta chi è?

...veramente mi sembra proprio di averla già vista, ma non saprei...

E' l'attrice che interpreta la suora nella pubblicità con Del Piero... non capisco perché nessuno la riconosca ma è lei. La trovo esilarante!

Nel film c'è pure Raffaele Pisu...

L'avevo visto in quel bellissimo film che è 'Le conseguenze dell'amore”, mi era piaciuto molto e per questo ho voluto chiamarlo per questo mio ultimo film anche se fino all'ultimo per quel ruolo sono stato indeciso con un altro attore...

Mi puoi dire qualcosa sulla scelta del nome dato al personaggio che interpreti?

Tommaso Lampedusa... Ovviamente per il gioco di parole di gattopardiana memoria, ma poi c'era pure un altro motivo... aspetta un attimo... oddio, è passato così tanto tempo che non mi ricordo proprio più cosa pensavo quando ho scritto...

Grazie per la disponibilità ed in bocca al lupo per il film.

Grazie a te, e speriamo di essere sbranati dal lupo!

Copyright © Spaziofilm.it 2007.

Scheda Film
Sms - Sotto Mentite Spoglie
Autore
anonymous
Data della recensione
2007-10-16 04:00:52
Provider
Cinematografo
Recensione

La Critica - Rassegna Stampa

"Crisi del settimo film? No, anzi. Lo spiritoso Vincenzo Salemme, dopo qualche operino zoppicante, raddrizza il tiro e fa centro. 'Sms - Sotto mentite spoglie' non è un capolavoro, però fa ridere e tanto basta. (...) Insomma, una commedia degli equivoci attorno all'abuso degli sms, che fa spesso sbellicare,come nell'incontro clandestino sullo yacht. Bravi e simpatici i due protagonisti, maliziose al punto giusto le due primedonne." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 12 ottobre 2007) "Quanto è meglio il Salemme attore del Salemme regista che paga pegno al suo super io eduardiano. Parte da un' idea - qui l'errore di un messaggino che fa nascere un tradimento e putiferio in famiglia - ma prendendola larga e finendo con l'accettare il triangolo: non drammatizziamo è solo questione di corna... La mini pochade casalinga scritta con Chiti non ha quella vivacità di battute necessaria al genere ed inizia dopo 40 minuti. L' autore concede digressioni, gag, trovatine che non aiutano il ritmo continuamente tronco di un racconto che si blocca di continuo tra amici, i soliti figli estranei e un cameriere nero che, per carità senza razzismi, è un animale allo zoo; clou è il party coi biscotti drogati. Salemme fa di tutto come l'ultimo degli amanti napoletani infuocati, lasciando briciole a Brignano e a Panariello, ma valorizzando le star Lante della Rovere e Luisa Ranieri. Il telefonino imperversa dall'inizio alla fine." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 12 ottobre 2007) "Vincenzo Salemme, autore e interprete teatrale di successo, dopo l'exploit de 'L'amico del cuore' ('98) ha intrattenuto il pubblico cinematografico con una serie di più o meno centrate incursioni nei territori della farsa. Al settimo gong si distacca dallo schema per giocare, insieme all'affiatato sceneggiatore Chiti, la carta di una pochade più lineare nello sviluppo e più variegata nei caratteri. (...) Per rinvigorire il tema del tradimento vero o presunto, 'Sms' lo trapianta nel campo degli adolescenti, i soliti figli incompresi ed incompiuti a cui tocca il compito d'intonare un controcanto quanto mai flebile; mentre, tra i comprimari, Enrico Brignano viene oscurato dal cammeo del grande Raffaele Pisu e il cameriere cingalese ce la mette tutta per apparire più goffo e molesto dei padroni. Equivoci, quiproquo, battute, canzoni dal nuovo album di Lucio Dalla: se Salemme si guadagna il pane degli aficionados e le due grazie - vestite, in déshabillé o in costume - si dimostrano sempre spiritose, l'appeal di Panariello resta per noi uno dei misteri più indecifrabili del secolo." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 13 ottobre 2007)

Copyright © Cinematografo 2007.



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