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"Sul volto di Robert De Niro, una versione 'hard' del Padre Flanagan di Spencer Tracy, pragmatico e sempre dalla parte dell'ultimo, si gioca la vera partita di un copione per altri aspetti ondivago e ripetitivo, prestato dal regista stesso in funzione di una messinscena tipo grand guignol. Ed e grazie all'inteprete che per 5 minuti 'Sleepers' si solleva da una mediocrita imbastita di scene troppo iterate di violenza carceraria sulle ormai uggiose scansioni del genere processuale. Accanto a De Niro fa virtuosisticamente il suo 'numero' Dustin Hoffman relegato nel ruolo marginale di un avvocato alcolizzato; e terzo fra cotanta bravura, Vittorio Gassman imprime un autorevole marchio di originalita a una figura che poteva essere convenzionale, lasciandoci con la voglia di saperne di più su questo ras della Cucina del Diavolo." (Tullio Kezich, 'Corriere della Sera', 29/10/96) "Avvincente e robusto (fin troppo) drammone social-carcerario-giudiziario, esagerato anche per lunghezza, del veemente Barry Levinson, che schiera un manipolo di superdivi disposto a reggere il moccolo a giovanissimi e poco celebri protagonisti (soltanto Brad Pitt diventera un big). A Vittorio Gassman basta una comparsata per confermare una classe inimitabile." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 18 luglio 2003)
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