Vuoi le news di Yahoo! Entertainment sul tuo cellulare? Clicca qui
35 giorni di passioni
Settembre 1980. Emma è una giovane ragazza, proveniente da una famiglia della classe operaia, che sembra aver trovato la sua strada; è impiegata alla Fiat, quasi laureata in matematica e prossima a sposarsi con Silvio, un importante dirigente dell'azienda torinese. All'improvviso qualcosa cambia, la sua vita viene risucchiata fuori dal morbido guscio che si era creata con tanti sacrifici, proprio in concomitanza con i mutamenti sociali che scuotono quel famoso settembre: l'annuncio dei licenziamenti Fiat e i 35 giorni di sciopero. Attratta da un giovane militante, Sergio, vivrà con lui un'intensa storia di passione e amore, che la porterà a scontrarsi con la famiglia e a riconsiderare i propri ideali...
Una storia si intreccia con la Storia
Due vicende, due battaglie. Da una parte la Storia, i fatti del settembre 1980, la 'grande rivolta” degli operai dell'azienda più importante d'Italia. Dall'altra la storia privata di una giovane donna divisa fra due mondi, una ragazza di fronte a una scelta. In comune la passione, il desiderio, la voglia; degli operai per la loro causa e di Emma per il suo amante. Probabilmente in entrambi i casi la fine di un'epoca e l'inizio di un'altra. Il film - molto curato nei dettagli, con scelte stilistiche adeguate al soggetto - è caratterizzato però da un andamento altalenante: in alcuni punti interessa, coinvolge, appassiona, ma in altri perde di intensità, fino a scadere quasi nel banale. All'inizio è promettente, con diversi rimandi storici ben realizzati cui si intrecciano i fatti personali della coppia, la Storia della società italiana del 1980 con la storia d'amore di Emma e Sergio. Poi la narrazione si perde nei meandri del già visto e sentito, diventando fiacca e poco originale, così come la prova dei protagonisti. Filippo Timi e Valeria Solarino non riescono a infondere ai rispettivi personaggi i sentimenti e le emozioni che dovrebbe travolgere la coppia, passione che rimane non del tutto espressa anche nei confronti della 'causa operaia”. Probabilmente tutto questo avviene perché Wilma Labate, la regista, è soprattutto una documentarista, per cui non riesce a infondere il calore necessario al film, lasciando troppo spazio – così come vuole la regia di un documentario – alla macchina da presa.
Non è sufficiente la bravura stilistica
Un film si nutre di emozioni, passioni, sogni. Anche quando si trasporta un 'pezzo” di Storia sulla pellicola, è necessario farlo con una buona dose di intensità emotiva. Non basta un'ottima conoscenza delle regole narrative, dell'utilizzo della macchina da presa o una buona sceneggiatura e un buon soggetto; non si vive insomma di sole 'nozioni scolastiche”. Questo è il limite del lavoro di Wilma Labate, esteticamente ben fatto ma in debito di trasporto emotivo.DVD Caratteristiche tecniche
Formato video: 1.85:1
Formato audio: italiano dolby digital 5.1
Sottotitoli: italiano per non udenti, inglese
Il dvd, distribuito in versione a disco singolo da 01 Distribution, offre una buona qualità audio/video.
Le immagini sono dettagliate e nitide, anche grazie al fatto che il film è molto recente; ben riprodotti in particolar modo i primi piani, caratterizzati da un dettaglio elevato, mentre qualche problema si riscontra nelle scene più concitate, dove si perde un po' di chiarezza.
L'audio è nella norma, con un uso accentuato dei canali frontali, mentre quelli laterali sono chiamati in causa solo in alcune scene.
Contenuti speciali
Povera la sezione delgi extra.
Trailer
Backstage
Un dietro le quinte di quindici minuti in cui, attraverso le immagini del film, le interviste ai protagonisti e alla regista Wilma Labate viene mostrato il processo di realizzazione e si spiega il contesto storico della storia narrata nel film.
Galleria fotografica
Copyright © Spaziofilm.it 2008.
