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Shrooms - Trip Senza Ritorno Recensione

"Shrooms - Trip senza ritorno" recensioni

Scheda Film
Shrooms - Trip senza ritorno
Autore
anonymous
Data della recensione
2008-08-22 10:01:19
Provider
Spaziofilm.it
Recensione

”Una colazione con effetti speciali!”

Cinque ragazzi americani volano in Irlanda del Nord per sballarsi, sotto la guida esperta del loro amico Jake (Jack Huston). Arrivano nel bosco di Glengarriff, nelle vicinanze di una vecchia casa abbandonata, oggetto di riti occulti, e si mettono alla ricerca della Psylòcybe, varietà di funghi altamente allucinogena. Tara (Lindsey Haun), sperando di far colpo su Jake, ingerisce un fungo che si rivela velenoso e le provoca un trip talmente devastante da permetterle di prevedere ciò che sta per succedere ai suoi amici. Tutto avviene sullo sfondo del bosco, che cela tra le sue ombre qualcuno con intenzioni poco amichevoli…

”C'è una sola storia che fa paura: quella vera…”

Secondo gli antichi druidi, si sprofondava letteralmente in un'altra dimensione. Esattamente quella in cui si catapulterebbe volentieri lo spettatore, se solo potesse trovare un modo di fuggire da questo minestrone di espedienti triti e ritriti ed epiloghi fin troppo scontati. L'appassionato di genere horror dopo una ventina di minuti (se non addirittura dieci…) può infatti già scommettere senza errore su chi sarà l'ultimo a scamparla in questa comitiva sperduta per i boschi irlandesi. Sono molte le incongruenze che si cerca di far passare inosservate, puntando tutto (già dal trailer: 'siete fatti per questo film?”) sullo stato particolare in cui versano i protagonisti. Incomprensibile, ad esempio, l'idea di intraprendere un viaggio oltreoceano per andare a farsi di funghi allucinogeni da un amico in Irlanda, e soprattutto perché proprio questo gruppo di persone, che sembrano odiarsi profondamente, voglia accollarsi un'esperienza del genere. Tutto risulta studiato alla perfezione per promuovere un moralismo generico, retorico e falso, contro gli stati di alterazione (i funghi forse sono l'unico elemento di originalità che si può trovare in questo film), in cui si accentuano i lati negativi della persona priva ormai di freni inibitori. Sembra che l'aspetto importante per fare un horror sia diventato il proporre degli effetti spaventosi che durano un attimo, anche solo pochi fotogrammi, accompagnati da un crescendo di sonoro angosciante e tachicardico, magari con l'aggiunta di una casa abbandonata nel bosco - con tanto di sedia a rotelle arrugginita al centro di una stanza vuota, a mo' di Session 9 - a cui è legata una storia di paura, con assassini e persone disturbate ancora a piede libero. Il regista Paddy Breathnach, quindi, non spicca certo per originalità, propinando un finale alla Alta tensione, abusando di certi effetti speciali per ricreare lo stato alterato dei protagonisti e ricalcando lo stile già visto in The ring, in cui la figura malvagia avanza a scatti senza realmente muoversi e si para repentinamente davanti al malcapitato di turno. Utilizza troppo spesso inquadrature a piombo, per accrescere l'idea di angoscia e di isolamento dei protagonisti, e sull'effetto 'occhio che spia”, facendo leva sul disorientamento dello spettatore, alle prese con la difficoltà di discernere una parvenza di realtà tra pre-veggenze, post-veggenze e allucinazioni oniriche.

In definitiva, un gran brutto trip per lo spettatore.

Copyright © Spaziofilm.it 2008.



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